L’interesse altrui per la bellezza del proprio corpo è una fonte di sofferenza

Quando uno compra un libro, non l’ha ancora letto, così come quando uno sceglie di non comprarlo: dunque, non può essere per il contenuto. In genere sono il titolo, la copertina, l’autore, la pubblicità, e il passaparola a farci scegliere un libro o a farcelo scartare (come una persona). La superficie. Nel caso di una persona però, la superficie è molto più interessate che una copertina, anche nel caso in cui si tratti di un’immagine o una foto spettacolari. E ci si può relazionare con una persona e provarne godimento anche solo in modo decisamente superficiale, soprattutto per quella che si chiama “bellezza estetica” . Anzi, a volte bisogna scegliere in modo esclusivo, se si vuole godere della forma (guardando, toccando, fotografando), si deve ignorare il contenuto, la mente dietro la pelle. Meglio non indagare e rimanere a ciò che è visibile agli occhi in molti casi.

Quella che si chiama bellezza estetica guida le scelte di moltissime persone, soprattutto in ambito sessuale e sentimentale.

Dal fatto che i corpi sono tutti diversi tra loro deriva il fatto che le persone preferiscono alcuni corpi rispetto ad altri e che giudicano belli quelli che preferiscono e brutti quelli che non preferiscono.

Il giudizio estetico, fatto su sé stessi o ricevuto dagli altri, può provocare emozioni molto intense e piacevoli, ma può anche provocare emozioni altrettanto intense ma spiacevoli.

Quando qualcuno si sente dire “sei bello/a, bellissima/o” o “sei brutto/a, o bruttissimo/a” reagisce emotivamente.

Le emozioni sono segnali e parte integrante dei processi cognitivi che collegano la mente e il cuore, in particolare costituiscono il risultato sensibile di giudizi e valutazioni subitanee: ciò che percepisco costituisce per me un fattore di benessere o un rischio? Mi posso rilassare o devo stare in guardia? La situazione sta cambiando in modo tale da sorprendermi o secondo le mie aspettative?

Al piacere generato dalla percezione visiva di una persona ritenuta bella le persone sono portate a rispondere nella maggioranza dei casi in modo positivo nei confronti di quella persona osservata: Gentilezza, interesse, aiuto, disponibilità a fare favori, amicizia. Gli stessi complimenti, che sono semplicemente parole e non azioni, provocano piacere nel soggetto ammirato, in certi casi producono anche speranze, o la sensazione di potersi lasciar andare a un’attrazione sessuale. La disponibilità mostrata dagli altri a relazionarsi con sé stessi provoca maggior autostima, assenza di senso di solitudine, benessere, godimento sessuale, sensazione di essere amati, un senso di potere e godimento.

IL CONFRONTO CON UN MODELLO IDEALE
Dal fatto non tutti i corpi sono uguali e che attraverso l’aspetto si può attrarre qualcuno deriva il fatto che qualcuno può sottrarre la persona desiderata a qualcun altro che non ha l’aspetto richiesto. E dunque deriva il bisogno di confrontarsi.

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Lo specchio magico è un elemento della fiaba Biancaneve dei Fratelli Grimm. Nella fiaba la regina è una bellissima donna che possiede uno specchio magico, al quale si specchia vanitosa. Invidiosa della bellezza della giovane figliastra Biancaneve, incarica un cacciatore di portare la ragazza nel bosco e ucciderla. Un giorno però la regina cattiva, grazie allo specchio fatato, scopre che la ragazza è viva e in salute. Cerca così di ucciderla nuovamente, riuscendoci con una mela avvelenata. Qualche tempo dopo viene invitata alle nozze di un principe e una principessa, e lo specchio la avverte che la sposa è più bella di lei. Questa sposa si rivela essere Biancaneve, risvegliata dall’amore del principe. Nella storia come nella favola a cui il film si ispira, la regina è molto superba e vanitosa, ossessionata dalla propria bellezza ed invidiosa della bellezza della figliastra, al punto da desiderarne la morte, pur di restare la donna più bella del regno. Lo specchio magico, di suo possesso, è abitato da uno spirito onnisciente, al quale rivolge sempre la frase: “Specchio, servo delle mie brame, chi è la più bella del reame?”

LA POSSIBILITà DI MODIFICARE E CONTROLLARE IL PROPRIO ASPETTO

Non solo una persona ha un preciso aspetto che la rende più o meno bella rispetto all’aspetto degli altri, ma questo suo aspetto può in parte cambiare e dunque una persona può volontariamente massimizzare o minimizzare la qualità del suo aspetto modificando le parti di esso che sono modificabili verso un preciso modello (tagliarsi le unghie, rifarsi le sopracciglia, depilarsi, eliminare la pancetta, rifarsi il seno e le labbra). C’è una ragione per cui abbiamo tutti uno specchio in bagno, uno vicino all’armadio, uno nell’ingresso (una volta quest’ultimo era obbligatorio, oggi un po’ meno, da quando l’ingresso è stato abolito dalle planimetrie degli appartamenti). C’è una ragione per cui ci sono specchi nei bagni pubblici, in molte sale d’attesa, nei centri commerciali, negli ascensori.
lo specchio da millenni è il dispositivo tecnico che ci consente di tenere sotto controllo un linguaggio sociale, tutt’altro che introverso, il linguaggio del corpo, e soprattutto quello del viso.
Verificare quando è necessario (prima di uscire di casa, prima di incontrare una persona a cui teniamo, o periodicamente mentre siamo in situazioni pubbliche) la conformità del nostro aspetto al messaggio che vogliamo dare agli altri è una abitudine così automatica che neppure ci rendiamo conto dell’atto semantico che stiamo compiendo.

L’ossessione contemporanea dello specchiarsi, vista non tanto come autocompiacimento, ma come

”il dovere […] non soltanto di avere l’equipaggiamento adatto, ma anche di esercitare il tipo di controllo continuo che lo manterrà in ordine [attraverso la ] gestione disciplinata del proprio aspetto apparente o della facciata personale, vale a dire l’insieme di vestiti, trucchi, acconciature ed altri ornamenti esterni che si porta addosso”.

Una persona vorrebbe essere sessualmente e sentimentalmente apprezzata per la sua esteriorità senza faticare tantissimo, sborsare tanti soldi, e sopportare dolore, e può accettare di essere apprezzata solo dalle persone che l’apprezzano così com’è, oppure cercare di cambiare per interessare anche a quelle che non l’apprezzerebbero così com’è).

Chi crede che l’effetto estetico del proprio corpo sia prevedibile perché o totalmente oggettivo, o in gran parte oggettivo, cercherà di modificare il proprio aspetto, e tenerlo sotto controllo in modo che non cambi, per essere bello/a, e dunque per ottenere quei vantaggi che chi prova piacere estetico nel guardare tale bellezza spontaneamente sente di voler donare.

Ogni giorno le persone si guardano allo specchio per controllare se il proprio aspetto è nell’ordine giusto per essere apprezzato al meglio. Si pettinano i capelli, si tagliano la barba, si rifanno le sopracciglia, scelgono il vestito giusto, con la scollatura giusta.

Proprio perché esiste la bellezza estetica in un corpo, e si può avere un certo controllo sulla percezione altrui, fotografandolo si chiede di muovere il corpo al soggetto nudo in modo da arrivare a fermarlo in una posizione in cui esso, inquadrato dalla fotocamera e illuminato dai flash o dalle fonti di luce solare, risulti esteticamente migliore. Sono le cosiddette pose. Ed è questo che distingue una persona che si fa fotografare senza vestiti da una persona che posa per farsi fotografare nuda e che viene per questo chiamata fotomodella.

La fotografa Grecie Hagen ha messo a confronto due tipi di foto, in cui differenti pose, scelte appositamente per massimizzare quelle chi si sanno essere le forme migliori e peggiori che può assumere il corpo umano, producono differenti emozioni nell’osservatore.

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La fiction cinematografica mostra molti personaggi che soffrono perché gli altri non donano la loro attenzione, la loro benevolenza, il loro amore, la loro sessualità sesso a causa del proprio aspetto estetico.

LA SOFFERENZA DI ESSERE COME SI è E NON POTER AVERE QUALCUNO DI PIù BELLO

Il corpo è fatto di moltissime parti (capelli, sopracciglia, occhi, palpebre, naso, bocca, mento, orecchi, guance, mammelle, pancia, natiche, gambe…).

ogni parte di sé è esteticamente indipendente dalle altre. uno che ha una voce bella non è automaticamente bello, uno che è bello non ha automaticamente la voce bella, uno che è bello fuori non è automaticamente bello dentro e così via

Esistono una serie di caratteristiche oggettive del corpo che è molto probabile provocheranno nella maggioranza delle persone piacere o attrazione sessuale in chi lo vede mentre delle altre provocheranno disgusto e conati di vomito. Ma non sono universali e non sono restrittive, c’è molta flessibilità. Nessuno può riuscire ad attrarre sessualmente e quindi avere la possibilità fare sesso con tutti gli esseri del suo orientamento sessuale con i quali vorrebbe fare sesso, perché nell’altro che deve scegliere se accettare o rifiutare subentra il disgusto. Naturalmente c’è chi tollera corpi più brutti della media, ma tutti hanno un limite. esiste un modello estetico-sessuale connaturato nel cervello umano. è innata la sensazione di benessere che si prova a vedere un corpo ritenuto comunemente bello.

Il fatto di poter essere disprezzati e disgustati è psicologicamente difficile da accettare per le persone che nascono prive di molte delle caratteristiche necessarie per avere molte probabilità di piacere e attrarre sessualmente. Da un punto di vista della salute mentale ed emotiva tutti dovrebbero imparare ad accettare ciò che non possono cambiare. Ma se lo possono cambiare e non lo accettano dovrebbero imparare a prferire cambiarlo piuttosto che soffrire nel pensare che sia molto difficile.

Accettarlo permette anche di rispettare i gusti degli altri. Infatti queste persone reagiranno con violenza nei confronti di chi valuta il loro corpo come brutto e non desiderabile. Al punto che rivelare disgusto può far sentire in colpa, e alcune persone preferiscono mentire piuttosto che ferire.

L’IDEA CHE NON ESISTE LA BRUTTEZZA E L’IMPERFEZIONE
A molte persone che sono state giudicate brutte (interamente o parzialmente) dalla maggioranza delle persone che hanno incontrano e desiderato sessualmente e sentimentalmente fa piacere credere che non esistano caratteristiche estetiche che producono un grandissimo apprezzamento dalla maggioranza delle persone mentre delle altre caratteristiche proucono un bassissimo apprezzamento dalla maggioranza delle persone,  e che non esista la bruttezza e l’imperfezione, e che ogni volta che si riceve un disprezzo sia puramente causale e non dipendente dal proprio aspetto, oppure che se esiste una emozione piacevole nei confronti di certe conformazioni di corpi ricorrente nella maggioranza delle persone non dipende dalla natura dei cervelli umani che osservano, ma è imposta silenziosamente dalle pubblicità.

sembra quasi che si prenda un’affermazione vera ma difficile da accettare (non tutti sono belli, non tutte le forme sono belle) e la si neghi per motivi psicologici, facendo creder che le cose stanno come non stanno. un conto è dire “sarebbe bello/meglio che tutti fossero considerati belli, e tutte le forme fossero considerate belle, anche se così non va”.

ma poi si scontrano con la realtà e chi ha un aspetto tale da essere reputato brutto dalla maggioranza viene rifiutato sessualmente molto di più di chi è bello, e per poter fare sesso deve aggiungere molte più cose rispetto al suo corpo per suscistare desiderio (simpatia, intelligenza, gentilezza, romanticismo, dedizione, e per i maschi il denaro). anche se il range di caratteristiche tali da essere apprezzati è molto ampio e non è necessario essere al massimo livello per essere belli, esiste un limite superato il quale si è brutti. Non è necessario essere perfetti per essere belli fuori, infatti c’è chi può apprezzare un viso o un corpo anche se ha qualche inestetismo (smagliature, cicatrici, asimmetrie, labbra della vulva lunghe…). La modella winnie harlow, affetta da vitiligine, è l’esempio che non è necessario essere totalmente conformi al modello ideale di bellezza per piacere e creare attrazione sessuale. Così come la modella Sophia Hadjipanteli che ha il monociglio.
però c’è un minimo di caratteristiche da avere per rientrare nel range della bellezza. Dire “tutti i corpi sono perfetti” usa “perfetto” che è un termine oggettivo e non soggetivo. Diverso dire “puoi accettarti anche se non sei perfetta”.

