Foto di nudo e blasfemia

Il giornale La Repubblica ha dedicato un articolo su delle foto di nudo scattate a Trani davanti a una cattedrale e lo ha inserito nella sezione “polemiche”.
http://bari.repubblica.it/cronaca/2013/07/10/foto/trani_nuda_davanti_alla_cattedrale-62730880/1/#1

polemiche
Anche un servizio tv da TG News 24

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Per molti,  può essere psicologicamente liberatorio unire la nudità, e la sensualità o il sesso a simboli religiosi, soprattutto nel caso di religioni che hanno stigmatizzato la nudità, la sensualità e il sesso. Può essere anche una manifestazione di protesta nei confronti dei tentativi di controllo delle vite, soprattutto sessuali, dei non religiosi all’interno di uno Stato.
Il problema nasce dal fatto che altri rifiutano il piacere di chi produce certe immagini. Si dichiarano offesi, e criticano l’atto compiuto.

Esiste la religione ed esiste chi non crede nelle religioni.
Credere che qualcosa non sia sacro e comunicarlo al mondo, sia con il linguaggio, dicendo ad esempio “il crocefisso non è sacro”, “la chiesa non è sacra”, “il rosario non è sacro”, “il corpo umano non è sacro”, “il seno non è sacro”, “la vagina non è sacra”, “il pene non è sacro”, sia con le immagini, non può essere considerato un’offesa alle persone che credono la verità sia il contrario, da parte delle persone che credono che quel qualcosa sia invece sacro.
Perché affermare che negare un’affermazione del tipo “x è sacro” sia un’offesa implicherebbe che non si potrebbe più negare nessuna affermazione ma solo affermare, e dunque la scienza, che consiste nella verifica delle affermazioni sul mondo fatta tramite la negazione delle affermazioni ritenute false, credendo in questo principio sarebbe inutilizzabile.

Prima di tutto perché le persone che credono alla sacralità di qualcosa lo comunicano al mondo, e soprattutto lo comunicano a chi dice che non c’è niente di sacro, sia col linguaggio che con le immagini, in modi molto eclatanti con statue nelle città, chiese, processioni, volantini, e mega raduni come in Piazza S.Pietro a Roma.
Impedire una comunicazione e permettere l’altra non sarebbe equo, e se una è un’offesa anche l’altra dovrebbe essere un offesa per coerenza logica.
La non credenza nella sacralità di oggetti come rosari, tuniche, o statue, o architetture come le chiese, e l’esternalizzazione di questa non credenza di sacralità attraverso il linguaggio non è una comunicazione di astio e rifiuto nei confronti della persona che crede, ma nei confronti delle sue credenze. Perciò, le persone credenti non dovrebbero difendere sé stesse da queste comunicazioni, ma la loro fede e i motivi che hanno per applicarla alla loro vita e al modo in cui giudicano gli altri.

In una immagine, oltre al soggetto, ci possono ovviamente essere anche gli oggetti, sia piccoli che grandi come una cattedrale. In base agli oggetti cambia qualcosa. Per certi oggetti le persone attribuiscono una responsabilità nell’atto di produrre immagini. Ad esempio i simboli religiosi (crocifissi, rosari, abiti del clero, chiese).

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Il crocifisso, anche detto crocefisso o crucifisso, è la rappresentazione della figura di Gesù Cristo messo in croce ed è uno dei simboli più diffusi del Cristianesimo. Ha significato soteriologico e rappresenta per i cristiani il paradigma ermeneutico (cioè la chiave di lettura) della Bibbia.

La composizione classica di un crocefisso cattolico e anglicano consiste in una croce latina alla quale è applicato un corpo umano, di sesso maschile, seminudo e senza vita, rappresentante Gesù Cristo, con il capo reclinato sulla spalla, cinto da una corona di spine e con le mani inchiodate ai bracci della croce, i piedi inchiodati al fusto, e il costato trafitto. Sopra il capo, posto sull’asse verticale della croce, vi è la scritta I.N.R.I.(cioè il Titulus crucis). Le dita della mano destra indicano il numero due, simboleggiando che l’uomo è la seconda persona della SS. Trinità.

Un esempio tipico di uso di oggetti e nomi utilizzati dai religiosi in ambiti e modi non religiosi è Madonna e alcune delle foto che si è fatta scattare, con il crocifisso infilato negli stivali.

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Il significato del vocabolo blasfemia è: bestemmia. In un senso più generalizzato il termine è di solito usato per associare tutti quegli atti che mostrano irriverenza e disprezzo nei confronti delle divinità, dei luoghi e delle cose sacre. Bruciare un testo religioso è considerata blasfemia.

