Protetto: Sull’offrire opportunità lavorative di lusso a una ricca star in cambio di rapporti sessuali

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Protetto: Ricerca del lavoro via web

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La bellezza (estetica) è una sventura per il mondo

Quando uno compra un libro, non l’ha ancora letto: dunque, non può essere per il contenuto. In genere sono il titolo, la copertina, l’autore, la pubblicità, e il passaparola a farci scegliere un libro (come una persona) o a farcela rifiutare. La superficie.

Quella che si chiama bellezza estetica guida le scelte di moltissime persone, soprattutto in ambito sessuale e sentimentale.

Dal fatto che i corpi sono tutti diversi tra loro deriva il fatto che le persone preferiscono alcuni corpi rispetto ad altri e che giudicano belli quelli che preferiscono e brutti quelli che non preferiscono.

Il giudizio estetico, fatto su sé stessi o ricevuto dagli altri, può provocare emozioni molto intense e piacevoli, ma può anche provocare emozioni altrettanto intense ma spiacevoli.

Quando qualcuno si sente dire “sei bello/a, bellissima/o” o “sei brutto/a, o bruttissimo/a” reagisce emotivamente.

Le emozioni sono segnali e parte integrante dei processi cognitivi che collegano la mente e il cuore, in particolare costituiscono il risultato sensibile di giudizi e valutazioni subitanee: ciò che percepisco costituisce per me un fattore di benessere o un rischio? Mi posso rilassare o devo stare in guardia? La situazione sta cambiando in modo tale da sorprendermi o secondo le mie aspettative?

Al piacere generato dalla percezione visiva di una persona ritenuta bella le persone sono portate a rispondere nella maggioranza dei casi in modo positivo nei confronti di quella persona osservata: Gentilezza, interesse, aiuto, disponibilità a fare favori, amicizia. Gli stessi complimenti, che sono semplicemente parole e non azioni, provocano piacere nel soggetto ammirato, in certi casi producono anche speranze, o la sensazione di potersi lasciar andare a un’attrazione sessuale. La disponibilità mostrata dagli altri a relazionarsi con sé stessi provoca maggior autostima, assenza di senso di solitudine, benessere, godimento sessuale, sensazione di essere amati, un senso di potere e godimento.

IL CONFRONTO
Dal fatto non tutti i corpi sono uguali e che attraverso l’aspetto si può attrarre qualcuno deriva il fatto che qualcuno può sottrarre la persona desiderata a qualcun altro che non ha l’aspetto richiesto. E dunque deriva il bisogno di confrontarsi.

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Lo specchio magico è un elemento della fiaba Biancaneve dei Fratelli Grimm. Nella fiaba la regina è una bellissima donna che possiede uno specchio magico, al quale si specchia vanitosa. Invidiosa della bellezza della giovane figliastra Biancaneve, incarica un cacciatore di portare la ragazza nel bosco e ucciderla. Un giorno però la regina cattiva, grazie allo specchio fatato, scopre che la ragazza è viva e in salute. Cerca così di ucciderla nuovamente, riuscendoci con una mela avvelenata. Qualche tempo dopo viene invitata alle nozze di un principe e una principessa, e lo specchio la avverte che la sposa è più bella di lei. Questa sposa si rivela essere Biancaneve, risvegliata dall’amore del principe. Nella storia come nella favola a cui il film si ispira, la regina è molto superba e vanitosa, ossessionata dalla propria bellezza ed invidiosa della bellezza della figliastra, al punto da desiderarne la morte, pur di restare la donna più bella del regno. Lo specchio magico, di suo possesso, è abitato da uno spirito onnisciente, al quale rivolge sempre la frase: “Specchio, servo delle mie brame, chi è la più bella del reame?”

IL CONTROLLO DEL PROPRIO ASPETTO

Non solo una persona ha un preciso aspetto che la rende più o meno bella rispetto all’aspetto degli altri, ma questo suo aspetto può oscillare, e dunque una persona può volontariamente massimizzare o minimizzare l’aspetto che ha.
Chi crede che l’effetto estetico del proprio corpo sia prevedibile perché o totalmente oggettivo, o in gran parte oggettivo, cercherà di modificare il proprio aspetto, e tenerlo sotto controllo in modo che non cambi, per essere bello/a, e dunque per ottenere quei vantaggi che chi prova piacere estetico nel guardare tale bellezza spontaneamente sente di voler donare.

Ogni giorno le persone si guardano allo specchio per controllare se il proprio aspetto è nell’ordine giusto per essere apprezzato al meglio. Si pettinano i capelli, si tagliano la barba, si rifanno le sopracciglia, scelgono il vestito giusto, con la scollatura giusta.

Proprio perché esiste la bellezza estetica in un corpo, e si può avere un certo controllo sulla percezione altrui, fotografandolo si chiede di muovere il corpo al soggetto nudo in modo da arrivare a fermarlo in una posizione in cui esso, inquadrato dalla fotocamera e illuminato dai flash o dalle fonti di luce solare, risulti esteticamente migliore. Sono le cosiddette pose. Ed è questo che distingue una persona che si fa fotografare senza vestiti da una persona che posa per farsi fotografare nuda e che viene per questo chiamata fotomodella.

La fotografa Grecie Hagen ha messo a confronto due tipi di foto, in cui differenti pose, scelte appositamente per massimizzare quelle chi si sanno essere le forme migliori e peggiori che può assumere il corpo umano, producono differenti emozioni nell’osservatore.

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La fiction cinematografica mostra molti personaggi che soffrono perché gli altri non donano la loro attenzione, la loro benevolenza, il loro amore, la loro sessualità sesso a causa del proprio aspetto estetico.
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Sesso, diritto di avere figli, dovere di fare figli

Tra i vari problemi che i libidinosi possono incontrare nel fare sesso, è che ovviamente il sesso, se fatto senza precauzioni può portare a gravidanze.