Poi alcuni/e si fissano sulla perfezione disgustandosi e scandalizzandosi per la statura, smagliature, imperfezioni alle sopracciglia e quant’altro, mentre il range della bellezza è molto più ampio.

Le immagini caricate sui social del proprio viso e del proprio corpo possono esserecancellate dai social a causa di giudizi estetici negativi, e in questo modo si può smettere di sperimentare con il proprio look.

L’ESTERNAZIONE DEL GIUDIZIO ESTETICO

succede anche dal vivo di essere disprezzati esteticamente e invitati a coprirci o conciarci diversamente, e non succede una sola volta nella vita. Soprattutto se si è molto seguiti sui social può succedere tante volte. Un maschio può smettere di sperimentare col proprio look perché riceve tanti “ma sei maschio o sei femmina?”, “frocio” o “sembri una puttana” in quanto usa tecniche di modificazione estetica desitnante al mondo femminile essendo però maschio. Ognuno prova emozioni guardando il corpo altrui, ma quando si tratta d’impressioni negative in ambito estetico è meglio non esternarle, perché può inibire queste persone a essere spontanee. E se non si fa del male a nessuno non è necessario inibirle.

MODIFICARE L’ASPETTO
Tutti nascono da qualcuno e da qualche parte, e i suoi genitori gli lasciano in eredità capitali di vario genere: biologici, culturali, sociali ed economici.
Ciascuna di queste eredità è regolata da leggi di vario tipo, alcune delle quali immutabili e naturali, e altre variabili e convenzionali.
A un estremo dello spettro sta l’ereditarietà biologica, che è completamente naturale. Le sue leggi, scoperte da Gregor Mendel nel 1866, possono piacere o non piacere, ma non si possono violare. Ad esempio, il colore della pelle lo ereditiamo dai nostri genitori, ma se non ci piace dobbiamo comunque tenercelo, così come l’altezza, il sesso, il colore degli occhi, alcuni fattori ambientali oltre alla genetica, come la presenza di disgregatori endocrini, possono influenzare la crescita del pene.

Ma tra le varie caratteristiche del corpo alcune possono essere modificate facilmente in modo temporaneo, come i peli del corpo e le sopracciglia, oppure con grossa difficoltà, soprattutto psicologica, come il grasso corporeo, oppure con un impegno economico, come il colore dei capelli.
Altre caratteristiche determinate geneticamente possono essere modificate da persone qualificate. Ad esempio, quattro geni in particolare determinano l’aspetto del naso (ampiezza, forma più o meno appuntita). La punta può avere conformazione verso il basso per ragioni genetiche o per il cedimento strutturale – nel tempo – a causa dell’azione continua della forza di gravità. Ma con la chirurgia estetica si può modificarlo. Si può correggere la caduta – ptosi – verso il basso della punta.  Si riporta la punta verso l’alto (alla francese per intenderci) scollando le cartilagini della punta e del sottosetto intervenendo con due piccole incisioni nelle narici.

BELLEZZA OLFATTIVA

La bellezza estetica non è l’unica, c’è anche quella olfattiva. Non solo ciò che si vede, ma anche ciò che si odora crea bellezza. E l’una è indipendente dall’altra. Si può essere belli ed emanare cattivi odori. Si può emanare buoni odori ed essere brutti.

Amettiamolo, se c’è un momento in cui ci rendiamo conto che il corpo umano “ha” un odore, ecco, quel momento è arrivato: l’estate. Non è sempre piacevole. Perché se da un lato è vero che il sudore sarebbe neutro dal punto di vista olfattivo, dall’altro la scienza ci spiega che età, dieta, genetica e igiene fanno sì che alcune persone producano un odore più o meno intenso. E poi ci sono i batteri che prosperano nei nostri “ambienti umidi” (per esempio, le ascelle) che, col sudore, producono sostanze maleodoranti.

È vero, esistono i deodoranti che, a seconda del tipo, provano a eliminare i batteri, riducono la quantità di sudore o, più semplicemente, si limitano a coprire gli odori con fragranze e profumi. Purtroppo però non sempre funzionano, anche se la scienza non smette di lavorarci…

BATTERI. I responsabili della formazione dei composti più maleodoranti del sudore sono soprattutto gli stafilococchi. un piccolo numero di questi batteri è in grado di produrre una sostanza chimica odorosa (chiamata 3M3SH) a partire da una molecola inodore secreta dalle ghiandole delle nostre ascelle.

 

La pelle delle nostre ascelle offre loro un’ambiente ideale, grazie alle secrezioni delle ghiandole e dei follicoli (nei peli): sono ricchi di sostanze nutritive che ospitano la propria comunità microbica, il microbioma dell’ascella, popolato di molte specie di microbi diversi.

I ricercatori inglesi hanno decodificato la chiave di questo processo: una particolare proteina che permette ai batteri di trasformare i composti del sudore.

Una scoperta importante che, in teoria, potrebbe essere il punto di partenza per la produzione di deodoranti in grado di inibire la proteina e interrompere il meccanismo del cattivo odore. Anche  perché – come afferma la ricerca – è solo un numero relativamente piccolo di batteri a produrre gli odori peggiori. Ma è presto per cantare vittoria. Creare nuovi deodoranti non sarà affatto facile: i batteri infatti non vivono solo sull’epidermide, ma anche all’interno della pelle, dove comincia a formarsi il cattivo odore e dove è difficile far arrivare queste sostanze “bloccanti”. Che sia questa la prossima frontiera della scienza dei deodoranti?

ANTICHI ODORI. Una domanda che, nel frattempo, potremmo rivolgerci è: perché, se certi odori risultano tanto sgradevoli, non abbiamo sviluppato un meccanismo in grado di “anestetizzare” il nostro olfatto al loro cospetto? In parte dipende dal fatto che le molecole odorose del sudore assolvono anche ad altri scopi più “utili”. è possibile che gli stessi batteri si siano evoluti insieme con l’ Homo sapiens, come se facessero parte di un meccanismo di “segnalazione volatile” – feromoni per essere più precisi – che avrebbe un ruolo nell’attrazione sessuale e nella selezione del partner.

Il cattivo odore è spesso associato a cattiva igiene. Ma le persone che hanno un odore del corpo più intenso – quando ne sono consapevoli – si lavano molto di più, usano un sacco di deodoranti e si cambiano molto spesso d’abito. Quindi in molti casi non è questione di igiene quanto di microbioma. Purtroppo questo non tutti lo comprendono.

 

L’INDUSTRIA DEI DEODORANTI. Eppure gli odori corporei sono diventati un tabù solo in tempi relativamente recenti. È vero che i profumi esistono da migliaia di anni, ma è altrettanto vero che il brevetto del primo deodorante antibatterico risale solo al 1888, mentre per il primo antitraspirante occorre aspettare addirittura il Novecento (1903). Oltretutto entrambi, inizialmente, non ebbero un grande successo: i nostri avi probabilmente li ritenevano superflui. Se non fosse stato per martellanti campagne pubblicitarie, poi passate alla storia, forse oggi l’industria dei deodoranti non varrebbe la bellezza di 18 miliardi di dollari…

PERCHÉ I PIEDI PUZZANO? Il cattivo odore dei piedi è talmente stereotipato da essere diventato nel tempo persino un tormentone dei film comici (Totò e Stanlio e Ollio per citarne alcuni). Ma perché proprio i piedi? Semplice: le ghiandole del sudore che si trovano sui nostri piedi sono le più attive. Elementi come l’esercizio fisico, il caldo o anche il semplice camminare possono farci sudare di più. Sudore di cui vanno ghiotti i batteri presenti sulla nostra pelle che, dopo essersene nutriti, producono sostanze dall’odore poco piacevole.

Come evitarlo? Per tenere sotto controllo i batteri, a meno che non ci siano particolari infezioni, niente batte sapone e acqua calda. Secondo i podologi bisogna fare attenzione ad asciugarsi bene anche tra le dita dei piedi, per limitare la formazione di umidità di cui gli stessi batteri hanno bisogno per proliferare. E non solo. Visto che l’umidità si forma anche nelle scarpe, è meglio adottare modelli traspiranti ed esporle all’aria il più possibile.

ALITOSI
Leccate il dorso della mano,
lasciate asciugare,
annusate dove avete leccato…
quello è l’odore del vostro alito 🌬

Sconvolti?
L’ 80-85% delle alitosi dipende da problemi di origine odontoiatrica.
Significa che su 100 persone
➡️ 85, ipoteticamente, hanno
✔️ una cattiva igiene
✔️ una gengivite
✔️ la parodontite con tasche profonde e belle piene di placca e tartaro
✔️carie
✔️ riabilitazioni protesiche che trattengono placca (un po’ può essere colpa del paziente, ma esistono anche le riabilitazioni fatte ACDC)
✔️ poca saliva
✔️una ferita infetta
… tutte condizioni che prevedono un aumento dei batteri 🦠 Gram negativi che producono composti volatili solforati (VSCs) , che puzzano 🤭.

Gli altri,
➡️ 8 fumano
➡️ 3 hanno il reflusso
➡️ 3 hanno mangiato aglio
➡️ 1 ha problemi che dovrebbe indagare l’otorino (tonsillite, tonsilloliti, scolo retronasale, sinusite…)

Come si combatte l’alitosi
Indagando bene la CAUSA

Capite che se non si indaga da dove deriva il cattivo odore e se non si correggono i problemi visti sopra, usare un collutorio o uno spray, che “lavorano” solo a livello del cavo orale e fondamentalmente hanno lo scopo di camuffare l’odore, non agiscono sulla causa (a meno che non contengano antibatterici come la clorexidina, il tea tree oil o il cetilpiridinio cloruro che allora possono aiutare in caso di alitosi di origine odontogena ) NON SERVONO ASSOLUTAMENTE A NULLA🤷🏽‍♀️

È il principio del deodorante messo senza aver lavato le ascelle 🙅🏽‍♀️… inutile se non controproducente, perché a primo impatto senti il profumo, ma poi arriva comunque tutto il resto 🧟‍♂️

le donne hanno sete di ricchezza per poter accedere a tutti i prodotti che la scienza ha donato per diventare belle, e gli uomini hanno sete di ricchezza per pagare le donne belle e farci sesso.

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Una donna ha speso oltre 38.000 sterline in chirurgia plastica, specialmente per rifarsi il seno. I risultati sembrano averla soddisfatta.

Celine Centino, 24 anni, molto attiva su Instagram, ha deciso di aumentare le dimensioni dei suoi seni. La giovane, originaria di Zurigo, è stata vittima di bullismoquando era adolescente per via del suo aspetto: Celine veniva spesso chiamata “brutta” o le veniva detto che “era piatta”.

Gli atti di bullismo le hanno comportato una serie di continue insicurezze riguardo il suo aspetto fisico. Per questo, Celine ha cominciato a risparmiare denaro lavorando come parrucchiera per potersi permettere la chirurgia plastica e sentirsi finalmente felice.

“Mi giudicavano perchè ero brutta”

Nel giro di quattro anni, a partire da settembre 2013, Celine ha completato tre interventi su seni, naso/guance e labbra/mento, che le sono costati circa 38.700 sterline.

Celine, con oltre 43.000 follower su Instagram, ha detto che ora si sente fiduciosa e felice.

