Valentina Nappi a gambe aperte e la violenza sulle donne

valentina_nappi

La pornostar Valentina Nappi ha prodotto un video in cui seduta a gambe aperte e nude, col seno però coperto, in bagno, dice delle cose riguardo alla violenza sulle donne:

“Va detta una cosa importantissima sulla violenza sulle donne. Su 100 morti sul lavoro 97 sono maschi e solo 3 sono femmine. Da femmina, sono incazzata per questo. Se pensate che questo non abbia a che fare con la violenza sulle donne vi sbagliate. è un problema di ruoli. Finché ci saranno i ruoli e le differenze ci sarà la violenza di genere. La violenza di genere nasce dall’idea che la donna sia preziosa. Alle bambine si insegna che sono preziose. E da lì discende la logica delle fighe di legno. A tutte queste femministe, fighe di legno, che si riempiono la bocca di violenza sulle donne e sciocchezze del genere dico datela”

Ho tentato di intervistarla lo scorso anno senza però riuscirci. Io ero interessato a farle domande sul rapporto tra gelosia, relazioni sentimentali e pornografia, ma lei non era molto interessata, perciò mi sono tenuto solo l’altra intervista a Simone Regazzoni che ho fatto la stessa sera a Popsophia.

Questo video può essere giudicato in moltissimi modi, e soprattutto interpretato poiché nessuno è nella testa di Valentina. E quando ci sono interpretazioni ci possono essere errori.

Io non sono d’accordo su alcune cose ma su altre si.
Il suo stile è sicuramente provocatorio. Utilizza semplificazioni, generalizzazioni (“le femministe”), estremizzazioni (“la violenza di genere nasce dall’idea che la donna sia preziosa”) di cui è consapevole che qualcuno si sentirà contrariato.
Ma è necessario tradurre e vedere i motivi e le argomentazioni nascoste dietro le provocazioni.
In questo è simile alle Femen, che si definiscono “sexestremist”, nonostante sia opposta, prima di tutto molto pacifica nei gesti rispetto invece alle gesta aggressive delle femen (l’attacco alla pornostar al porn forum), forse non nelle parole, ma ad esempio in modo opposto alle Femen, ha coperto il seno e scoperto la vagina, le quali invece scoprono il seno e coprono la vagina. Una comunicazione che trovo produca molte resistenze, e quindi non sia utile a un cambiamento, ma forse può essere utile a direzionare l’attenzione su concetti diversi da quelli quotidianamente ascoltati a proposito della violenza sulle donne.

Su nonciclopedia si può leggere che una figa di legno è una ragazza che “prima di offrire il suo Tesoro Segreto espone il corteggiatore a una lunga via crucis di vari anni”.
L’espressione “figa di legno” fa concentrare chi la riceve sul cosa non dovrebbe fare, invece che sul cosa dovrebbe fare, e negativizza il non fare sesso occasionale, oppure il non fare sesso occasionale perché si crede che la propria vagina sia preziosa e si deprezzi facendolo, nonostante si vorrebbe farlo.
Una ragazze che rifiuta di fare sesso nonostante provi desiderio può farsi domande del tipo “ma è giusto farci sesso ora?” “Sarebbe più giusto aspettare ancora?” “Sarebbe più giusto avere maggiori sicurezze sul suo affetto?” “Cosa penseranno gli altri di questo mio gesto?” “mi sto facendo trattare come un oggetto?” invece di passare dal desiderio sessuale all’atto sessuale. Chi usa questo termine può vedere una colpa intenzionale nelle ragazze criticate “le fighe di legno”, ad esempio quella di pensare di “averla d’oro” e trattare quindi i maschi come se il loro pene valesse meno della loro vagina.

Questo tipo di comunicazione può urtare chi sceglie di non fare sesso occasionale, perché non soddisfa il bisogno umano di sentirsi dalla parte del giusto, e così finire con l’impedire una possibile comprensione degli aspetti positivi del farlo a chi sceglie di non farlo perché valuta degli aspetti negativi nel farlo. Perché per ascoltare una critica bisogna non sentirsi sulla difensiva.
Quindi, sarebbe più utile dire “Viva il sesso occasionale” o “Sono a favore del sesso occasionale” “Ti/vi consiglio il sesso occasionale”, oppure non etichettare la persona che sceglie di non fare sesso occasionale per diverse paure.
L’atto di dire a una ragazza “figa di legno” è l’equivalente dell’atto di dire a una ragazza “troia” ma con intenzioni opposte. In un caso si critica la non promiscuità e nell’altro si critica la promiscuità. Entrambe le persone che usano queste espressioni si rivolgono in modo scontroso e normativo. Va invece tutelata la libertà di essere ciò che viene criticato con i termini “figa di legno” e “troia”. Quindi, se si vuole aumentare la propria libertà sessuale e aumentare la quantità di donne che si sentono libere di essere “ragazze facili” è necessaria una critica empatica, che è un regalo che arricchisce l’altro, rispettando il loro bisogno di star bene e le strategie messe in atto per riuscirci. Ma chi critica è interessato/a modificare il mondo in funzione dei propri bisogni, e l’interesse di migliorare la propria vita si scontra con la possibilità di criticare gli altri lasciandogli la possibilità di agire diversamente.
Se si pensa che le ragazze pensando di avere una caratteristica superiore a quella maschile producano disparità di genere, e quindi sentimenti negativi e violenza, il proprio bisogno di modificare la realtà sarà molto alto. Se ci si rivolge a una ragazza dicendole “dalla ogni volta che ne hai voglia” come fosse un obbligo il desiderio di assecondare le richieste sessuali che si vorrebbe assecondare svanisce.