Se si vuole capire cosa è giusto e cosa è sbagliato bisogna considerare gli effetti che questo atto produce.

Considerando la versione verbale della blasfemia, e non quella fotografica, si può dire che più che essere preoccupanti le bestemmie, sono preoccupanti le reazioni contro di esse. Perché le prime, considerando la realtà fisica e misurabile, sono solo parole vuote. Le seconde, sono la pretesa di assegnare un valore e un significato a quelle parole vuote.
Perciò, in base a questo pensiero si può concludere che agire in modo censorio verso le bestemmie è solo bigotteria, un inchinarsi di fronte alo strapotere della chiesa e della religione. Ci sono affermazioni veramente preoccupanti, perché vanno contro i fatti scientifici. Quelle sono i veri scandali, che dovrebbero suscitare reazioni intransigenti, mentre invece spesso sono addirittura propagandate dai media. Nessuno si scandalizza e afferma di sentirsi offeso, alle affermazioni antievoluzioniste, ad esempio. E molti non lo fanno, anche solo per segno di “rispetto” verso i credenti, nel caso delle bestemmie, dunque si può dedurre che  questa è una inversione surreale, e che il concetto di “rispetto” può essere strumentalizzato per fare ciò che produce effetti negativi.

Allo stesso modo vale per le immagini. Ci sono immagini e simboli realmente preoccupanti, come i simboli religiosi, i quali rappresentano significati che vanno contro fatti scientifici e contro i bisogni umani, come nel caso del sesso.

Le crociate, avevano come simbolo una croce, e si svolgevano all’insegna del motto “dio lo vuole”. la connessione causale qui è evidente, e dichiarata. le guerre di religione sono guerre di religione, appunto.
idem per i processi dell’inqusizione, con tanto di crocifissi offerti come ultima salvezza ai condannati.
idem per le guerre di conquista coloniale. a partire da colombo, i conquistadores piantavano croci sui territori che conquistavano, e imponevano la conversione al cristianesimo.

Le religioni del cristianesimo e dell’islam, sono religioni che predicano la conversione degli infedeli, al contrario di religioni più “democratiche”, come quelle orientali.
E l’evangelizzazione è armata: senza i conquistadores, ovviamente il sud america non sarebbe cristiano. e senza le armate arabe, il nord africa non sarebbe islamico.

Le argomentazioni portate avanti contro la blasfemia sono spesso ridicole. A partire dal fatto che secondo alcuni gli atei non dovrebbero bestemmiare, ma solo i credenti, perché così facendo si contraddicono. Che parlare di dio, magari per insultarlo, sia riconoscerne implicitamente l’esistenza è una stupidaggine, spesso ripetuta dai credenti, che ovviamente di logica non sanno nulla: se no, non sarebbero credenti, appunto.

Le vere motivazioni di chi non accetta la blasfemia sono egoiche. Esistono interessi economici, sociali e politici riguardo alle architetture o ai simboli, e dunque chi ha la responsabilità di condurre una città, come un Sindaco può provare preoccupazione per la “reputazione” della Città, che deve essere allineata a ciò che la maggioranza pensa sia buono e giusto. Ma le città non hanno sentimenti, così come non ce l’hanno le architetture e le opere d’arte, invece i fotografi e le fotomodelle sì, quindi è necessario chiedersi quanto realmente si debba essere responsabili di tali reputazioni.

Il sindaco della città in cui sono state scattate le foto ha detto ”Un’azione di volgarità che strumentalizza un luogo sacro”.
‘Non foto artistiche, era finalizzata a creare un pò di scandalo, un pò di voci”, ammette il fotografo Tranese Vincenzo di Terlizzi, che ha fotografato una modella 23enne, completamente nuda ai piedi della cattedrale di Trani, uno fra i massimi capolavori del romanico pugliese. Il servizio del TG afferma “mancanza di rispetto verso la fede e il popolo insorge la chiesa”.
I concetti da analizzare sono “volgarità”, “strumentalizzazione”, e “rispetto della fede”.