“Non stavo bene con il mio corpo – ha detto la 24enne – tante persone mi giudicavano perchè ero brutta, e questa cosa mi ha reso sempre più triste”, ha detto Celine.

“Volevo essere di nuovo felice, così ho cambiato il mio aspetto e tutto ciò che non mi piaceva di me stessa.

Celine ha aggiunto che voleva soprattutto aumentare le dimensioni del suo seno.

“Ho sempre voluto grandi seni, la mia taglia naturale era pari a zero, quindi ho voluto essere bella e avere una vita normale, senza essere giudicata”.

ACCETTARE IL PROPRIO ASPETTO SE NON LO SI PUò CAMBIARE

Uno si accontenta di ciò che il suo livello estetico può permettergli quando non può modificarlo perché capisce che la fatica per provarci con una persona di un livello superiore sarà probabilmente vana. Alcune ragazze lo dicono esplicitamente “tu non sei del mio livello estetico, come pensi di poter riuscire con me?”.
Pertanto chi sarà basso, avrà l’alopecia, la tendenza all’obesità come lino banfi sarà costretto a desiderare donne del suo livello estetico, dal momento che molto probabilmente loro desidereranno uomini del loro livello estetico. Oppure potrà puntare sulle rare donne sapiosessuali, cioè che attratte dall’interiorità dell’altro sorvolano sulla sua estetica e ci fanno comunque sesso. Oppure potrà pagare escort.

Anche se molto rari, i casi in cui le coppie che hanno un relazione sentimentale in cui i livelli estetici dei due oggettivi sono molto differenti esistono, e non sono sempre dettati da convenienza economica e materiale

Per quanto riguarda tutte le caratteristiche non modificabili, o comunque faticosamente modificabili, che richiedono denaro, tempo, e anche dolore fisico. Il messaggio di accettare il proprio destino genetico, e dunque tutte le conseguenze nell’essere visti dagli altri così come si è, per poter essere sereni e non soffrire della frustrazione di avere delle caratteristiche inferiori agli altri e dunque godere di meno vantaggi, è veicolato anche da cartoni animai classici che insegnano a interpretare positivamente situazioni in cui, ognuno ha diritto a stare solo con una persona esteticamente simile a sé, e dunque del suo livello estetico. Brutti con brutti, grassi con grassi, magri con magri, bellissimi con bellissimi, palestrati con palestrati, curvy con curvy. Biancaneve è molto cangiante in questo. I nani di Biancaneve sono brutti e il massimo che possono fare è segarsi e forzarsi a rapporti omosessuali tra loro o con gli animali del bosco, ma sono felici di aiutare il principe che è nato bello a scopare biancaneve nata bella come lui, con una totale assenza d’invidia, frustrazione e depressione. Considerando che in quel mondo di fantasia non è nemmeno contemplato per loro di prendere la scorciatoia pagando donne che il sesso lo fanno per lavoro. Hanno accettato il loro destino genetico. A livello interiore, dire “non pretendete ragazzi palestrati se siete donne obese” è come dire “non pretendete kant o un premio nobel se siete delle troglodite analfabete superficiali”.

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LE POSSIBILI CONSEGUENZE DEL VOLERSI MODIFICARE PER ESSERE BELLI

La tecnologia ha permesso la modifica permanente del corpo (dalla testa ai piedi).  il viso, ad esempio, si modifica partendo dalle cose più semplici, come lame da barba, pinzette o cera per sopracciglia, creme, o il trucco e tutto ciò che si può mettere sopra al viso, come piercing, tatuaggi, colore per capelli, extencion può ingannare l’osservatore facendogli vedere un aspetto diverso da quello che è anche , arrivando ad attività più complesse e invasive di chirurgia estetica (come il seno, il naso).

Ma moltissime persone hanno da criticare chi si rifà il seno, ma non chi si tinge i capelli, si rifà il naso, o si fa le protesi necessarie non solo all’estetica (come le protesi a una gamba) in quanto necessaria al vivere in modo efficiente e sopravvivere senza però usare lo stesso concetto di “necessario” negli altri milioni di casi in cui fare qualcosa non è necessario.

Tuttavia è spesso imperfetta e non può stravolgere situazioni visive molto complesse.

ma modificare il proprio aspetto e controllarlo tramite la tecnologia ha un costo: di tempo, di energia, di stress, di denaro, di rischi per la salute.

Per perdere peso bisogna instaurare un deficit calorico. Prima, purtroppo, dimagrirete sui punti facili e solo alla fine perderete il grasso ostinato.
scegliere tutti quegli esercizi che alzano il più possibile il consumo calorico. L’esercizio aerobico permette al soggetto di bruciare più calorie, rispetto ad esercizi intensi che stimolano l’EPOC (il consumo di ossigeno post esercizio).

ci sono persone a cui piacciono esteticamente e sessualmente le donne con una quantità di tessuto adiposo superiore a quello consigliato dai medici per ridurre rischi di salute, ci farebbero sesso e le fotografarebbero. e dal momento che per alcune persone, rispetto ad altre, è faticossissimo eliminare quel tessuto adiposo possono decidere di accettarlo, ritenere che sia un grado qualitativo estetico sufficiente per andare bene così come ed essere quindi “perfetto” per sé, e apprezzarlo e ritenersi soddisfatte e lasciare che gli altri lo apprezzino e fotografino quel corpo con quella quantità di tessuto adiposo.

sicuramente una persona può disinteressarsi dell’effetto che il proprio aspetto fa sugli altri e ad esempio ingerire più calorie di quante ne abbia bisogno accumulando grasso corporeo. ma se si interessa del proprio aspetto, dal momento che gli occhi non possono vedere né il proprio viso né il retro del corpo direttamente, e il davanti solo da un punto di vista limitato, perché mai una persona dovrebbe faticare e soffrire a fare sport a fini estetici se non si può neanche vedersi se non allo specchio? diverso è lo sport per motivi di salute.
Il motivo è che gli altri possono dare cose che interessano fortemente in cambio di vedere un certo tipo di aspetto. Lo si fa per gli altri. Anzi, in certi casi si è proprio obbligati dagli altri a controllare il proprio aspetto. Se un uomo si lascia le unghie lunghe le ragazze si schifano e glielo dicono che fanno schifo o  i peli sulle gambe, sull’ano, e l’interno coscia delle ragazze. certe esigenze le si hanno solo se ci sono gli altri. non c’è bisogno di tenere reggiseno e mutande se non ci sono gli altri, soprattutto d’estate, quando ti fanno sudare testicoli, e vulva, e non lo si fa per sé ma per gli altri, tanté che quando gli altri lo permettono si sta davanti loro senza reggiseno e mutande.

Se se si sceglie di eliminare totalmente questi costi ed essere come la natura ci fa essere perché è troppo faticoso, economicamente dispendioso e temporalmente dispendioso, allora ci si può sentire responsabili di tante vicende, compreso il tradimento sessuale o l’abbandono da parte del proprio partner. Se una volta fidanzati o sposati si diventa dei divani, sciatti, che non si curano, non ci si deve stupire se i relativi mariti/compagni/fidanzati lo infilerebbero in qualunque buco tranne che dentro di voi.
Addirittura si invoca il “rispetto basilare per voi stesse e chi vi sta accanto”, dunque il senso del dovere.

CIRCONCISIONE
Gli europei sono abituati a pensare alla circoncisione come ad una pratica medica cui si ricorre solo quando è effettivamente necessario, per esempio nei casi di fimosi grave. Purtroppo questa percezione è lontana dalla realtà. Il grosso delle circoncisioni, anche nel contesto occidentale, non viene effettuato per emergenze del genere. Spesso si circoncide direttamente alla nascita, per motivi che possono essere religiosi o legati semplicemente alla tradizione (sebbene vengano spesso nascosti dietro dubbie giustificazioni di carattere “preventivo”). Un esempio prominente è quello degli Stati Uniti, dove ancora oggi a subire la circoncisione è più della metà dei nuovi nati maschi.

non è giusto prendere, in assenza di necessità mediche, decisioni irreversibili sul corpo di chi non può dare il consenso. non si accetterebbe la tatuazione religiosa di un neonato, dunque allo stesso modo non si dovrebbe accettare la circoncisione. Non si sarebbe mai a favore dell’amputazione dei suoi lobi delle orecchie “perché tanto sono inutile tessuto aggiuntivo che aumenta (dello 0,0..1%) il rischio di cancro” e non si giustificherebbe mai un’appendicectomia preventiva. La religione dei genitori, le loro tradizioni, o le loro paranoie mediche, o l’idea che il pene circonciso sia più bello, non possono prevaricare sul diritto dei figli alla propria integrità fisica.

Anche se il prepuzio fosse davvero un pezzo di pelle privo di funzione, rimarrebbe comunque inaccettabile privare una persona non consenziente di una parte del suo corpo in assenza di urgenti motivi medici. In una società laica e progressista, religione e tradizione non possono essere valide giustificazioni: dev’essere l’individuo a poter scegliere su ciò che lo riguarda, specie se è qualcosa di irreversibile.

Chiarito questo, dovrebbe essere evidente che ogni argomentazione che faccia perno su eventuali “vantaggi” della circoncisione dovrà per forza di cose scontrarsi col diritto del bambino all’integrità fisica; prevalere su di esso richiederà quindi che siano mostrati vantaggi incredibilmente significativi, o alternativamente che si mostri la presenza di rischi reali e tangibili che solo la circoncisione possa drasticamente ridurre. Risultati della magnitudo necessaria sono francamente improbabili, per non dire impossibili.

Le giustificazioni più comuni (“il prepuzione è inutile”, “le prestazioni sessuali appagano di più”, “riduce le possibilità di contrarre infezioni causate dall’accumulo di smegma”, “Riduce il rischio di contrarre l’HIV”, non si avvicinano neanche lontanamente a poter legittimare la circoncisione rituale infantile.

1) “Il prepuzio è inutile”

Falso. Il prepuzio gioca un ruolo importante nella sessualità maschile, trattandosi di un’area densamente innervata, particolarmente sensibile al tatto e quindi altamente erogena, utile altresì per una corretta interazione meccanica tra tutte le parti anatomiche coinvolte nell’atto sessuale [4-7].
Un’altra sua funzione è quella di agire come una mucosa, proteggendo e mantenendo alta la sensibilità del glande [8]. Quando quest’ultimo non è protetto da tale lembo di pelle, infatti, il suo epitelio si ispessisce per ridurre le continue sollecitazioni dovute al contatto con stoffe e tessuti. Questo cambiamento sarebbe irreversibile in caso di circoncisione, proprio perché non potendo più ricoprire il glande col prepuzio, anche l’epitelio non potrebbe più tornare alla sua condizione precedente.

Infine, in uno studio che affermava che la circoncisione non diminuisse la sensibilità del pene è stato trovato un errore metodologico molto grave,ossia il fatto che non venisse misurata la sensibilità del prepuzio stesso; uno studio più recente ha mostrato che è proprio il prepuzio la parte del pene più sensibile al tocco, e non il glande [9].
Su questi ultimi findings qualcuno potrebbe obiettare che i ricercatori in questione sono intattivisti, ma il punto è che difficilmente chi sceglie di dedicare tempo ed energie alla ricerca in questi ambiti è motivato da pura e neutrale curiosità. Spesso la motivazione nasce dall’essere schierati, ma questo non significa che chi è schierato sia per forza disonesto. Essendo la circoncisione una questione etica ancor prima che scientifica, è legittimo che un ricercatore la ritenga sbagliata fin da subito. Poi magari ti capita di leggere uno studio di medici pro-circ, vedi che è stato fatto in modo sbagliatissimo, e allora decidi di replicarlo con maggior rigore scientifico per vedere cosa ne esce. Non neghiamo la potenziale presenza di un bias, ma se consideriamo che per i medici statunitensi le circoncisioni sono operazioni semplici da eseguire e abbastanza remunerative sui grandi numeri, c’è da chiedersi se un conflitto d’interessi economico non sia di gran lunga peggiore di uno meramente intellettuale.