Ciò che interessa la sfera privata, tra adulti consenzienti, non dovrebbe essere ristretto in nessun modo: ognuno deve poter fare cosa vuole. E questo vale non solo per l’omosessualità, ma anche, ad esempio, per la poligamia. Per quale motivo, se alcuni esseri si vogliono legare ad altri esseri, non dovrebbe essere loro consentito?

Dove invece intervengono altri esseri, allora le cose cambiano. E questo vale per l’adozione delle coppie, eterosessuali o omosessuali, e per la procreazione. Ovviamente non per l’aborto, perché gli esseri lì non ci sono ancora, e se si abortisce non ci saranno mai, nonostante ciò che sbraitano in chiesa.

Ma quando nel fare sesso le arrivano a una gravidanza non desiderata c’è la resistenza sociale all’interruzione di gravidanza per motivi morali e religiosi.
E quando la gravidanza è desiderata ma non ci sono le condizioni necessarie a dare serenità al figlio l’imposizione dell’interruzione di gravidanza da parte dello Stato è ostacolata dall’opinione pubblica.

DIRITTO DI NASCERE
“La vita umana fin dal concepimento” è un’espressione contraria non soltanto all’evidenza scientifica, ma anche alla tradizione teologica. Per quanto riguarda la prima, infatti, si sa che almeno fino al quattordicesimo giorno dal concepimento il pre-embrione non può essere considerato un individuo attuale. Prima del sesto giorno, perché le sue cellule sono ancora totipotenti, e dunque ciascuna di esse è un individuo potenziale. E tra il sesto e il quattordicesimo giorno, perché il pre-embrione può ancora dividersi in gemelli monozigoti, e dunque nemmeno esso ha ancora un’individualità attuale.
Quanto all’umanità, poi, tutto dipende da cosa significa il termine.
Se la presenza di un sistema nervoso, questo comincia a svilupparsi dopo il quattordicesimo giorno. Se la percettività sensoriale, allora il tatto arriva al secondo o terzo mese, il gusto al sesto e l’olfatto all’ottavo. Se l’autocoscienza, bisogna naturalmente attendere mesi dopo la nascita. Se la parola un paio d’anni. Se la ragione, quella per qualcuno può anche non arrivare mai.

Anche per la natura gli aborti sono la migliore selezione delle nascite, e che il 90 per 100 degli ovuli fecondati o non si impianta, o abortisce spontaneamente nelle prime settimane.

Inoltre, riguardo al rispetto della vita, non essendo possibile averlo in assoluto, pena il suicidio, bisognerebbe almeno definire una lista di priorità. tutti, o molti, sarebbero d’accordo a mettere in cima alla lista l’essere umano, ma anche molti animali e vegetali attuali, prima di esseri umani potenziali rifiutando l’aborto. è per questo che non si capisce coloro che ad esempio sono contrari all’aborto, ma continuano a mangiar carne, o anche uova, visto che la differenza fra l’uovo e la gallina è appunto dello stesso genere di quella tra embrioni e persone, anche se dirlo può far effetto.

Alcuni affermano che i figli abbiano diritto di nascere anche quando i genitori non volevano fare figli ma volevano solo fare sesso. I figli non hanno il diritto di nascere se scopando gli anticoncezionali avessero fallito, hanno invece diritto di non nascere se non ci sono certe condizioni.
La prima è: non puoi avere solo voglia di scopare per far nascere un figlio, ma devi avere voglia anche di avere un figlio.

In questo modo le persone che negano l’aborto legale danno vita all’aborto clandestino. Il quale, può uccidere la donna in stato di gravidanza, di cui però non si preoccupano gli anti-abortisti o obiettori di coscienza o pro-life. Sono a favore di una vita, che è una costruzione mentale, quella del nascituro, ma sicuramente non sono a favore per la vita della madre, donna che loro considerano colpevole di aver scelto un rapporto sessuale pericoloso, e quindi soggetta a dover subire danni su di sé per rimediare all’errore.
Come è successo a una ragazza di 17 anni che ha pagato 50 euro per delle pasticche realmente destinate all’ulcera ma usate con l’intento di abortire, da una coppia di nomadi romeni, che ha rischiato la vita a causa di una grave infezione. La ragazza si era rivolta alla coppia di improvvisati dottori per nascondere alla madre quella gravidanza.
l fratello di 12 anni e Marta, la sua ragazza appena quindicenne, lo hanno trovato appeso alla trave che attraversa il deposito sotto casa, un ragazzo di 17 anni di Rivoli. non ha potuto sopravvivere alla notizia che il consultorio aveva negato l’autorizzazione all’aborto alla sua ragazza.
“Si è sentito impotente” ha raccontato la fidanzata. Lei ha telefonato a lui dicendogli che al secondo appuntamento il giudice tutelare le aveva chiesto di ripassare al consultorio, che insisteva affinchè lei dicesse ai miei genitori di essere incinta ma lei aveva troppa paura, non voleva che si sapesse che aspettavo un figlio, e aveva chiesto di fare tutto in segreto”.
La madre che racconta  “Sarebbe bastato un po’ di buon senso e di umanità. Invece quando io ho accompagnato i ragazzi al consultorio siamo stati accolti con aggressività. Io sono stata allontanata, mio figlio è stato trattato come un appestato e Marta come una colpevole”.
Una volta che il figlio si è ucciso ha schiaffeggiato la responsabile e l’assistente sociale che si occupavano del caso. I due sono finiti al pronto soccorso. “Sono loro i responsabili della morte di mio figlio – spiega Luisa P. – Durante uno degli incontri la responsabile gli ha detto che non aveva il diritto di fare certe cose ma lo ha fatto con termini crudi, irripetibili…”.

