Il ritorno di Clendy : la versione della pubblicità “moderata” dai femminismi

Dopo essere stato “moderato” (ovvero, aver visto cancellare un mio commento, e quindi forse è più informativa la parola “azzittito”) ed essere stato bannato dalla pagina Il maschilista di Merda per aver detto la mia opinione riguardo alla nuova versione della pubblicità dei panni in microfibra dell’azienda Clendy, analizzerò questa nuova versione, anch’essa “moderata”, da molte altre figure (il corpo delle donne, IAP, Laura Boldrini, Elsa Fornero…).
Per chi volesse approfondire, ieri ho scritto la mia opinione riguardo la censura, la moderazione e il ban nelle pagine web . E precedentemente ho scritto delle vecchie versioni della pubblicità Clendy .

Per prima cosa le differenze:

Nella seconda e nuova versione della pubblicità femminile la ragazza  è vestita allo stesso modo della prima versione, il luogo è lo stesso, e c’è sempre un altro uomo. Ma la ragazza in una posa leggermente diversa. Le gambe hanno la stessa posizione, anche se una è più evidente, e quindi forse più seducente. Ciò che cambia in modo consistente è che dell’uomo ora è visibile il viso, perché tiene in bocca una trombetta che usa durante le feste, tiene un bicchiere nella mano e accanto c’è una bottiglia stappata col tappo di sughero accanto (spumante o champagne), un boa bianco.  Ed è stata tolta l’ombra con il coltello in mano. Inoltre si è aggiunta una scritta “un momento prima”, il cui significato non è di immediata comprensione, ma ci si può arrivare conoscenza la vicenda della campagna pubblicitaria e collegandola con la parola “momento”. Quella frase “sottolinea la linea temporale tra la prima campagna e la seconda, altro non è che un prequel” mi ha detto Stefano Antonelli, direttore marketing della campagna pubblicitaria, al quale ho chiesto chiarimenti in proposito. Tutto il resto è rimasto invariato.

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Questa è la versione della pubblicità precedente alla “moderazione”:

Nella nuova e seconda versione maschile della pubblicità della donna ora è visibile il viso, e anche lei ha in bocca la trombetta come ce l’ha l’uomo nell’altra immagine. L’uomo ha i capelli spettinati, al contrario di quello della prima versione della pubblicità. E ha anche una espressione un pò da ubriaco, con un’occhio semichiuso e un accenno di sorriso, al contrario dell’altra versione in cui era molto serio. Si legge l’orario dalla sveglia su comodino le 2:50 di notte, mentre nell’altra non si leggeva. Sono visibili scarpe col tacco rosse, generalmente indossate per essere “eleganti”, come si fa quando si va a una festa, e infatti anche qui ci sono bottiglie, bicchieri e boa. Come nella versione precedente, sono visibili le gambe nude, ma al rigirate dall’altro lato (e quindi meno seducenti). Anche qui è sparita l’ombra col coltello in mano.

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Questa è la versione precedente alla “moderazione”

Qui una videointervista a Stefano Antonelli, direttore marketing:

Come ho già accennato, sono già state fatte nuove critiche alla pubblicità. Secondo alcuni ora rappresenta uno stupro. “Da femminicidio a stupro” una ragazza ha detto sul web. Io le ho risposto che “è pura paranoia pensare che ora è stupro dato che non c’è nessun indizio che possa confermare questa teoria”. Dopodiché sono stato moderato e bannato. Poi ho scritto privatamente alla ragazza per chiedere un suo parere sulla cosa, e dicendolo che secondo me è ingiusto, e che invece è giusto ascoltare tutti i pareri perché gli effetti sono seri, dato che si tratta di lavoro e reputazione (di chi ha prodotto le pubblicità), che possono essere giustamente accusati/e, ma anche ingiustamente accusati/e.

E lei ha reagito scrivendo sulla pagina il maschilista di merda:
“Il MDM è quello psicopatico che ti contatta in privato per un tuo commento su questa pagina ed inizia a dire cose assurde e senza senso parlando di soldi spesi per truccare modelli della pubblicità Clendy.” E la pagina ha ripostato questo commento sulla bacheca.

Se questo è il modo per difendere le donne, qualcuno sentirà l’esigenza di difendersi “dalle” donne.

Questa pubblicità può essere presa come esempio della fallacia logica della valutazione parziale, che consiste nel non prendere in considerazione tutti i casi, e tutte le opinioni.
Per fare una scelta infatti è necessario soppesare tanto i pro che i contro, e la decisione si orienta sul versante che fa pendere la bilancia dalla sua parte. Dedicando attenzione solo alle obiezioni, o solo ai vantaggi, finiamo per trascurare elementi che potrebbero incidere sulla decisione, e dei quali dovremmo attentamente tenere conto. L’esclusione di tali elementi di rilievo dell’argomentazione è il nucleo di tale fallacia.

La realtà è una percezione, e una interpretazione.

5 commenti

Archiviato in Pubblicità

5 risposte a “Il ritorno di Clendy : la versione della pubblicità “moderata” dai femminismi

  1. AllisonFables

    perfetto !