2) “Un mio amico è stato circonciso e dice che ora le sue prestazioni sessuali lo appagano di più”

Perché sente di meno. Se soffri di eiaculazione precoce questo può aiutarti a ritardare l’orgasmo e godertelo, ma sempre in funzione del fatto che non hai le stesse sensazioni.
Se invece una persona è lenta già di suo ad arrivare al culmine, con la circoncisione non ci arriva mai e diventa uno sforzo.
E una persona che ci arriva in tempi normali ne risulta danneggiata perché non aveva necessità di aumentare i tempi, e in più non si gode il sesso al massimo delle sue potenzialità.
Il mondo è pieno di testimonianze di uomini che lamentano minori sensazioni dopo la circoncisione, nonché più frequenti difficoltà nel raggiungere l’orgasmo, come ha mostrato uno studio [10]. Non sapendo se il proprio figlio apparterrà alla prima categoria o alle ultime due, facendolo circoncidere si rischia deliberatamente di danneggiare la sua capacità di provare piacere sessuale da adulto.

3) “La circoncisione riduce le possibilità di contrarre infezioni causate dall’accumulo di smegma”

Lavarsi basta e avanza a questo scopo. Se non vivi nel terzo mondo, l’acqua ci sta.
Per quanto riguarda invece quei paesi dove l’acqua e l’igiene scarseggiano e dove la sanità è sottosviluppata, lì è anche più probabile che la circoncisione venga effettuata con strumenti non sterilizzati, magari usati più volte, quindi il rimedio potrebbe essere peggiore del problema.

4) “Riduce il rischio di contrarre l’HIV”

è una questione controversa: se fosse vero, o se questo effetto fosse rilevante, non si capirebbe come mai allora l’incidenza del virus in Europa è più bassa che negli Stati Uniti dove c’è maggiore circoncisione. Dovrebbe essere il contrario.
Per comodità, si può dare per buoni gli studi che mostrano tale riduzione (anche se ne sono stati evidenziati caterve di errori metodologici, oltre al semplice fatto che i risultati di ricerche condotte su adulti in Africa difficilmente rispecchiano la realtà dei bambini occidentali circoncisi alla nascita: bisogna tener conto dei fattori ambientali).

La circoncisione ridurrebbe il rischio del 60%, mentre l’uso del preservativo lo riduce dell’80%. Ergo, se contrarre HIV tramite sesso penetrativo non protetto con partner infetta è già di suo molto improbabile (4 casi su 10000, ovvero lo 0,04% per atto sessuale), l’uso del solo preservativo fa scendere questa percentuale allo 0,008%.

Naturalmente, combinare l’uso del preservativo alla circoncisione potrebbe farla scendere allo 0,0032%. Ma stiamo parlando di un contagio su 12500 atti sessuali penetrativi con partner infetta. Se consideriamo poi che la partner infetta non è poi frequentissima, e che almeno in Occidente chi ha l’HIV tende ad esserne consapevole e a seguire adeguate terapie anti-retrovirali (le quali, in combinazione col preservativo, riducono le chance di contagio del 99,2%…
È evidente che per ogni persona che si riuscirebbe a proteggere con la circoncisione ci sarebbero decine di migliaia di uomini che si sarebbe mutilato inutilmente, perché non avrebbero mai contratto il virus. E tutto questo solo ammettendo come vero un presupposto che è persino dubbio. Dunque, non ha senso.

In più, una meta-analisi ha mostrato che la circoncisione non diminuisce il rischio HIV nel caso dei rapporti sessuali tra uomini. Proprio in questo gruppo le chance di contagio sono più alte rispetto al resto della popolazione, e sono riducibili solo attraverso l’uso del preservativo.

A questo proposito c’è da aggiungere che tra i circoncisi, specie se in età adulta, tende a circolare l’idea che la rimozione del prepuzio renda immuni a questa malattia, il che spesso porta ad un mancato utilizzo del preservativo e quindi a maggiori chance di contagio rispetto a chi non è circonciso e si protegge adeguatamente. Meglio informare anziché amputare.

5) “La circoncisione riduce il rischio di cancro al pene”

Qualsivoglia rimozione di tessuto riduce il rischio di cancro nella relativa parte del corpo. Il cancro al pene si sviluppa in meno di un uomo su 100.000 ogni anno, e nella maggior parte dei casi sul glande. È vero che la circoncisione riduce drasticamente il rischio di fimosi, e che la fimosi (patologica) aumenta il rischio di carcinoma penile, ma si tratta di percentuali talmente infinitesimali che tali restano anche raddoppiandole o triplicandole. Dopotutto, il doppio di 0,001% è 0,002%. Statistiche ad effetto come “aumento del 100/200/300%”, su fenomeni tanto rari già in partenza, nel concreto non significano praticamente nulla.
Inoltre, solo lo 0,6% degli uomini sarà affetto da fimosi patologica nel corso della sua vita. E per concludere, persino l’American Cancer Society concorda sul fatto che la circoncisione non è indicata come strategia di prevenzione.

6) “Delle importanti organizzazioni mediche hanno detto che la circoncisione è ok!”

Sbagliando, come altre organizzazioni – meno intrise di bias culturale americaneggiante – hanno giustamente fatto notare. Gli appelli all’autorità sono facilmente decostruibili.

7) “Se le proibisci, le circoncisioni le faranno comunque e fuori dagli ospedali, il che è peggio!”

Anche le FGM in certi paesi continuano a farle illegalmente fuori dagli ospedali, ma per fortuna nessuno ha intenzione di legalizzarle di nuovo per questo. La società si è resa conto che non è accettabile che il diritto delle bambine all’integrità fisica sia tenuto in scacco: queste pratiche aberranti vanno combattute e basta, non solo attraverso campagne di sensibilizzazione ma anche col pugno duro della legge. Sui diritti umani non si transige, e non si può certo aspettare con le mani in mano che la gente scelga autonomamente di rispettarli.

8) “Ma la circoncisione non può essere paragonata all’infibulazione!”

Ovviamente, all’infibulazione non si può paragonare, perché consiste nell’asportazione della clitoride, delle piccole labbra, di parte delle grandi labbra vaginali con cauterizzazione, cui segue la cucitura della vulva, lasciando aperto solo un foro per permettere la fuoriuscita dell’urina e del sangue mestruale.

Ma ad alcune forme meno invasive e più diffuse di mutilazioni genitali femminili sì. Nello specifico, alla circoncisione del prepuzio del clitoride. Le somiglianze con la circoncisione maschile non si esauriscono nella semplice corrispondenza tra le due parti anatomiche: le stesse preoccupazioni (nettamente esagerate) su igiene e rischio HIV sono infatti incluse come punto a favore della circoncisione femminile da parte delle culture che le praticano, e il rischio è che qualche suo sostenitore possa addirittura trovare un appiglio nei pochi studi esistenti a riguardo.

Studi più approfonditi non riceverebbero mai l’approvazione di un comitato etico, ma a dirla tutta è plausibile, pure probabile, che la naturale conformazione dei genitali femminili fornisca un’ambiente più favorevole a batteri e virus rispetto a un tessuto più liscio.

Tuttavia le FGM, circoncisione femminile inclusa, sono illegali in quasi tutti i paesi dove vengono praticate; questo perché giustamente, sul piatto della bilancia, il diritto di una bambina a non subire mutilazioni genitali pesa molto di più rispetto a qualsiasi forzata analisi rischi-benefici. Dunque è sensato che venga applicato lo stesso principio anche ai bambini di sesso maschile.

ESSERE GRASSI COME DOVERE DI NON DIRE CHE SI è BELLI E MOSTRARSI IN FOTO DICENDO CHE SI è BELLI.
Ci sono forti impedimenti a mostrare forme del corpo difformi dalla perfezione. c’è l’idea che chiunque mostri insanità visibile, non debba mostrarsi. modelle e influencer superslim che mostrano un rapporto insano con il cibo e influenzano ragazzine che non riescono ad andare d’accordo con il proprio corpo proponendo modelli irraggiungibili. C’è l’idea che le donne grasse dovrebbero sentirsi in dovere morale di non condividere le foto di sé stesse, soprattutto parzialmente scoperte o totalmente nude, e soprattutto dicendo che si giudicano belle nelle foto ritratte, e dicendo che il loro corpo può piacere/eccitare molti/e, perché questo danneggerebbe psicologicamente chi le vede, che penserebbe che essere grassi può essere bello, e dunque non s’impegnerebbe a non essere grasso, andando così incontro a problemi di salute. E infatti la maggioranza rifiuterà qualsiasi richiesta di un fotografo di fotografarle, al contrario delle magre, e le più coraggiose potranno mettersi a piangere durante il set, oppure una volta fatto non avranno il coraggio di dare il consenso a pubblicarle, per evitare di venire insultate e colpevolizzate di deviare chi le vedrà. Ma dire che un corpo grasso è bello o eccitante per molte persone non significa dire che è sano. E che grasso è bello ed eccitante per alcune persone è un fatto.

Chi è obeso ha un rischio quasi due volte superiore di sviluppare il diabete alimentare, rispetto a chi non lo è.
Non solo, rispetto a chi è in forma, ha anche un rischio superiore di andare incontro a infarto. Questo rischio aumenta in modo progressivo all’aumentare del grado di obesità.
In altre parole: più si è obesi, tanto più aumenta il rischio. In alcuni casi quasi del doppio.
Inoltre, un enorme aumento dei pazienti da seguire sovraccaricaricherebbe il Sistema Sanitario Nazionale che non sarà più in grado di far fronte. Il problema è che non tutti potranno permettersele, anche perché il diabete colpisce maggiormente le classi sociali meno ricche.

Ma invece possono tranquillamente condividere foto di sé stesse dicendo che sono brutte, e che devono dimagrire, perchè questo incentiverebbe alla salute.

Addirittura se qualcuno, uomo o donna che sia, avesse una preferenza sessuale per le donne in carne si dice avrebbe una malattia mentale, e chiunque, appassionato di fotografia, le fotografi mostrandole agli altri come belle o sessualmente interessanti sarebbe un criminale che istiga alla malattia. E al massimo, se uno apprezza corpi di donne in carne od obese dovrebbe farlo di nascosto, e pensare di essere moralmente obbligato a non condividerle in modo indiscriminato come può invece fare liberamente con foto di fotomodelle canoniche.

Ma prima di tutto bisogna stabilire se una persona non possa essere libera di scegliere di essere grassa e apprezzare foto di donne grasse oppure debba essere costretta dalla società a dimigrarie.
E inoltre così come, non c’è una connessione necessaria tra la visione di film violenti e la violenza reale, non c’è una connessione automatica tra vedere donne grasse e l’essere grasse.

Un medico che fuma commette una contraddizione performativa. Un medico che fuma e consiglia di fumare (è questa l’analogia) non dovrebbe fare il medico.

Al contrario di chi essendo grasso si mostra in foto, un critico gastronomico può dirottare le scelte di chi legge le sue critiche in ristoranti che danno da mangiare porzioni molto più caloriche sulla base della sua soddisfazione.

Se si è grassi e si ha un rapporto psicologico/pulsionale col cibo e al contempo si fa il critico gastronomico, non si dovrebbe incitare gli altri ad abboffarsi e deridere chi preferisce mangiare poco, perché le sue preferenze non sono un buon modello. Non deve dirigere guide, non deve scrivere di cibo su testate nazionali, non deve avere la possibilità di influenzare le abitudini di moltissime persone. Un obeso ha oggettivamente più difficoltà nel trasmettere il giusto approccio al cibo, come un alcolista nel trasmettere il giusto approccio al vino. Un alcolista non dovrebbe essere visto come modello di gusto e trasmettere il proprio approccio agli altri.

c’è l’idea che un corpo non sano non possa essere bello eppure anche chi ha l’epatite, un tumore, i calcoli, un arto mancante, un handicap ha un corpo non sano eppure nessuno esprime disprezzo per il suo mostrarsi in foto, solo con i grassi.