La quantità dei medici obiettori di coscienza, che può casualmente essere minima o grandissima, è evidente che impediscono la reale applicazione della legge 194. L’obiezione di coscienza è illegalmente utilizzata anche per la prescrizione della pillola del giorno dopo.
Questa è una violenza, quella che ti porta a ingerire un farmaco che potrebbe ucciderti perché le tue scelte non sono sostenute così come dovrebbero essere,

E’ probabilmente una morale feroce, una morale che etichetta come “troia”, “facile”, “poco di buono” una ragazza che fa sesso e rimane incinta senza averlo scelto, una morale sessuofobica quella che ha portato la ragazza a tacere.

DIRITTO DI DIVENTARE GENITORE
Molte persone, in contrasto al divieto di far nascere figli se non ci sono le condizioni, dicono che la madre dovrebbe vere il diritto di far nascere i figli, o la cellula fecondata il diritto di nascere, o in generale la donna il diritto di fare quello che vuole con una propria parte del corpo, in questo caso l’utero, e quindi il diritto di diventare genitore.

La realtà in termini di aborto e diritto ad avere figli è ben diversa da quella ideale. A Trento, nel 2011, un conflitto ha opposto una sedicenne incinta e i suoi genitori. Lei avrebbe voluto tenere il figlio concepito con un albanese. Loro si sono rivolti al tribunale per farla abortire (di nuovo, visto che la ragazza è recidiva). Ma il giudice ha negato l’imposizione dell’intervento, perché per la nostra legislazione l’aborto è un diritto (limitato), ma non un dovere. Naturalmente, non si può pretendere molto di diverso, in un paese in cui la politica famigliare è ispirata a valori predicati da eunuchi che si rifanno agli insegnamenti di una “famiglia” in cui tutti i membri (padre, madre e figlio) erano vergini.

Finché fratello e sorella fanno sesso senza fare figli non è un problema che riguarda gli altri. Il rapporto sessuale tra consanguinei, detto incesto, in sé non è pericoloso né a livello di salute fisica che psichica.  Ma nel momento in cui fanno figli, volontariamente riguarda appunto i figli, e deve essere loro impedito, perché il nostro patrimonio genetico ha bisogno di variazione, accoppiarsi con un consanguineo non permette di introdurre elementi di variazione nel codice genetico del figlio e a lungo andare tale codice può indebolirsi. Inoltre più è vicina la consanguineità tra i genitori più è stato riscontrata una incidenza di malattie ereditarie recessive.

Per anni hanno vissuto come una coppia normale, poi la verità è venuta a galla e sono finiti nei guai. Robin Price, per 30 anni ha nascosto a sua figlia di essere frutto di un amore incestuoso, quello tra lui e sua sorella
L’uomo e la donna per anni hanno vissuto come una coppia normale fino a quando la polizia non ha bussato a casa sua per chiedere delle spiegazioni. Price e sua sorella hanno avuto una lunga relazione da cui sono nati tre figli, due dei quali morti in tenera età. La più grande, che da tempo non vedeva la madre, ha deciso di saperne di più sulla donna e ha scoperto che in realtà era sua zia, sorella del padre. La donna, come riporta il Sun, dopo essersi separata, ha avuto un’altra famiglia con un altro uomo, ma il fratello ha mantenuto per tutto questo tempo il segreto per tutelarsi legalmente e proteggere la figlia. L’uomo ha ammesso che tra loro era scoppiata una passione travolgente a cui non erano riusciti a sottrarsi, dopo aver appreso della gravidanza hanno deciso di amarsi come una coppia normale ma dopo alcuni anni si sono separati. L’indignazione della figlia, che l’ha spinta a denunciare i genitori, potrebbe costare cara ad entrambi che rischiano una condanna fino a 7 anni di carcere.

la difesa della vita significa, anzitutto, creare le condizioni perché chi nasce viva degnamente, invece di pretendere che chiunque nasca, in attesa che quelle condizioni vengano create.

CONTROLLARE LA PROCREAZIONE

Le persone acquisiscono dalla natura di procreare come e quando vogliono e crescere i propri figli come vogliono, e addirittura farli morire.
Ma l’etica impone che ciò che interessa la sfera privata, tra adulti consenzienti, non dovrebbe essere ristretto in nessun modo: ognuno deve poter fare cosa vuole. E questo vale non solo per l’omosessualità, ma anche, ad esempio, per la poligamia. Per quale motivo, se alcuni esseri si vogliono legare ad altri esseri, non dovrebbe essere loro consentito?

Dove invece intervengono altri esseri, allora le cose cambiano. E questo vale per l’adozione delle coppie, eterosessuali o omosessuali, e per la procreazione. Ovviamente non per l’aborto, perché gli esseri lì non ci sono ancora, e se si abortisce non ci saranno mai, nonostante ciò che sbraitano in chiesa.

La procreazione coinvolge gli altri primi di tutto perché fa nascere persone che dovranno sopravvivere e affrontare le difficoltà della vita, e poi perché il semplice parto ha un costo, e in Italia costa sui 6000 euro (più o meno) cifra che viene divisa tra tutti. Partorire è gratis per il singolo perché i costi sono divisi per la comunità.

Diverso negli Stati Uniti in cui partorire costa all’individuo che vuole farlo. Le donne possono avere un’assicurazione che, pagando, copre parte delle spese. Con una buona assicurazione si riesce a non pagare nulla o poco (circa 100 euro per un parto, in media), l’ospedale emetterà la fattura chiedendo il rimborso direttamente all’assicurazione.
Una buona assicurazione però costa tanto e non tutti possono permettersela. Poi esistono assicurazioni che coprono qualsiasi costo sanitario (che ovviamente sono molto dispendiose, solo per persone molto benestanti), altre che ne coprono alcuni o solo in parte e così via, una copertura assicurativa è prevista anche in alcuni contratti di lavoro.
Questo non succede solo negli USA ma in molti stati esteri.