Nel settembre del 2010 fu annullato il concerto di Elton Jhon previsto di fronte alla stessa chiesa, davanti agli occhi del vescovo. Un gruppo di giovani rispose con il flash mob di baci omosessuali. Più recente l’ordinanza comunale che, per rispetto della sacralità e dell’importanza dell’opera, vieta il lancio dei petali di rose e coriandoli durante i matrimoni.
Alcune persone, soprattutto atee, dovranno fare un grande sforzo di immaginazione per comprendere cosa ci sia di irrispettoso nel fotografare un essere umano davanti a una architettura umana. Bisogna anche considerare che se la foto fosse stata scattata di fronte ad altri tipi di architetture, come potrebbe essere il Colosseo, non ci sarebbe stata la stessa reazione, perché quelli non sono considerati sacri da praticamente nessuno. O se fosse stata scattata al Louvre, come è successo riguardo a delle ragazze che si sono fotografate nude davanti a quadri del Louvre, non avrebbe suscitato certi pensieri.

STRUMENTALIZZAZIONE DI SIMBOLI SACRI
Il significato di un’immagine dipende in gran parte dall’osservatore, al di là delle intenzioni dell’autore, che possono essere puramente utilitaristiche (per aumentare la fama) per questo può comunque essere interpretata come un messaggio di protesta, dato che nell’immagine non sono visibili le intenzioni dell’autore.

Affermare questo non implica dare la completa responsabilità del significato all’osservatore, oppure si potrebbe dedurre che se al posto di una immagine blasfema ci fosse stato un rettangolo bianco l’osservatore potrebbe pensare comunque che è un’immagine di protesta contro la chiesa.
Ci devono essere un minimo di elementi che fanno parte della realtà fisica, e la nudità in sé, unita all’immagine della cattedrale, che sono due elementi della realtà fisica possono bastare per dargli quel significato, gli altri dettagli dell’immagine contribuiscono a delineare che tipo di significato.

RISPETTO DELLA FEDE
Poi c’è chi pensa che se a qualcuno interessa produrre certe immagini, le può produrre, ma non le dovrebbe condividere in pubblico, e tenersele in privato, scambiandosele via mail. Tutto ciò, per non urtare la sensibilità dei credenti. Il problema di soddisfare questa richiesta sta nel fatto che, chi non è credente, e si sente oppresso dalla quantità di persone che tentano di opprimere gli altri giudicandoli quotidianamente, ha il bisogno di condividere pubblicamente certe immagini, perché desiderano che il messaggio dell’immagine venga prima o poi accettato pubblicamente. Non è quindi una richiesta che certe persone (fotografi/e e fotomodelle) possono soddisfare, a meno che non rinuncino alla protesta, o alla propria soddisfazione psicologica nel produrre certe immagini, lasciando quindi che i religiosi continuino a opprimere gli altri come simbologie pubbliche (crocifissi, madonne, processioni, film tv) senza che nessuno opprima loro.

L’azione di far foto a una ragazza nuda davanti a una cattedrale, è un’azione alquanto banale, ci può pensare chiunque, ovviamente chi lo fa deve avere un minimo di coraggio. C’è chi fa foto a ragazze che si inseriscono crocifissi nella vagina e i rosari nel retto quindi tutto questo scandalo non si sa da dove viene.

UTILITà DELLA PRODUZIONE DI FOTO BLASFEME
C’è chi giudica l’atto di creare immagini in contrapposizione a certi simboli come prive di forza di cambiamento sociale. Ma che non abbiano forza, dipende dallo scopo. Se lo scopo è cambiare il mondo, è evidente che non possono riuscirci.
Ma se lo scopo è vivere personalmente un atto che simbolicamente cambia qualcosa dentro di sé, o comunica qualcosa agli altri può avere un effetto. Le immagini blasfeme hanno effetto su molte persone, piacciono, e vengono condivise.
Inoltre, il giudizio sulla forza o meno di certe immagini non riguarda il giudizio etico sulla loro produzione.

C’è chi aggiunge un elemento normativo all’immagine blasfema, cioè la qualità con cui è fatta un’immagine blasfema, per poterla giudicare giusta.
Ma molto probabilemente, chi si sente offeso, si sentirebbe offeso sia contro a un’immagine blasfema, di bassa qualità (a livello estetico o di contenuto) che di alta qualità.
Poiché l’immagine arriva a tutti, sia a chi piace che a chi non piace, si crea un dilemma morale di tipo sociale: è giusto o no produrre immagini blasfeme?

2 commenti

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2 risposte a “Foto di nudo e blasfemia

  1. d

    la tua ignoranza non ha confini
    e la tua vigliaccheria pure

    • theneypointofview

      Caro Davide Nathan,
      è bene far seguire delle spiegazioni alle accuse, critiche, giudizi e insulti 🙂 .

      Attendo spiegazioni sul perché sarebbe come dici tu.

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