In realtà queste persone intendono dire “un corpo che è visibilmente non sano” mentre il corpo insano ma di cui non sono visibili i sintomi allora sì.

GRASSO CORPOREO VS. COMPORTAMENTI INSALUBRI VISIBILI
l’alimentazione ipercalorica con contemporanea assenza di attività fisica non è l’unico comportamento non salutare possibile, il cui atto e i cui effetti sono visibili agli altri. c’è anche il mostrarsi mentre si assume alcol o si è ubriachi, si fuma tabacco, si prendono pasticche di droga, o ci si appende ai ganci sanguinando, ma solo chi ha evidente grasso corporeo viene insultato e invitato a nascondersi, mentre chiunque mostri con scritti, foto, video comportamenti non sani per il proprio corpo (mostrarsi in foto mentre si beve alcol, scrivere di essersi ubriacati divertiti del fatto, fumare e farsi fotografare da fotografi professionisti seminude mentre si fa uscire il fumo dall bocca) viene lasciato libero di mostrarsi.

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Frequentemente si seleziona in modo strategico solo una parte della realtà per poter far credere certe cose.

non ci si limita a esternare apprezzamenti, in modo da non inquinare le persone con emozioni negative, ma invece si passa a diffondere disapprovazione, disprezzo e odio. L’aspetto in generale non può essere libero. Chi vuole vestirsi senza fare caso se ha i pantaloni bucati, macchiati, scoloriti verrà ripreso (“sei impresentabile!” o “siamo su un luogo di lavoro”) fino a fargli provare vergogna che lo motiverà a conformarsi alle aspettative. Chi si mostra, nudo o nuda, verrà criticato se il suo corpo non corrisponde al modello ideale perfetto di bellezza. lL caretteristiche del corpo che possono non piacere sono tantissime. Ad esempio, le mammelle troppo scese e piene di smagliature, la cellulite, le grandi labbra della vulva troppo lunghe, il pene troppo corto, le orecchie a sventola, il monociglio, i denti da castoro, la gobba, il naso grosso ecc…e di conseguenza in tutte le produzioni in cui l’estetica è importante (da miss italia, alle sfilate di moda, ai videoclip musicali, ai film mainstream, ai programmi televisivi) si scelgono persone che corrispondo al modello ideale di bellezza.

ci saranno persone che disprezzano certi genitali, e non riescono ad accettarli, e dunque non vogliono fare sesso, o per lo meno sesso orale, con chi li ha. e che magari sono educate ed evitano di fare commenti negativi. ma ci sono anche persone che lo accettano e le apprezzano.

il discorso cambia quando si tratta di farsi fotografare nude e mostrare i propri genitali. la modella/rapper Fishball è stata aspramente criticata per le labbra della sua vulva da milioni di persone in tutta Italia: “quando cammina si sente clap clap”, “ha due braciole al posto delle labbra”

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Esistono sia persone che criticano le donne magre che si mostrano sia persone che le apprezzano. Anche se il problema dell’anoressia è statisticamente insignificante rispetto a quello del sovrappeso e dell’obesità. ci vuole coraggio anche a mostrare il culo, ancora di più le tette nude e la fica, dal momento che la maggioranza è contraria a quest’atto. quindi qualcuno potrà elogiare certe ragazze che si mostrano denudandosi per il coraggio, così come fa chi si mostra in carne. Un monociglio, le orecchie a sventola, le labbra della vulva lunghe non sono sintomo di una malattia. Dunque, anche se non piacciono, non c’è necessità di consigliare a chi li ha di rasarsi il monociglio, o tagliarsi chiurgiamente le labbra della vulva per la sua salute, ma si può dire che non piacciono.

Al contrario il grasso corporeo, l’estrema magrezza, i tagli per autolesionismo, i buchi e i fuori vena dei tossicodipendenti sono caratteristiche visibili per le quali ha senso consigliare chi le ha di fare qualcosa per eliminarle e mantenere la propria salute.
Esistono sia persone che criticano le donne grasse che si mostrano sia persone che le apprezzano.

Di questi 4 gruppi se ne prendono solo 2 e li si confrontano, generando disprezzo e ilarità. Ma le cose stanno diversamente. “quando cammina si sente clap clap”, “ha due braciole al posto delle labbra” ecc anche quando il video è stato hackerato e diffuso,
soprattutto se la ragazza si rende colpevole di reagire con serenità nei confronti delle critiche.

Come si può criticare una parte del corpo di qualcuno che non si è scelto, dal naso da una brutta forma, alle sopracciglia disordinate, alle tette piccole e cadenti, alle labbra della figa?
Si può criticare l’abuso di alcol e l’uso di droghe pesanti che una persona sceglie, ma non qualcosa che non si sceglie.

tutte e 3 le categorie (donne magre che si mostrano sessualmente, donne grasse, donne con handicap e problemi visibili) hanno due possibilità: che qualcuno apprezzi il gesto di mostrarsi o che le disprezzi.

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In realtà il paragone da fare è un altro: al contrario di quanto accade a una ragazza grassa, una ragazza che ha una malattia che le ha lasciato tracce indelebili, come la perdita di quasi tutte le prime falangi delle dita di mani e piedi, o che ha avuto un tumore al seno e le è stato asportato, o ha una protesi a una gamba,o è affetta da nanismo (l’acondroplasia è una malattia ereditaria rara che colpisce in media un individuo ogni 25000, tra quelli che sopravvivono al parto), o è affetta da sindrome di down, verrà incentivata, con apprezzamenti e complimenti (brava, sei bellissima, fai bene a mostrarti, ama il tuo corpo, le donne sono tutte bellissime) a mostrarsi in passerella, in foto o in video, vestita, seminuda e nuda, perché si ritiene sarà di aiuto a tutte le altre che hanno le stesse sue caratteristiche ad accettare il proprio aspetto così com’è, dato che è inevitabile, non modificabile e non si ha responsabilità nell’averlo così, al contrario della massa adiposa che dipende dalla scelta di ingerire troppe calorie e fare poca attività fisica. E si aiuterà le altre persone sane ad accettare che le persone così si mostrino, si sentano belle, e ricevano apprezzamenti.

Ma la stessa cosa non accade sempre. Non si incentiva una ragazza a mostrare le grandi labbra della sua vulva per aiutare le ragazze ad accettarsi.

Eppure, accettare un particolare del proprio corpo che può non piacere alla maggioranza delle persone piuttosto che soffrire il dolore di un taglio chirurgico non dovrebbe essere considerata una colpa.

Una ragazza vedendo una modella o cantante famosa che mostra le labbra della vulva lunghe, così come altri particolari che non piacciono (fosse anche il monociglio) senza vergognarsi potrebbe sentirsi sicura nei confronti dei suoi partner sessuali, e quindi scoprirsi tranquillamente e mostrarle, in foto, in video e dal vivo, e non aver paura di un giudizio estetico negativo da parte loro.

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Ma le ragazze molto grasse vedendo questa differenza di trattamento si potranno sentire male a sentirsi dire che non devono mostrarsi, a fare la fotomodella, a partecipare a gare di bellezza e dire che sono belle o “Basta tentare di essere qualcosa che non sei. Semplicemente sii te stessa” perché la loro malattia è curabile, e dipende dal loro impegno dimagrire, al contrario delle donne che hanno una malattia non curabile sulla quale non possono farci niente che vengono incentivate a mostrarsi anche nude e a dire che sono belle, che la diversità è la bellezza più grande.
Ancora di più i maschi grassi si potranno sentire discriminati, perché per lo meno le femmine grasse ricevono molti incentivi a mostrarsi. Mentre ai maschi si esprime solo ciò che sinceramente e onestamente si sente nel vederli, senza abbellire la realtà.

una ragazza che attraverso scritti, foto e video promuove l’uso frequente e bisognoso di alcolici, tabacco, l’abuso di carne (soprattutto rossa) e quant’altro va bene nonostante provochi danni e rischio di morte. se una ragazza si fotografa mentre beve alcol e fuma tabacco, o si mette una pasticca sulla lingua, le amiche diranno “che bella ragazza” invece che “il tuo comportamento è insalubre, evita di mostrarlo!!” come succede con chi mangia troppe calorie e fa poco movimento. E la stessa discriminazione accade per i maschi disabili o con problemi visibili. Non a caso il gobbo di Notre Dame è un maschio non una femmina, e la Bestia di La bella e la bestia è un maschio.

le ragazze che assumono troppe calorie e fanno poca attività fisica hanno lo svantaggio che nella nostra società l’alcol e il tabacco sono sdoganati, e dunque a differenza delle altre devono difendersi dagli attacchi verbali e dire che devono essere rispettate e lasciate libere di vivere ed essere apprezzate, e desiderate sessualmente da chi vuole, e fotografate da chi vuole fotografarle.

sia chi fuma, beve alcol, assume droghe, mangia cibi ipercalorici e non fa attività fisica devono essere condannati se si mostrano piacendosi e cercando apprezzamenti o nessuno?

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le ragazze fanno a gara a chi ha il comportamento non salutare migliore. chi preferisce alcol e tabacco alle calorie insulterà e deridera chi preferisce le calorie all’alcol e al tabacco. ma la preferenza di qualcuno verso sostanze tossiche come l’alcol invece che verso le calorie non dovrebbe essere un metro di misura universale. chi preferisce morire con l’alcol dovrebbe essere lasciato libero di morire con l’alcol, mentre chi preferisce morire con le calorie dovrebbe essere lasciato libero di morire con le calorie. una ragazza che fuma tabacco, beve alcol, e usa droghe ha diritto di amarsi così come è. con la differenza che le calorie danneggiano solo chi le assume, mentre il fumo di sigaretta danneggia chi sta attorno, l’alcol e le droghe possono anche far morire le persone che stanno attorno.

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non fa bene alla salute farsi appendere per i ganci, però non si insulta, non si deride, non si fanno pressioni a nascondere certi comportamenti di chi si mostra appeso ai ganci in foto e in video dicendo che è bello, ed è bello da vedersi.

DIVIETO DI APPREZZARE CORPI NON CONSIDERATI BELLI
vengono chiamati morti di figa e morte di cazzo le persone che non apprezzano sessualmente solo un preciso spettro dei possibili aspetti del corpo umano, quello perfetto, ma uno spettro molto più ampio, includendo anche le persone ritenute dalla massa non belle, e che quindi si ritiene siano obnubilati dal proprio desiderio sessuale e non riescano a vedere che quei corpi sono brutti e dunque il loro giudizio non ha nessun valore (è solo un morto di figa), e dunque neanche il compiacimento che ne traggono le persone che ricevono i complimenti: “Vi si alza l’autostima per l’apprezzamento di morti di figa, che anche se gli mettete un culo che pare porta nuova sbavano”. Tirarsela viene considerato accettabile se si è belle ma non se si è brutte, mentre dovrebbe essere considerato spiacevole anche se si è belle. mentre le ragazze ci tengono tanto a ristabilire l’ordine facendo sentire meno belle le ragazze brutte e lasciando che quelle belle se la tirino. si tratta comunque di una persona che si sente ingiustamente superiore come essere umano, mentre è semplicemente più scopabile.

1. Nessuno non ha preferenze sessuali (un etero farebbe sesso solo con una persona del sesso opposto, e non con qualunque persone che abbia un buco). E solo con una persona di una certa età, di una certa conformaizone fisica ecc.. Tutti provano disgusto e conati di vomito di fronte a corpi che non apprezzano. Dunque è un’idea falsa che esistano persone così. Un uomo con le spalle piccole, basso, con pochi capelli o pelato, con fianchi larghi, senza muscoli e con genitali piccoli non viene giudicato allo stesso modo di un uomo con spalle larghe, fianchi stretti, alto, con molti capelli, muscoloso e con genitali grandi. Semplicemente ci sono molti uomini sessualmente attraenti con cui fare sesso, e dunque si può fare sesso con centinaia centinaia di uomini attraenti.