Con un’assicurazione di livello medio statunitense le cose cambiano, per esempio con Medicaid, che è il servizio per i meno abbienti, una gravidanza seguita dai medici in media costa ventinovemila dollari ma si arriva anche a 50.000 dollari, dipende anche dal tipo di parto (spontaneo o cesareo).
Solo i nullatenenti possono pagare cifre molto basse (niente o pochi euro) con il resto coperto da servizi sociali. A fine ricovero l’ospedale fornisce una fattura con tutti i costi: antibiotico 120$, ecografia 200$, filo di sutura riassorbibile 23$, anestesista 400$, esame del sangue 50$ e così via, si pagheranno cose che in altri paesi sono considerate scontate, come il contatto con il neonato o i consigli per l’allattamento.

Per poter controllare la procreazione, sia volontariamente che Statalmente, bisognerebbe avere un metro di misura oggettivo e comune per stabilire chi è giusto che abbia il diritto di fare figli e chi no, e quindi come è sbagliato che un essere vivente viva.

In un paese ideale e razionale la scelta di procreare in modo responsabile (sia programmando la gravidanza che valutando cosa fare riguardo a una gravidanza non programmata) richiederebbe anzitutto e soprattutto la considerazione e la difesa del diritti dei nascituri.
I diritti dei nascituri includono quelli enunciati in teoria dalla Costituzione: salute, istruzione, lavoro. Ma anche quelli rivendicati in pratica da chiunque: benessere, felicità, autorealizzazione.

Per descrivere in modo realistico certi concetti generici bisognerebbe fare una lunghissima descrizione di una vita ideale, ed elencare tutto ciò che di umanamente evitabile un essere umano non dovrebbe vivere.

Per fare solo alcuni esempi:
Nella vita ideale un essere che nasce non deve essere abbandonano a morire sulla strada appena nato, non deve morire per stupide idee sull’omeopatia e i vaccini dei genitori. Mentre nella vita reale i genitori possono far correre dei rischi ai loro figli tramite le loro scelte basate su informazioni sbagliate.

Per quanto riguarda l’educazione, una vita ideale dovrebbe assicurare ai nascituri che non imparino cose inutili, controproducenti e false.

Ad esempio, dialetti locali inutili o locuzioni sgrammaticate che imparate a due-cinque anni (l’età alla quale si impara una lingua per locuzioni) restano in loro a vita.

Non dovrebbero ricevere un imprinting di valori di ispirazione religiosa a due-tre anni, da cui ad esempio una ragazza non si libererà mai più in vita sua: ad esempio la “colpa” cattolica, soprattutto legata al sesso, credendo che il sesso per puro piacere sia peccato, sia malato, e da evitare (credenza che impedisce quindi di usufruire di valide sensazioni ed emozioni da sostituire a tabacco, alcol, droghe).

Non dovrebbero vestire a uno, due, tre anni con colori “da maschietto” e con colori “da femminuccia” e ricevere chiare indicazioni sulla lunghezza dei capelli se si è uomini o donne, sugli atteggiamenti che si devono tenere in quanto appartenenti a un determinato sesso, le cose che si devono apprezzare in quanto appartenenti a un determinato sesso e così via.

Ma molti al diritto di diventare genitori associano anche il diritto di educarli come meglio credono in libertà. Quindi chi crede in Shiva educherà a credere in Shiva, chi in Allah in Allah, chi crede che i vaccini causino l’autismo dirà ai figli così e così via. Portandoli così a possedere una mente svantaggiata dalla quale si potranno emancipare da soli con fatica, dopo aver perso molto tempo e avendo fatto molto male agli altri.

In una società ideale, i genitori possono avere le loro credenze, ma quando devono educare i figli si devono affidare alle credenze consolidate che loro non capiscono, quelle della scienza e della verità. Questo è sicuramente controintuitivo ma è più giusto.

Oppure il personale responsabile dell’educazione dei giovani sarebbe formato e selezionato secondo criteri stabiliti dall’élite scientifica e scientifico-pedagogica di un paese. L’élite sarebbe determinata con criteri analoghi a quelli del reciproco riconoscimento all’interno della comunità scientifica (allo stesso modo in cui si riconoscono gli oncologi più autorevoli).

Il governo metterebbe in pratica l’ideale del “governo degli ingegneri”. Il ministro della pubblica istruzione, prima di far insegnare a dei bambini o ragazzi, imporrebbe decine di questionari e test psicologici (anche con l’aiuto di neurotecnologie) a tranello per vedere se l’insegnante si dichiari ateo e materialista e se lo è davvero o mente (o, anche, se mente a sé stesso). E se non passa i test non insegna.

Per quanto riguarda la sicurezza economica, la libertà, la non ricattabilità da parte della società: Quando è più adulto una persona non deve essere costretta a fare lavori che non vuole fare, non deve mancargli il tempo e la forza per godere dei piaceri della vita, non deve aver paura di morire di fame, non deve essere costretta a chiedere aiuto agli amici e a dover ricambiare, a emigrare e subire la discriminazione, e non deve essere ricattabile da chi ha potere economico.

Per quanto riguarda il piano economico, se chi vuole fare figli è povero, a meno che lo Stato non abbia la capacità di assicurare la vita ai figli, economicamente parlando, al figlio, lo Stato dovrebbe imporre l’aborto piuttosto che l’adozione.
Quando gli assistenti sociali una volta che i figli sono già nati e stanno crescendo constatano che i genitori non sono idonei a tenere i figli, glieli tolgono, con le conseguenti sofferenze psicologiche, e i conseguenti costi sociali che sarebbero evitati con l’aborto.