C’è chi ha pensato che la Nappi pensi che il fare sesso con facilità risolva le violenze sulle donne. Io, non credo che la Nappi voglia dire che sia il darla via a diminuire la violenza sulle donne, ma che invece sia l’eliminare differenze culturali tra uomini e donne, e che tra le varie differenze esistenti ci debba essere anche l’eliminazione della differenza di valore estetico e sessuale tra uomini e donne, e quindi livellando le possibilità sessuali di uomini e donne che sono invece diverse.
In precedenti post sul suo blog ha parlato di “spendibilità del sesso” femminile, o del rapporto tra la quantità di possibilità sessuali che hanno la donne e l’uomo.

Rimane difficile comprendere la frase “La violenza di genere nasce dall’idea che la donna sia preziosa”. Perchè se la violenza di genere nasce dalle differenze di ruoli, che producono comportamenti dominanti sull’altro sesso, non si capisce perché qualcuno debba dominare qualcun altro che ritiene prezioso, se non nel caso in cui la donna si ritenga preziosa, e questo dia fastidio agli uomini, e la violenza sarebbe una conseguenza del fastidio che provano. Una invidia della vagina.

Non credo che lei creda che per avere la parità sia necessario che le donne la diano quanto lo danno gli uomini, ma credo che lei creda che sia necessaria eliminare valori aggiunti nel “darla” delle donne, che negli uomini non c’è.
Ad esempio, nella prostituzione l’uomo paga, la donna incassa, anche se la donna non è particolarmente abile nel fare sesso, semplicemente perché ha un corpo femminile.
In fotografia, la donna si spoglia, l’uomo paga, anche se la donna non ha particolari abilità nel posare e interpretare, semplicemente perché ha un corpo femminile che vale in sé.
In televisione, la donna si mostra, incassa, anche se non ha particolari doti o non fa particolari azioni.
Ottiene posti in parlamento semplicemente perché ha la possibilità di utilizzare la propria femminilità.
Nei concorsi di bellezza, la donna viene premiata, l’uomo premia, non partecipa.
Nei siti di incontri il rapporto di uomini e donne è 1 a 100. La Nappi ha detto che quando ha messo un annuncio per far un film porno ha trovato subito una marea di persone disponibili, ma che se un suo collega pornoattore facesse la stessa cosa non sarebbe uguale. E individua queste differenze non semplicemente nel caso, ma soprattutto nella cultura. Quella per cui le donne possono vestirsi con (gonne, calze, smalto, rossetto, make up e roba varia) e gli uomini no ecc.. Ovvero, il sessismo.
Non credo neanche che identifichi tutte le femministe in femministe anti promiscuità, o che riconducono ambiti sociali in cui questa promiscuità viene mostrata come la pornografia a un qualcosa di negativo per le donne.

Credo che lei ritenga una violenza di genere le morti sul lavoro degli uomini perché il lavoro pesante viene assegnato agli uomini a causa della cultura che divide in modo netto i sessi. La donna votata all’estetica, e l’uomo votato alla fatica e al pericolo. Poichè, nel suo settore, e in altri, moltissime donne approfittano di questo stato di cose, e scelgono quindi di, mostrare la figa, o il corpo a pagamento, semplicemente perché ce l’hanno, contribuiscono a mantenere il sessismo. Ecco perché lei riconduce alle fighe di legno questi effetti, per lei, le fighe di legno sono quelle che sono più interessate al potere che ottengono col proprio corpo che al piacere fisico. quindi, secondo lei, dovrebbero darla, gratis, in modo da riequilibrare questo potere. Però nel mostrarsi gratis, e fare sesso gratis, la spendibilità dell’immagine del corpo e del sesso si svaluta nel mercato, e quindi esse devono rinunciare a quel privilegio economico.

La pornostar aveva precedentemente girato un video di propaganda culturale a favore dell’atto di fare sesso occasionale.

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