2. Se esistessero persone che non hanno preferesenze, ma apprezzano qualsiasi corpo cosa ci sarebbe di male? Le persone bruttissime avrebbero modo di fare sesso perché sarebbero apprezzate. Ogni giorno le femministe affermano che tutte le donne sono belle/perfette, tutti i corpi sono belli, tutte le parti del corpo di tutti sono belle, ma al contempo ogni giorno le donne si lamentano di chi apprezza anche corpi non ritenuti attraenti.

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estendere lo spettro dell’aspetto estetico che è possibile mostrare dalla perfezione alla decenza senza ricevere disprezzo e inviti a coprirsi possa generare sollievo in tante persone che attualmente si sentono a disagio a mostrarsi perché non sono perfette ma solo decenti, anche se le altre che non sono incluse in questo spettro rimarranno come sono.

MOSTRARSI ANCHE SE NON SI è CANONICHE
Una persona può tentare di cambiare il modo in cui gli altri reagiscono all’aspetto esteriore continuando a mostrarsi nel modo in cui non piace (monociglio, peli sulle gambe, panzetta, unghie lunghe se si è uomini…). ma in questo modo è probabile ci rimetterà molto in soddisfazione sessuale. soprattutto se non è solo una piccola parte del corpo il problema (come le sopracciglia) ma anche il resto. lei è bellissima nel resto del corpo, ed essendo bellissima, ci saranno molte persone che se la vorranno scopare anche se ha quel preciso difetto. ma se fosse un’altra non bellissima sarebbe ancora peggio.
inoltre, non è detto che funzioni, quindi si sarebbe sacrificata la propria soddisfazione sessuale per niente.
quindi lasciarsi condizionare è una scelta molto più conveniente.

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Nel 2017 per essere una modella super richiesta dai brand più famosi la prerogativa più importante è: essere originale, avere dei tratti distintivi di unicità. Basti pensare all’espressività irriverente di Cara Delevingne come esempio. Nel vasto panorama di top model belle e bellissime c’è la ventenne Sophia Hadjipanteli che sta conquistando il mondo della moda con la sua caratteristica più evidente: il monosopracciglio. la studentessa di marketing all’Università del Maryland originaria di Cipro è la prima top model ad avere un unico monociglio. E ne va fiera. Anzi, il mondo della moda la segue e la vuole sulle passerelle più famose. In pochissimo tempo Sophia ha raggiunto oltre i 60 mila follower su Instagram e tutti parlano di lei e del suo tratto estetico piuttosto particolare. Le sopracciglia folte sono di tendenza, certo, ma le sue sono molto di più. Il suo è infatti un intento sociale: non dobbiamo aderire agli standard estetici proposti dalla società, siamo uniche e dovremmo piacerci così come siamo.
C’è chi pensa che sia un’eroina dei nostri tempi, uno sprezzante simbolo di rottura delle convenzioni di bellezza e delle abitudini sociali. Una Frida Kahlo dei tempi moderni, femminista e determinata. C’è invece chi ritiene che il suo monosopracciglio sia troppo estremo. Fatto sta che la top model di Cirpo sta attirando l’attenzione di tantissime beauty addict e sopratutto dei marchi della moda che la vogliono sulle loro passerelle. Il suo è un vero e proprio movimento che sui social prende l’hashtag #UnibrowMovement: “spero che normalizzerà le regole che la società ci impone per nascondere o correggere parti del nostro corpo. Voglio incoraggiare la tolleranza degli altri, l’accettazione delle differenze e, soprattutto, essere orgogliosi di chi siamo”, avrebbe detto Sophia a Yahoo Style.  il fatto che faccia la fotomodella, e che nella moda si ricerchi la stranezza, e che lei sia molto bella può portare a qualcuno ad apprezzarla. a qualcuno piacerà e ci farà tranquillamente sesso anche col monociglio. ma naturalmente non riceverà mai il grande consenso che riceve una ragazza senza monociglio. nella moda ci sono modelle strabiche, con la vitiligine, con le ascelle non tagliate, e col monociglio. ma sono rarità.

Si può tenere alla propria bellezza estetica senza esagerare, stressarsi, e ammalarsi, spendere tanti soldi oppure stressandosi, ammalandosi e spendendo tanti soldi. Ma più si riceve successo e gratificazione nel modificare il proprio aspetto e più si sarà motivati a faticare per tenerlo sempre sotto controllo, e si allenerà la resistenza alla ripetizione giornalieri di quegli atti, riducendo quindi la fatica di compierli, si sarà abituati. Meno gratificazione si riceverà e più ci si lascerà andare alla natura. in certi casi il non modificare il proprio aspetto è dovuto anche all’ignoranza dei metodi. uno può pensare che sia necessario faticare e soffrire in una certa intensità mentre no. ad esempio uno può non sapere che usando la cera per togliere le sopracciglia soffre il 60% in meno che con le pinzette e che quindi può farlo più spesso, senza viverla come un trauma.

Nip/Tuck (traducibile con Taglia e Cuci) la serie televisiva diretta da Ryan Murphy tratta della storia di due chirurghi plastici che s’imbattono in pazienti pieni di sofferenza psicologica nei confronti del proprio aspetto.

Il personaggio di fantasia Nanette Babckok nel secondo episodio della prima stagione di Nip/tuck del 2003, alla domanda ricorrente di apertura del telefilm “mi dica cosa non le piace di se stessa” risponde “tutto, dottore“. Questo perché è geneticamente obesa e brutta.

Dopo che il suo intervento chirurgico viene rifiutato perché le sue aspettative di passare da obesa a ragazza magra e bella sono irrealistiche si spara alla testa. La musica dei Poloroid in sottofondo canta “you’re so damn beautiful“, (tu sei dannatamente bella) che ricorda il suo confronto ossessivo e doloroso con le altre donne belle.

Proprio come chi tentando di raggiungere un obiettivo difficile da raggiungere sopporta fatica e dolori può provocarsi dei danni, così chi cerca di assumere un aspetto estetico che non ha può subire danni.

La bellezza estetica non viene vissuta solo come finalità sessuale o estetica, ma anche come opportunità sociali, economiche, e base per ottenere rispetto. Assumendo una tale importanza, quasi come l’avere o no un lavoro, alcune persone diventano ossessionate nel cambiare e controllare il proprio aspetto.

Ci sono ragazze che per assomigliare al modello estetico più apprezzato e ottenere quei vantaggi che l’aspetto conforme al modello di bellezza dona a chi lo possiede si ossessionano nel perdere peso e perdono il controllo sul proprio desiderio che diventa automatico e compulsivo diventando così anoressiche (che è la mancanza o riduzione dell’appetito) e rischiando o arrivando alla morte. Come la pubblicità sociale del fotografo Oliviero Toscani ha denunciato con la modella Isabelle Caro. Oppure si ossessionano nel modificare le proprie forme con la chirurgia estetica, spendendo tantissimi soldi, col rischio di un risultato incerto.


Nei maschi c’è il desiderio che il proprio corpo appaia in un modo adatto a soddisfare l’apprezzamento delle femmine che in maggioranza, e soprattutto le più sessualmente eccitanti, preferiscono corpi muscolosi e depilati.

le donne sapiens sono evolutivamente portate a preferire gli uomini forti (soprattutto nel tronco e nelle braccia). sono soprattutto gli indizi di forza nella parte alta del corpo maschile a determinare l’attrazione “a prima vista” per una donna: spalle ampie, fisico allenato e una buona presa sono visti come indizi delle qualità genetiche di un uomo e della sua abilità nel procurare risorse per la prole. E c’è anche una forte preferenza per gli uomini alti e magri. L’effetto di altezza e peso sull’attrattività potrebbe indicare che le donne rispondono a segni di buona salute, o ai benefici che corpi alti e magri possono dare in caso di aggressione, di caccia o in altri aspetti dell’abilità di caccia.

Quindi c’è il desiderio di modificare il proprio corpo per aumentarne il volume muscolare, attraverso alimentazione, e l’allenamento, spostando carichi (kg), per un certo numero (ripetizioni), per un tot di volte (serie), con delle pause tra una e l’altra (recupero) con o senza l’ausilio di tecnologie.

La genetica è il fattore primario che determina i risultati che possiamo ottenere. La capacità di un soggetto di rispondere a degli stimoli allenanti, adattarsi e migliorare può essere chiamata allenabilità. Un soggetto ad alta allenabilità è un soggetto che dato un determinato stimolo o allenamento, si adatta e migliora molto, arrivando ad un livello di gran lunga superiore al livello base che aveva prima dell’allenamento. La gran parte delle persone hanno un allenabilità media, alcuni alta o molto alta, altri scarsa o molto scarsa. Questi fattori sono determinati geneticamente e non possono essere cambiati.

In campo medico, per anoressia riversa, dismorfia muscolare, vigoressia o bigoressia (in inglese: muscle dysmorphia o bigorexia, da cui l’italianizzazione bigoressia), si intende un disturbo dell’alimentazione differente dall’anoressia nervosa; infatti, l’immagine finale della persona disfunzionale è opposta a quella del soggetto affetto da anoressia. Caratteristica peculiare di tale disturbo è la continua e ossessiva preoccupazione per quanto riguarda la propria massa muscolare, anche a discapito della propria salute.

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L’ossessione non trova mai realizzazione, non importano i risultati ottenuti perché, in ogni caso, per la persona appariranno sempre inferiori a quanto voleva ottenere; il soggetto dedica la maggior parte del tempo a soddisfare questo suo desiderio, non dando importanza al resto della propria vita; può arrivare a fare uso di farmaci che aumentano la tonicità muscolare, che possono rivelarsi tossici per l’organismo. A causa di tali sollecitazioni innaturali, il soggetto corre maggiori rischi di complicanze fisiche.

Hipster e nerd avranno anche il loro fascino, ma alla fine, come altre femmine di mammifero, le donne sapiens sono evolutivamente portate a preferire gli uomini forti (soprattutto nel tronco e nelle braccia). Aono soprattutto gli indizi di forza nella parte alta del corpo maschile a determinare l’attrazione “a prima vista” per una donna: spalle ampie, fisico allenato e una buona presa sono visti come indizi delle qualità genetiche di un uomo e della sua abilità nel procurare risorse per la prole.

Ma se non siete ben messi da questo punto di vista, non tutto è perduto. Gli scienziati hanno mostrato che la variabile “forza” risulta importante a tal punto, che nessuna dice di preferire gli uomini fisicamente più deboli: alla prestanza nella parte alta del corpo è legato il 70% della variabilità del fascino maschile. Subito dopo però, emerge anche una forte preferenza per gli uomini alti e magri. Come dire, se non è forte, che arrivi almeno a prendermi il libro sullo scaffale

L’effetto di altezza e peso sull’attrattività potrebbe indicare che le donne rispondono a segni di buona salute, o ai benefici che corpi alti e magri possono dare in caso di aggressione, di caccia o in altri aspetti dell’abilità di caccia.

Se i corpi tonici vanno per la maggiore, non sempre apprezzati sono invece i volti che esprimono forza fisica. Tuttavia, passate ricerche hanno dimostrato che le donne apprezzano gli uomini barbuti o pelati (perché più virili nell’aspetto). Ora è tutto più chiaro, no?