Certe prospettive possono venire a mancare in alcuni casi. Infatti non tutti possono fare i genitori in modo benefico per loro mancanze economiche, psicologiche, culturali.
Teoricamente si può essere nelle condizioni adeguate per crescere figli anche a vent’anni, e si può non esserlo anche anche 35 anni. Questo perché ognuno fa esperienze diverse che lo portano a condizioni differenti. Ma tendenzialmente prima dei trenta è molto difficile che si sia nelle condizioni adeguate.

Demonizzare il piacere sessuale perché può produrre gravidanze impreviste non è giusto né utile a eliminare gli imprevisti dolorosi. Se si fa sesso per puro piacere senza protezioni e si rimane incinta, ma le possibilità di crescere il figlio/a non sono buone, oppure non c’è la volontà e quindi anche forzandosi la crescita non sarà una buona crescita, è necessario abortire piuttosto che condannare l’atto sessuale, ma molti preferiscono condannare l’atto sessuale frequente e per puro piacere perché vedono nell’aborto un atto estremamente negativo.

PROCREAZIONE CONTROLLATA DALLO STATO
Proprio perché la procreazione coinvolge gli altri e non è un fatto privato, prima di regolamentare l’adozione, anche di coppie eterosessuali, bisognerebbe regolamentare la procreazione, anche di coppie regolarmente sposate.
Non si vede perché ci si deve preoccupare così tanto dei bambini che già esistono, e che dunque in qualche modo bisogna sistemare, e niente dei bambini che ancora non esistono,e ai quali si potrebbero evitare genitori incapaci o distruttivi, come quelli che poi li abbandonano a morire sulla strada appena nati. o li fanno morire per le loro stupide idee sull’omeopatia e i vaccini.

Se due anziani non dovrebbero essere idonei ad adottare un orfano, che è già nato, come spesso si dice, non dovrebbero esserlo neanche a procrearne uno nuovo, che ancora non lo è, e che quindi arriverà quando loro saranno ancora più anziani, come invece spesso non si dice, difendendo il diritto di procreare a qualunque età si voglia. Dunque l’età dovrebbe essere un impedimento nel primo caso, e anche nel secondo, e non solo non nel secondo.

Allo stesso modo due giovani e dal futuro incerto, o persone non sufficientemente benestanti, non dovrebbero adottare un bambino, e non dovrebbero poterne farne uno.  Chi pensa che invece non possano adottare ma possano farne uno forse pensa che il loro figlio ha meno diritti di quello che loro non possono adottare.

La logica di questi ragionamenti sfugge. E si può temere che non ci sia nessuna logica, nella legislazione. se non quella che quando i bambini ci sono già, ci si comporta razionalmente.

Bisognerebbe estendere le procedure per l’affido o l’adozione allo stesso modo alla procreazione, sulla base del semplice principio che non si capisce perché, se una famiglia è inadatta ad adottare, dovrebbe invece esserlo a procreare. Con l’aggravante che un’adozione riguarda un bambino che già c’è, e che bisogna in qualche modo sistemare, mentre la procreazione riguarda un bambino che ancora non c’è, e che si può evitare di far venire al mondo in condizioni non adeguate. che poi sono quelle che spesso portano all’adozione.

In poche parole, meglio prevenire (evitando la procreazione) che curare (con l’adozione, o anche con l’aborto, che è l’altra faccia della medaglia).

questo è ovviamente un principio teorico: l’applicazione pratica è complicata, in questo caso come in altri. ad esempio, nella democrazia.

ma nel caso della “patente di genitorialità”, in fondo si potrebbero applicare le stesse leggi già in vigore per l’adozione. se una coppia non risulta idonea ad adottare, a maggior ragione non dovrebbe esserlo a procreare. e dunque bisognerebbe impedirglielo. e non sarebbe un’imposizione maggiore, o meno “democratica”, di quanto già non siano le leggi per l’adozione: anzi, lo sarebbero meno.

ovviamente, i criteri sarebbero comunque condizioni necessarie, ma non sufficienti, per adottare o procreare. ma applicarli sarebbe comunque un passo avanti.

ma è ovvio che queste proposte vanno contro l’ideologia del “crescete e moltiplicatevi”, e se un politico facesse seriamente una proposta in questo senso, verrebbe linciato.

nell’adozione il problema non si pone, invece, perché la moltiplicazione è già avvenuta. ma almeno questo smaschera le motivazioni che stanno dietro l’ideologia precedente, e dimostra che questa non ha nulla a che fare con il benessere del bambino.

Un genitore deve per forza di cose avere il diritto di prendere decisioni per il proprio figlio, perché se non lo fa lui lo fa il figlio, il quale può voler alimentarsi con sole caramelle e coca cola tutti i giorni arrivando pure a morire. Ma può prendere decisioni giuste o sbagliate, come non far andare il figlio alle feste con gli amici per evitare che mangi la torta fatta col burro e andare contro i principii vegani.

E alcune, invece di attendere le condizioni giuste vogliono prendere la scorciatoia.

Esistono diverse possibilità:
– donne con una famiglia che le può aiutare anche fisicamente
– donne senza famiglia e anche senza appoggio del padre.

DISCRIMINANTE DI ETà
Se due genitori diventano genitori dopo i 55 anni inizia a diventare un problema progressivo con l’aumentare dell’età, ad esempio se un padre ha 70 anni alla nascita del figlio, quando il figlio avrà 10 anni, se il padre sarà ancora vivo, lui ne avrà 80, e quando ne avrà 15 e avrà bisogno di un modello comportamentale da imitare per costruirsi la sua personalità adulta capace di dominare l’ambiente, affrontare i problemi e avere sicurezza in sé il padre sarà troppo stanco, e mentalmente debilitato per fornire questo modello.