  2. Salve è la prima volta che scrivo qui…
    La pubblicità in questione è lampante di come il dominio femminista sia ormai presente in ogni dove ,tanto da scomodare cariche importanti dello stato per un cartellone pubblicitario (se avessero la stessa solerzia per i disoccupati o la gente in difficoltà ,sarebbe meglio) .
    Ritornando al tema , vorrei far presente che ,la prima versione della pubblicità è stata la donna che uccideva l’uomo ,dopo un mese è venuta fuori anche la versione maschile ..strano che il putiferio si sia scatenato proprio a questa ultima versione ..e si sia taciuto sulla versione femminile ..adesso ,tralasciando la pubblicità (vedendola ,sicuramente non mi fa aizzare contro le donne, ma sarò strano io) si vede chiaramente che il femminismo o donnismo come chiamano alcuni ,sia fortemente influenzabile sulla vita di tutti noi ,ma sopratutto per i maschi ,che non sanno più come comportarsi in una relazione o anche camminando per strada ,vedere un culo ,ad esempio sia considerato un atto scandaloso ,quasi da corte marziale …
    Il Femminicidio è l’apoteosi di questa paura che vuole trasformarsi in dominio . Tanto da fare proposte di leggi a tale scopo ed inasprire le pene ,in definitiva ,e senza usare tanti giri di parole .la vita di una donna ha più valore della vita di un uomo ….questo è il pensiero ultimo del femminismo che io chiamo nazifemminismo
    Grazie per l’ospitalità e se vuoi dare un occhiata al mio blog
    http://femdominismo.wordpress.com/

    • neymayer

      Salve, grazie mille per la tua opinione.
      Sono già a conoscenza delle reazioni di tanti uomini alle proposte/azioni dei femminismi. Ma non credo sia necessario essere anti-femministi per poter dire che essendo esseri umani le/i femministe/i sono soggette all’errore come tutti gli altri esseri umani. E quindi se si vuole migliorare le condizioni delle donne è necessario eliminare questi errori, discutendone con le/gli altri. Il problema è che il dialogo è spesso impossibile, causa moderazione, ban e insulti di risposta.

      Tuttavia, secondo me, la parola “nazifemminismo” non è utile. Perché nonostante dia una idea chiara del significato, e a livello informativo possa essere utile, a livello costruttivo-relazionale non lo è. Perché suona come un insulto, e quindi le/i femministi, che sono esseri umani, sentiranno il bisogno di difendersi piuttosto che cercare la verità. Per essere ascoltati infatti è necessario che gli altri non sentano il bisogno difendersi. Estremismo-femminista già è un termine più morbido che può significare la stessa cosa. Dato che il problema è quello di partire da buone intenzioni che estremizzate diventano non attinenti alla realtà e quindi malefiche.

      • Posso capire che il termine sia decisamente forte, ma mi sono stufato di trovare compromessi, ,di essere gentile ed educato ,quando entravo nei loro spazi e NON HO MAI OFFESO NESSUNO (al contrario di loro) ..qualche volta ,anzi molte volte perdevi anche la pazienza, eppure dicevo cose abbastanza semplici e ,credo ,condivisibili …il femminismo, vede in ogni uomo, un possibile “nemico” ,fargli capire che ci sono uomini diversi uno dall’altro ,prendi l’esempio del femminicidio ,che ci siano uomini violenti e che compiono atti tremendi ,mi sembra anche inutile ripeterlo e un movimento come il mio (uomini beta), di certo non giustifica tali delitti ,ma abbiamo bisogno di una legge speciale (che serva solo a dire che gli uomini sono cattivi, e le donne vittime ) ? ,ma questo è solo un esempio ,io ripeto sempre che bisogna ragionare a livello di classe sociale e non di genere di appartenenza, quello che mi fa più imbestialire comunque e che si reputano di “sinistra” ma rispecchiano la sinistra attuale ,cioè il nulla assoluto , ma se vogliano fare un confronto ,il mio blog è sempre aperto (raramente applico la censura, e se la applico è contro le bestemmie) e possono confrontarsi quanto vogliono

      • neymayer

        Non è soltanto la forza del termine, ma ciò che esso comporta. Ritengo importante fare in modo di essere ascoltati. Se invece si pensa al femminismo come al nazifemminsimo, poiché chi usa la parola femminismo, finisce per essere estremo/a e non in contatto con la realtà, si elimina la possibilità di un femminismo giusto, e infatti nascono movimenti antifemministi. Ma se una/un femminista si sente dire da qualcun altro che è antifemminista, non capirà che l’antifemminista non è maschilista ma a favore di una corretta visione delle cose e contro una scorretta visione delle cose. Gli sembrerà soltanto una presa in giro, come dire “non sono razzista, però ammazzerei tutti i sulla faccia della terra negri perché sono negri”. Perciò, è importante dare un messaggio giusto.
        E io infatti ripeto a chi mi vuole ascoltare che bisogna tornare alla realtà per mettere in pratica le buone intenzioni e non sfociare nelle cattive azioni.

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