I soggetti affetti da Anoressia riversa sono soliti commettere più di una tra queste azioni:

– Osservarsi costantemente e ossessivamente allo specchio
– Paragonare di sovente il proprio fisico con quello di altri
– Provare stress se saltano una sessione d’allenamento in palestra o uno dei loro numerosi pasti
– Domandarsi costantemente se hanno assunto abbastanza proteine ogni giorno
– Assumere anabolizzanti potenzialmente pericolosi
– Trascurare il lavoro, gli studi, la famiglia, e le relazioni sociali pensando solo ad allenarsi
– Avere il presentimento di avere una muscolatura debole o sotto la media nonostante tutti i propri sforzi

Per venire diagnosticato con tale sindrome, il soggetto in esame deve mostrare i sintomi delineati per tipo e categoria dal Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders per il disordine dell’Anoressia Riversa, e non semplicemente apparire come eccessivamente interessato al culturismo o predisposto a comportamenti che altri definirebbero esagerati. L’Anoressia Riversa sta diventando sempre più comune per via delle pressioni socio-culturali sul fisico maschile, che possono indurre complessi di inferiorità soprattutto nei giovani.

L’Anoressia riversa è infatti particolarmente diffusa nei maschi, e solitamente appare sul finire dell’adolescenza o all’inizio dell’età adulta. I soggetti predisposti di solito sono già considerati dagli altri come dotati di un buon fisico, e spesso il disturbo è accompagnato da depressione.

Alcuni film, forniscono delle soluzioni al potere che l’estetica ha: Andare oltre la superficie del corpo con gli occhi della mente.

SOLUZIONI ALLA SOFFERENZA DI ESSERE BRUTTI

non è sufficiente pensare che i corpi sono belli perché uno diverso dall’altro per smettere di soffrire se gli altri non vogliono fare sesso con noi in quanto ci ritengono brutti, o non vogliono creare una relazione sentimentale, per lo stesso motivo. perché magari, con difficoltà, una persona che risulta brutta alla maggioranza riesce anche a credere di essere bella, ma questo non influisce sulle emozioni di disgusto che gli altri provano vedendola. serve qualche riflessione in più rispetto “essere unici è fonte di bellezza”.

Inoltre, anche pensare che qualcuno è bello non elimina il fatto che, ad esempio per uno che scegli di fare sesso con donne ritenute molto brutte, la gente pensi che è un pervertito perché si accontenta al massimo grado, basta che respiri anche se è orrenda. questo non si risolve pensando che si è unici e dunque belli.

DIRE SEI BRUTTO è REATO?

se una persona disprezza l’aspetto del corpo di un’altra persona in modo molto forte, termini come “brutto/a” o “molto brutto/a” non sono sufficientemente intensi e quindi si passa a “fa schifo” o “fa cagare” a “un bidone” o “un cesso”.  in genere quando si prova disgusto o si è colpiti negativamente da qualcosa, non essendo necessario esprimerlo fuori di sé, non lo si dice, a meno che non si sappia di non essere offensivi.
se si vede una persona affetta dalla sindrome di down, non gli si va a ridere in faccia urlandogli quello che di negativo si prova quando la si vede. ma alcune persone invece se ne fregano, e naturalmente se si prova a giudicare negativamente il loro comportamento si alterano da morire, si offendono, e pretendono che nessuno le giudichi. proprio perché sono egocentriche, e loro possono deridere chiunque, anche pubblicamente, ma nessuno può giudicare loro.

se arriva una persona e, con una sola parola, vanifica lo sforzo di
autoconvincimento, davanti a una platea di amici, un tale ti si avvicini e, con aria quasi schifata, dica ad alta voce «Sei brutto!».
C’è chi di un giudizio del genere se ne frega, chi sa rispondere a tono,
chi passa alle mani e chi, invece, si mortifica così tanto da chiudersi in un guscio
ermetico. Qualche avvocato agguerrito potrebbe sostenere anche che vi sia un
danno psicologico e alla vita di relazione. Chiaramente, la vittima avrebbe tutto
l’interesse a farsi risarcire o, quantomeno, a denunciare lo spavaldo giudicatore.
Ma prima è giusto chiedersi se dire sei brutto a una persona è reato.
Abbiamo visto la Cassazione dare pareri apparentemente discordanti al concetto
di diffamazione e di ingiuria (ma in realtà hanno una loro logica e coerenza). Non
è l’uso della parolaccia in sé che i giudici puniscono (con una sentenza è stato
ritenuto che dire «Mi hai rotto i co…» oppure «Vaffan… » è del tutto lecito,
trattandosi di un lessico che è ormai entrato nell’uso comune), ma il valore – anzi
il disvalore – che a tale parola viene attribuito e che si vuol assegnare alla vittima.
Così dire «cornuto» a un uomo è ingiuria perché si lede la sua reputazione e
quella della moglie. Ora, magari, una persona che sa di non esserlo potrebbe non o􀃗endersi, ma dire «brutto mostro», «sei orrendo» «fai proprio schifo» e altri
giudizi estetici del genere potrebbero generare sugli insicuri una certa
destabilizzazione. E allora, dire brutto a una persona si può considerare reato?
La risposta è molto più semplice di quanto non possa credere.

Innanzitutto rivolgersi a una persona e offenderla non è più reato perché
l’ingiuria è stata depenalizzata nel 2016. È tutt’al più un illecito civile che
comporta, oltre al diritto a chiedere un risarcimento del danno, anche una multa
a carico del colpevole che può andare da 200 a 12mila euro (a seconda della
gravità del caso). Se l’offesa fosse invece proferita in assenza della vittima e alla
presenza di due o più persone, avremmo invece la diffamazione, illecito che è
rimasto invece reato.
La differenza è sostanziale soprattutto sul piano processuale. L’illecito civile si
punisce solo anticipando le spese e delegando il proprio avvocato di fare una
causa (che non dura meno di tre o quattro anni). Per l’illecito penale invece basta
una querela o una denuncia ai Carabinieri, alla polizia o alla Procura della
Repubblica per dar il via al processo, che è a carico dello Stato. Si deve nominare
un avvocato solo se si vuol ottenere il risarcimento del danno (cosa possibile
costituendosi parte civile).

I termini del problema però non cambiano: a noi, infatti, in questa sede interessa
capire se dire sei brutto a una persona è un’offesa o meno. Che poi se lo è,
potremo stabilire se si è trattato di ingiuria, da perseguire nelle sedi civili, o di
diffamazione, da perseguire nelle sedi penali.

Sicuramente, nell’immaginario collettivo, dire sei brutto, ripugnante oppure «mi
fai schifo» è o􀃗ensivo. Ma l’o􀃗esa a cosa si rivolge? A un bene esteriore: l’aspetto
􀃒sico. Si tratta, insomma, di un giudizio prettamente estetico. E sull’estetica – si sa
– i gusti possono ben essere soggettivi. Non c’è nulla di male, ed anzi è del tutto
normale, se una persona è considerata bella per alcuni e brutta per altri. E la
sincerità, in questo caso, non si paga.

Se invece andiamo a vedere lo scopo della di􀃗amazione e dell’ingiuria notiamo
che esse mirano a tutelare dei valori interiori alla persona, non certo estetici.

Difatti l’ingiuria protegge l’onore e il decoro di un soggetto, il sentimento che la
vittima ha di se stessa. La di􀃗amazione invece protegge la sua reputazione,
ossia il giudizio che gli altri hanno della vittima. Ma parliamo, in entrambi i casi, di
pro􀃒li connessi alla moralità, al buon nome, all’onore; non certo al taglio di capelli,
al modo di vestire, alla forma del naso, all’obesità. Tutt’al più, se il giudizio
dovesse riguardare il colore della pelle, e quindi riversarsi in una forma di
razzismo, le conclusioni potrebbero essere completamente diverse. Ma questa è
un’altra storia…

VEDERE LA BELLEZZA INTERIORE CON GLI OCCHI DELLA MENTE

Si dice che le persone abbiano una bellezza/bruttezza esteriore e una interiore. Quella esteriore si vede con gli occhi del corpo, ed è fatta di pelle, capelli, occhi, unghie.

Quella interiore si vede in piccola parte con gli occhi del corpo (il linguaggio non verbale) ma soprattutto con gli occhi metaforici della mente (e le orecchie quando si ascolta l’altro parlare), ed è fatta di emozioni, sentimenti, fantasie, ricordi, passioni, ragionamenti, ideologie.

Guardando una il viso di una persona, ferma, che non parla, o una sua foto non si possono conoscere tantissime cose.

Ci sono decine di disturbi di personalità e una persona può averne uno di questi ed essere: paranoide, schizoide, schizotipico, antisociale, borderline, istrionico, narcisistico, evitante, dipendente, ossessivo-compulsivo. Questi disturbi non si vedono guardando la foto di una persona, si anche un autoritratto quindi studiato per esprimere un atteggiamento mentale. Non si può sapere se è ignorante, semianalfabeta, alcolista, se fa uso di droghe, se ha disturbi del sonno se ha stuprato, rubato, ricattato, ingannato.

Invece si può capire qualcosa tramite le sue cicatrici, ad esempio quelle fatte per autolesionismo, o per le siringhe dell’eroina e della cocaina.
Però basarsi sull’aspetto per capire cosa c’è dentro la mente e il sistema nervoso di una persona è rischioso, perché l’apparenza inganna, sia in positivo che in negativo.

Dunque, secondo questa divisione, le combinazioni tra esterno e interno che una persona può avere sono 4:

Bella fuori, brutta dentro.
Brutta fuori, bella dentro.
Bella fuori, bella dentro.
Brutta fuori, brutta dentro.

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il dentro è invisibile agli occhi, quindi a differenza del fuori richiede molto tempo per essere dedotto ed esplicitato. per il fuori bastano due o tre foto (frontale, di lato, di dietro) e 3 o 4 secondi di osservazione. e purtroppo non è sufficiente fermarsi a capire l’altra persona. perché posso anche fermarmi, ma se l’altra persona risponde in modo telegrafico, o risponde alle domande che gli pare ignorando delle altre, e in sintesi, non si fa conoscere, non serve a niente fermarsi a capire. molte ragazze non si vogliono far conoscere dentro, pur mostrandosi tramite selfie fuori. tra l’altro la cosa brutta è che se anche uno si vuole limitare all’aspetto esteriore ad esempio facendo fotografie a quel corpo o facendoci sesso, deve comunque obbligatoriamente passare per il linguaggio e la mente altrui per poter arrivare a quello. quindi non c’è neanche una purezza nell’attività di godersi l’esterno di una persona e una indipendenza per cui puoi dire “vabbé sticazzi se è brutta dentro, mi godo quello che c’è fuori”.

Il lato esteriore e quello interiore sono indipendenti. si può allenare il corpo e non allenare la mente e viceversa. ed essere totalmente perfetti a livello fisico e totalmente deficienti a livello mentale. Dunque, le persone belle fuori non sono automaticamente belle anche dentro: possono essere poco interessanti, stupide, ignoranti, superficiali, violente, pigre, esigenti, pesanti, paranoiche e così via. è pieno di persone, maschi o femmine o transessuali, che non sanno scrivere, non sanno parlare, non hanno niente d’interessante da dire, non sanno comprendere ciò che si sentono dire se troppo complesso, non hanno stimoli, ma solo confusione, desiderio di ricevere attenzione e non c’è niente da fare, nemmeno un tranquillo blando dialogo è possibile con loro,

E in quei casi può non interessare un dialogo o una frequentazione con loro. Anche se essere amici non sempre significa pensare solo cose positive di un’altra persona. Si può essere amici di una persona della quale si pensa che sia viziata, o che sia ingenua, o che sia aggressiva, o che sia impaziente ecc ecc Naturalmente ci sono dei difetti che rientrano in un certo limite e altri che lo superano. Spesso e volentieri il proferire frasi brevi ma stupide e non voler approfondire a con riflessioni lunghe è sintomo di superficialità e leggerezza interiore.

Così come con le persone brutte fuori ma belle dentro molti ci parlano senza farci sesso, con le persone belle fuori ma brutte dentro ci si possono comunque fare molte cose, come ad esempio contemplare il loro corpo davanti a sé, mentre camminano per strada, fargli dei complimentiesteriori, fotografarle, esporle alle sfilate, farci sesso.  ma sarebbe possibilissismo scopare animalescamente perché magari hanno un viso e un corpo che arrapa fino a far sudare. Naturalmente con dei limiti: se queste persone sono violente e pericolose o ci hanno fatto qualcosa di grave, insultato, allora la rabbia e il senso di offesa bloccheranno il desiderio di contatto.