Da una parte le ragioni del cuore. Dall’altra quelle della legge. Le prime hanno spinto una coppia a ricorrere alla fecondazione eterologa all’estero per diventare genitori nonostante l’età, 58 lei, 70 lui. Quelle del Tribunale dei minori di Torino hanno, invece, stabilito che la loro bambina dovrà essere data in adozione. Viola, il nome è di fantasia, oggi ha 16 mesi e da 15 vive con una famiglia affidataria. In tutto questo tempo i giudici, aiutati da psicologi e psichiatri, hanno studiato il caso. Una realtà complessa e delicata che vede come protagonista una giovane vita desiderata e concepita da quelli che molti definiscono come genitori-nonni. Troppo anziani per allevare un figlio.

E ora il verdetto del collegio presieduto dal giudice Donata Clerici fotografa la scelta di un uomo e una donna «fondata sulla volontà di onnipotenza, sul desiderio di soddisfare a tutti i costi i propri bisogni». E ancora: «Non si sono posti seriamente domande in merito al fatto che Viola si ritroverà orfana in giovane età».

Eppure i genitori di Viola, Gabriella e Luigi Deambrosis – lei bibliotecaria, lui impiegato, ex sindaco di un piccolo centro del Monferrato -, raccontano un’altra verità. «Per noi è stato come subire un furto – dicono, tenendosi per mano -. Ma le vere vittime di questa ingiustizia non siamo noi: è la nostra bimba. Perché deve essere strappata alla sua famiglia d’origine? Guardi queste foto, guardi come sorride quando sta con noi, la vediamo solo ogni quindici giorni e ogni volta, quando ci allontaniamo da lei, riviviamo quella mattina in cui i carabinieri vennero a prenderla a casa».

Un passo indietro è doveroso. Perché se è vero che nelle 16 pagine della sentenza del Tribunale si pone molto l’accento «sull’eccessivo desiderio di genitorialità» della coppia, è altrettanto vero che esiste un antefatto, oggetto di una causa penale per abbandono dei minori. Viola aveva appena un mese quando venne notata piangere disperata, da sola, sull’auto del papà vicino a casa, a Mirabello, un paese di mille anime poco distante da Casale Monferrato. «Stavo scaricando la spesa, mentre mia moglie era andata a farsi una puntura, ma non ho mai perso di vista né la bimba, né l’auto» si difende Luigi Deambrosis.

«La bambina è rimasta sola sull’auto, non vigilata in modo costante, 40-45 minuti – scrivono i giudici -, il padre si è riavvicinato alla bambina senza mostrare allarme per il suo pianto e la madre, quando torna a casa, chiede al marito come sta la figlia, lui risponde bene senza dirle che è in auto, lei sale le scale e va al piano di sopra senza accertarsi della presenza e delle condizioni della figlia». Difesi dall’avvocato Giulio Calosso, i genitori di Viola affronteranno a febbraio l’udienza preliminare del processo per questa storia. Intanto insistono nel ribadire il «nostro amore incondizionato per nostra figlia».

La mamma: «Quando ci siamo sposati, nel ‘90, avevo 36 anni. Quando ho visto che non rimanevo incinta, mi sono sottoposta ad oltre 10 tentativi di fecondazione assistita in Italia. Tutti falliti. Cosa dovevo fare? Arrendermi? Io e mio marito ci siamo interrogati a lungo sull’opportunità di andare avanti e così abbiamo deciso di rivolgerci all’estero per l’eterologa». In mezzo ci sono state anche due richieste di adozione, la prima nel ‘99, la seconda nel 2003, entrambe respinte. Assistita dagli avvocati Fabio Deorsola e Gianni e Antonio Dionisio, la coppia si appellerà alla sentenza del Tribunale dei minori.

«Quello che ci amareggia di più, però, è il modo in cui ci hanno dipinto – dicono -, siamo brave persone, crediamo che un figlio sia l’espressione dell’amore di una coppia e invece ci hanno portato via la nostra dolcissima Viola». Secondo i periti del Tribunale il padre «ha scompensi in senso dissociativo e psicotico», la madre «non stabilisce con la figlia contatto emotivo, … mostrando una ferita narcisistica intollerabile». Ma nelle foto Gabriella stringe e sorride sempre alla sua bambina. «Siamo di fronte a un pregiudizio – chiosa l’avvocato Deorsola – che vede l’adozione come alternativa al desiderio di genitorialità».

PRESSIONI SOCIALI

Di pressioni sociali a favore della procreazioni, maschi e femmine, ne ricevono da tutte le parti.

Molti uomini diventano padri solo per compiacere le compagne, per non essere lasciati. E altri uomini si confrontano agli altri uomini sposati con figli o che dicono di voler figli (magari amici, o conoscenti) e si sentono come in difetto.

Il problema è che nessuno, uomo o donna che sia, dovrebbe ricevere pressioni a fare figli, perché per fare figli è necessario avere una grandissima motivazione, oppure una volta fatti li si cresce senza motivazione, e li si cresce male.

I RICCHI CONSIGLIANO DI FAR FIGLI AI POVERI CHE SFRUTTANO
Nel 2016 il Consiglio dei ministri ha approvato la proposta di istituire per il 22 settembre di ogni anno una giornata nazionale dedicata all’informazione sulla fertilità umana. Giorno in cui vengono prodotte delle immagini pubblicitarie con l’intento di promuovere certe scelte e disincentivarne altre. Tra queste c’è la campagna sulla fertilità, che mostra chiaramente non tanto l’intento di informare, ma piuttosto quello di promuovere un’ideologia di parte. Che ignora le difficoltà che molti genitori incontrano nel ricorrere alla legge sull’interruzione volontaria di gravidanza.

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Nella foto scelta nel 2016 i buoni (fertili) sono biondastri bianchi e belli e vanno al mare in luminose giornate di sole, dunque nel tempo libero da lavoro, e probabilmente perché si possono permettere di andare al mare. Il suo titolo, nel catalogo dell’agenzia che la vende, è: “Gruppo di amici che si godono una giornata al mare”.

Sul piano culturale queste immagini lavorano silenziosamente a un’enorme operazione di costruzione artificiale dell’immaginario pubblico. Qualcuno le ha definite “la fabbrica dell’ordinario”. La loro anonima banalità apparentemente non-significante le fa passare sotto la soglia dell’attenzione critica. Eppure danno forma ogni giorno, nel modo più invadente e occulto, alla nostra percezione del quotidiano.

Le foto di stock non sono, come si crede, e come crede purtroppo anche qualche addetto ai lavori, un contenuto neutro, un materiale grezzo da costruzione, come la calce o i mattoni per il muratore. Sono immagini che contengono e rilasciano ideologia, morale, politica a piene mani. Sono foto utilizzate anche dai motivatori, dagli allenatori della mente, da tutte quelle persone che per guadagnare soldi producono fantasie di serenità e gioia in chi ne ha poche.

Ma non tutti sono ricchi, e possono mostrare grandi sorrisi, e denti bianchissimi, in giornate di sole, nel tempo libero, al mare come nelle foto presa dai siti di stock immagini.

Alcuni ricchi sembrano percepire il mondo attraverso le foto dei siti di stock immagini, e quindi sembrano paradossalmente non accorgersi delle differenti possibilità che ha un povero rispetto a un ricco, quando trattandolo come un pari a livello economico gli dispensa perle di saggezza sullo scegliere uno stile di vita dispendioso economicamente, come quello di essere genitori, mentre allo stesso tempo gli toglie quella possibilità di scegliere quello stile di vita non ricompensandolo in modo adeguato per il lavoro che gli fornisce, ed evadendo le tasse che servono anche ai più poveri. Alcuni possono permettersi figli anche perché non danno il giusto compenso a chi fornisce loro dei servizi, che per questo motivo perdono la possibilità di permettersi di avere dei figli, ed essere così costretti a rimandare o a non farli, se li vogliono.

Una donna con lauto stipendio e risparmi, che condivide la sua vita con un uomo con lauto stipendio (medico, avvocato, ingegnere…) può pagare una baby sitter e una un’addetta alle pulizie domestiche.
La baby sitter per farla lavorare dal lunedì al venerdì, per farle prendere figli all’uscita da scuola, rispondere al telefono di casa mentre i datori del suo stipendo stanno facendo altro per poi informarli “è il signor x, Giovanni”, cucinare per genitori, figli, e parenti, lavare i piatti, pulire il frigorifero, cambiare pannolini, dare indicazioni alla donna delle pulizie, per sostituire lei e il padre mentre lavorano e guadagnano soldi.

Una quantità di tempo e di compiti al punto che il bambino della signora pagante chiamerà mamma la baby sitter, e nel caso il bambino della babysitter sia con loro presente mentre l’altro bambino la chiama mamma si offenderà e arrabbierà. E, inoltre, la baby sitter farà pranzare i propri figli più tardi, per poter preparare il pranzo in tempo ai figli della mamma pagante.

La baby sitter e la donna delle pulizie, così come eventuali persone che lavorano per questi ricchi con figli, ricevendo una quantità di soldi inferiore, però non potranno a loro volta pagare baby sitter e donne delle pulizie.
Mentre questi ricchi, col tempo libero guadagnato, possono fare progetti di business, sfruttando ragazzi che non trovano lavoro, usando finanziamenti pubblici destinati alla loro formazione che non riceveranno e impiego futuro che non riceveranno una volta finiti i finanziamenti.

Certe persone danno il consiglio di progettare di fare un figlio, sia a maschi che a femmine, prima dei 35 anni, perché dopo si riduce la fertilità, o perché si riducono le forze “devi pensare ai figli prima di quell’età”, a chi non ha le loro possibilità economiche, anzi, magari a chi lavora per loro, in nero, ed è sottopagato e sfruttato, come una baby sitter o un’addetta alle pulizie domestiche e dicendo pure “il problema non sono i soldi ma che i giovani pensano a divertirsi e pensano che saranno sempre giovani” e appoggiando ideologicamente iniziative indecenti del ministero, non si accorge delle differenze economiche che ci sono tra le varie persone, né del fatto che in grande parte sono determinate dallo sfruttamento dei ricchi borghesi, che se proprio ci tengano che la gente faccia figli prima dei 35 anni potrebbero rinunciare a risparmiare soldi per i loro desideri sottraendoli dalle paghe delle persone che lavorano per loro. Paradossale consigliare di pensare a far figli a persone che non hanno soldi per farne e che non ne hanno anche per colpa propria.

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Il corpo e la mente in azione per sopravvivere e vivere

SCARSITà DEGLI ELEMENTI
Che l’avvenire degli elementi della Natura sia imprevedibile si accerta con pochi semplici esempi: si avrebbe bisogno d’acqua e non piove, di stabilità e c’è il terremoto, di cibo e c’è carestia e così via.
Gli elementi di cui si vive, col passare del tempo, più o meno inaspettatamente, per qualche ragione scarseggiano. E la felicità viene meno, appare invece il bisogno.
Sorge allora la necessità di prevedere l’avvenire per favorire il ritorno dell’abbondanza e della felicità e sfavorire la scarsità e la sofferenza.

Una casa permette di ripararsi dalle intemperie, ma anche di delimitare ciò che ci appartiene, o di ospitare gli altri per goderne la compagnia e il sesso.

Ritirarsi in casa, quando c’è un temporale ad esempio, non avrebbe senso se dentro non ci fosse acqua e cibo. Solo se possiede ciò che all’occorrenza gli servirà la casa può svolgere la sua funzione in modo completo.

Ed è per questo che l’uomo lavora. Per sospendere, dominare, aggiornare, l’avvenire imprevedibile e renderlo prevedibile.

IL MOVIMENTO DEL CORPO PER USARE E MODIFICARE L’AMBIENTE ATTORNO
La sensibilità e la capacità di percepire sono intrinsecamente finalizzate all’azione: ogni organismo di qualsiasi specie percepisce del mondo solo ciò che gli serve per agire o, per meglio dire, per mettere in atto un comportamento adeguato.

All’istinto di separarsi e congiungersi alle cose del mondo corrisponde il fatto che l’essere umano possiede un corpo che può interagire con l’ambiente, il quale può essere modificato attraverso il proprio corpo. L’emozione provoca l’azione che causa una modificazione dell’ambiente.

Gli animali, grandi e piccoli, si muovono e muovono alcune loro parti, a tal punto che se si scorge qualcosa che si muove, si è subito portati a pensare che si tratti di un essere vivente.
Gli oggetti inanimati non si muovono, bensì sono mossi, da un vivente, dal vento, dall’acqua, dalla gravità o dal calore. Può sembrare che le piante non si muovano e che facciano perciò eccezione a questa regola, ma non è così. Innanzitutto con il tempo anch’esse crescono, cambiano fronde e fogliame e sostituiscono alcune loro parti; inoltre al loro interno tutto. Utilizzando opportuni strumenti si può notare come al loro interno e dentro alle loro cellule ci sia lo stesso frenetico movimento e incessante flusso di materia che si osserva all’interno delle cellule animali.
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Perché Il Corvo è il mio cinecomic preferito

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Diretto da Alex Proyas (autore di Dark City) nel 1994, tratto dall’omonimo fumetto di James O’Barr.

L’ultimo film di Brandon Lee, figlio di Bruce Lee, morto sul set per un colpo di pistola. Alcune scene sono state lavorate in computer grafica per permettere di far “resuscitare” l’attore. Tratto dal fumetto omonimo.

Mio fratello teneva il poster del corvo appeso alla parete sopra la scrivania nella sua camera, lo disegnava, me ne parlava.

Rabbia, estetica dark, tristezza, e frasi ad’effetto come “non può piovere per sempre”.

Mi regalò l’audiocassetta da inserire nello stereo della colonna sonora. E ascoltai quella colonna sonora per tantissimi anni.

Fantastica: dai The Cure con Burn, passando per i Nine Inch Nails con la cover dei Joy Divsion “Dead souls” agli Stone Temple Pilots, Color me once dei Violent Femmes, e la voce di Elizaebeth Fraser dei Cocteau Twins in Time Babe III, Machines of Loving Grace con Golgotha Tenement Blues.


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LA GUIDA DEFINITIVA ALLA COSTELLAZIONE DEI VIOLENTI INSULTI A DONNE E UOMINI PER GLI SPOGLIARELLI (SOPRATTUTTO DELL’8 MARZO)

Ci sono persone che insultano su base soggettiva, altre che si appellano a supposti effetti delle azioni giudicate nella realtà esterna oggettiva.

Per quanto riguarda la propria soggettività non si dovrebbero nemmeno prendere in considerazione i propri desideri, gusti, abitudini per giudicare gli altri moralmente. Un giudizio etico si riferisce non a ciò che non ci piacerebbe fare, ma a ciò che produce danni negli altri. Per tanto “Io non lo farei” “Mi farebbe schifo farlo” “Non ne ho bisogno” “Non mi piace” non sono argomenti validi ma egocentrici. Come dire “poiché non mangio le melanzane perché sono allergico devono smettere tutti di mangiarle”.

In genere chi critica ce li vede dei motivi oggettivi per cui queste cose producono danni agli altri. è in questa ignoranza il problema.

LE LEGGI MORALI INFRANTE NELLO SPOGLIARELLO

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Le regole e i giudizi per le infrazioni di queste regole utilizzati contro l’esposizione della nudità, e di tutti gli atti che hanno a che fare con la sessualità, e il loro uso, sono tantissimi. A sentire molte persone l’esposizione del proprio corpo ad altri deve essere: dignitosa, non volgare, non squallida, non da troia, non degradante, non oggettificante, non perversa ecc

Lo spogliarello, o striptease secondo la nomenclatura di lingua inglese, è il termine che connota la tecnica dello spogliarsi lentamente degli indumenti. Ha valenza di azione di seduzione e può assumere forma di esibizione erotica – talvolta in chiave ironica – quando la platea di spettatori è costituita da più persone. All’interno del mondo dello spettacolo, è stato uno dei numeri centrali del genere teatrale chiamato burlesque.

Lo spogliarello che avviene in discoteche e night club, sia per chi si spoglia che per chi assiste allo spogliarello, infrange alcune regole base della morale comune che limitano l’esposizione del proprio corpo nudo agli altri e l’osservazione del corpo nudo altrui:
1. non godere della tua eccitazione sessuale, anche di origine visiva, in presenza di più di una persona (monogamia imposta).
2. non godere del tuo piacere sessuale, anche di origine visivo, con sconosciuti/e con i/le quali non si è conversato e conosciuto la loro vita, le loro credenze, i loro gusti, ma accompagna sempre questo piacere a una connessione intellettuale e affettiva.
3. non esprimere il tuo piacere sessuale in modo chiassoso e vistoso, sii morigerata/o, riservata e coperta/o.

In sintesi il comandamento morale è: Pensa a fidanzarti in modo esclusivo, pensa all’amore, alla protezione, alla sicurezza, non provare piacere guardando altre persone, non farti fotografare durante certi atti, fai sesso con lui/lei senza mostrarlo a nessuno, dal vivo, in foto o in video, e senza neanche raccontarlo.
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