Però non ci si può parlare, perché diranno molte cose irritanti, false, ingiuste, stupide del tipo “i vaccini causano l’autismo” “bisogna votare la destra perché è l’unica linea politica che farà stare tutti meglio”, “i poteri paranormali sono reali” e così via.

una persona per sapere se vuole fare sesso non finalizzato al fidanzamento e alla procreazione con qualcuno ha bisogno di sapere alcune cose, magari una di queste è se durante il tempo del rapporto farà o no battute stupide irritanti, e questo lo può dedurre vedendo se mentre durante i primi approcci parla in un certo modo irritante.
Le ragazze o i ragazzi ignoranti, stupide, superficiali, egocentriche possono mettere ansia e ridurre la voglia di fare sesso, ma ci si può sforzare di accettare la loro interiorità così com’è mettendoci una pietra sopra per poter avere un rapporto. d’altronde quando si fa sesso non si deve parlare, solo prima e dopo, e non è necessario parlare ore per fare sesso. trovare persone belle dentro e belle fuori è difficile. quindi se trovi una persona che ti arrapa fuori ma che la prenderesti a schiaffi ogni volta che parla, devi cercare di stare calmo e sorridere. i maschi sono molto più abituati delle femmine a sopportare delle interiorità pessime (superficiali, stupide, ignoranti, egocentriche, saccenti ecc…) e sorridere e adattarsi per ottenere il rapporto sessuale mentre le ragazze hanno decisamente meno pazienza e quindi scartano anche per questi piccoli dettagli. Questo perché le ragazze hanno molte più possibilità, solo schioccando le dita, e non sono molto interessate al sesso non finalizzato al fidanzamento.

molte persone non hanno ancora capito che se il partner guarda i pettorali, il pacco, o le tette, il culo di altre, ad esempio al mare o in piscina ed esclamano “porcodio che culo” non devono andare in ansia pensando che il/la partner potrebbe lasciarli/e per uno che ha il culo/pacco più arrapante, perché per stare insieme servono molte caratteristiche interiori e chi si vorrebbe scopare qualcuno perché è figo fuori magari non riesce a sopportare per più di due ore quando parla perché fa cagare dentro.

Ma magari sono belle fuori e sessualmente eccitanti, perciò ci si può limitare a un rapporto fisico,  le foto si scattano alla pelle, al corpo esterno, e non alla mente, al carattere, ai processi del sistema nervoso sotto alla pelle. perciò uno può non apprezzare l’interiorità di una persona e apprezza la sua esteriorità.

naturalmente le persone non amano non essere apprezzate interiormente, infatti dire “come persona mi fai schifo, però hai un corpo da paura e mi piacerebbe fare sesso con te” non porta a esiti positivi. perciò, per poter avere accesso all’esteriorità, si omette di dire che l’interiorità non piace.

Inoltre, non sempre c’è la possibilità di approfondire l’interiorità anche se magari sono belle dentro, pensa in discoteca, di cosa vuoi parlare?
Tuttavia se a un uomo interessa anche il lato interiore può cercare sia donne con un bel corpo ma una brutta interiorità, che donne una bella interiorità, non è che frequentare donne senza cervello preclude la possibilità di frequentarne altre col cervello.

E si dice anche che si possa essere interessati a una bellezza di uno dei due tipi, esterna o interna, di una persona pur accettando la presenza di una bruttezza di uno dei due tipi, esterna o interna.

Ovvero accettare che l’altro sia brutto fuori ma bello dentro, o bello fuori ma brutto dentro. Il caso più facile resta bello fuori e bello dentro, e quello più difficile brutto fuori e brutto dentro.

RELAZIONE BRUTTA FUORI-BELLA DENTRO
Tantissime persone amano chi fuori non le aggrada. al massimo non ci fanno sesso o se ce lo fanno lo fanno sforzanosi e per amore non per attrazione.
Se uno ama una brutta fuori ma bella dentro che vuole esclusività sessuale sarà esteticamente e sessualmente insoddisfatto e apprezzerà i bei corpi delle altre. Solo che l’amore non si sceglie come quando si spegne il pulsante della luce, e quindi non si possono evitare certi problemi solo per motivi razionali scegliendo quelle belle fuori e dentro. Anche perché magari quelle belle fuori che ha trovato fanno schifo dentro.  Esistono persone che esteriormente non possono piacere a nessuno sull’intero pianeta terra, oppure che possono piacere a talmente tante poche persone da non incontrarle mai, ma interiormente possono piacere a tante persone. Sarebbe una perdita molto triste che non si potessero sposare solo perché non piacciono fuori anche se piacciono dentro.

DESIDERIO D’AMORE E DISINTERESSE SESSUALE

Una persona che s’interessa al corpo di una donna si può interessare anche alla sua interiorità, una cosa non esclude l’altra. mentre, se si mostra di corpo e non anche interiormente, non si può pretendere che non si interessi al corpo ma solo all’interiorità. è contro natura.

C’è chi può desiderare solo un rapporto mentale, e se vuole solo un rapporto mentale e non vuole nessun rapporto sessuale, in modo temporaneo oppure generalizzato. L’asessualità, nel suo senso più generale, si definisce come la mancanza di attrazione sessuale e l’assenza di interesse o desiderio per il sesso.
Una donna, soprattutto bella, dovrebbe agevolare la biologia umana all’interessamento dell’interiorità coprendosi il più possibile e truccandosi e acconciandosi il meno possibile. Naturalmente se una donna è veramente brutta è già agevolata a favorire un interesse puramente intellettuale. Dopodiché dovrebbe comunicare, parlando o scrivendo, o condividendo materiale, parlare di sé, delle sue credenze, dei suoi valori, delle sue passioni.

Questa concezione dell’amore indipendente dall’estetica, quindi più che generato dal guardare generato dall’ascoltare si può trovare anche nell’arte.
Una storia di fantasia rappresentata dal cinema rende visibile in modo metaforico cosa avviene quando si apprezza, stima, ama una persona per la sua mente e la sua sensibilità, nonostante il suo aspetto non sia sessualmente attraente.

La storia del film “Hal il superficiale” (stupidamente tradotto in italiano con Amore a prima svista, anche se come titolo italiano era stato scelto dapprima L’amore è cieco, usato da altre nazioni) che narra di, Harold, detto Hal, con la passione per le belle donne che tenta costantemente di conquistare scartando ogni possibilità di dialogo con quelle brutte, la cui vita cambia improvvisamente quando rimane bloccato in un ascensore con Tony Robbins, famoso guru televisivo, il quale a sua volta, inquadrato il tipo, lo sottopone ad ipnosi, grazie alla quale da quel momento avrà modo di vedere con gli occhi la bellezza interiore delle persone, indipendentemente dalla loro bellezza esteriore, che normalmente si può vedere solo col metaforico occhio della mente, tramite il dialogo.

Inizia per lui un periodo fortunato di facili conquiste, in strada, nei locali, senza rendersi conto che si tratta di donne il cui aspetto è insignificante, alcune sono addirittura inguardabili, fino ad incontrare Rosemary Sciannone, figlia del suo principale, della quale si innamora perdutamente. Hal vede infatti una donna bellissima e proporzionata, perfetta sotto ogni aspetto, senza rendersi conto che si tratta di una donna super obesa e con un viso per niente delicato. Rose è una donna di un’onestà e rettitudine esemplare, di una sensibilità tale da conquistare il cuore di lui.
Al contrario vede donne esteriormente bruttissime per il semplice fatto che lo sono interiormente, cosa che non poteva vedere prima.

In psicologia c’è un termine coniato dallo psicologo statunitense Edward Lee Thorndike che si chiama “effetto alone” e identifica la tendenza automatica, durante la valutazione di una persona, ad associare a una qualità positiva, per esempio la bellezza fisica o la gentilezza, ad altri aspetti positivi privi di reali correlazioni con quella qualità come la competenza, la simpatia, l’affidabilità, la sensibilità, l’intelligenza, l’empatia.
L’effetto alone agisce su chi giudica e opera una distorsione valutativa. Si tratta di una scorciatoia di pensiero che in realtà è un pensiero disfunzionale. La mente spesso giudica senza sapere su quali basi fonda quel giudizio, e quindi costruisce una rappresentazione della realtà che poi subisce, con la delusione o addirittura lo shock.
In certi casi si collega a una bellezza esteriore una bellezza interiore e ci si interessa di quella persona perché è bella.

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In una scena del film viene confrontata la bellissima e sensualissima attrice Paltrow con una donna grassa e brutta, in una posizione che nel caso della Paltrow diventa sessualmente eccitante, nell’altra imbarazzante. La Paltrow rappresenta come la donna è interiormente, cioè bella e sensuale, mentre l’altra come è realmente a livello esteriore.

Mauricio, amico di Hal, inorridito, tenta di farlo “rinsavire” contattando Robbins e facendo annullare l’ipnosi. Così Hal torna a vedere tutte le persone per il loro vero aspetto esteriore facendo fatica a riconoscerle e inorridendo per Rose, ferendola così profondamente.

Così, Hal viene un giorno avvicinato da una bellissima ragazza vicina di casa che in precedenza adorava, incuriosita per il suo recente cambiamento nei confronti dell’aspetto delle ragazze ma si rende conto di tanto vuoto che c’è in lei. Compreso il suo errore, ricerca Rosemary, la quale sta partendo per un lavoro volontario in un paese del Terzo Mondo ed irrompendo ad un ricevimento, con un discorso toccante le chiede perdono, le dice di amarla per la bellissima persona che è e per questo vuole partire con lei.

Purtroppo l’aspetto estetico determina le proprie possibilità sessuali ma anche quelle affettive e anche la considerazione sociale. Per molto tempo i corpi delle persone disabili sono stati visibili in pubblico quasi esclusivamente nelle vesti di mendicanti, come nel celebre dipinto Storpi di Pieter Bruegel.

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O quali fenomeni da baraccone, come avveniva nei cosiddetti freak shows, un genere di spettacolo diffuso soprattutto in Inghilterra e negli Stati Uniti in cui erano mostrati sul palcoscenico animali o esseri umani dall’aspetto inconsueto per attirare la curiosità e suscitare la meraviglia degli spettatori: gemelli siamesi, donne barbute, persone nate senza braccia o senza gambe o con una statura al di fuori del comune, perché molto basse o straordinariamente alte.

Nel passato sono stati prodotti film molto più seri sul tema dell’influenza che l’aspetto estetico ha nel rapporto con gli altri, (compreso sesso e amore), come “Dietro la maschera” (Mask) del 1985, diretto da Peter Bogdanovich ed interpretato da Cher ed Eric Stoltz.

I fattori genetici complessi incidono per circa il 25% nello sviluppo dell’obesità, i fattori culturali trasmissibili danno un contributo pari 30% ed il rimanente 45% è dato da fattori non trasmissibili che si acquisiscono nel corso della vita. Mentre ci sono casi in cui la genetica ha un potere del 100%.

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Intorno alla metà degli anni Ottanta il regista Peter Bogdanovich diresse “Dietro la maschera”, che raccontava la storia vera di “Rocky” Dennis, adolescente californiano affetto da leontiasi, una rara malattia ossea che provoca evidenti deformazioni del cranio e del viso, morto a 17 anni non ancora compiuti a causa delle inevitabili complicazioni della sua sindrome Il film interpretato da Eric Stoltz e da Cher – che a Cannes vinse anche la palma di Migliore Attrice – è la storia vera di un ragazzino che adora la musica e stare con i suoi amici, e che scopre l’amore nonostante un difetto fisico che molti altri nelle sue condizioni avrebbero giudicato come un ostacolo insormontabile nella vita sociale di un individuo.

Prima di morire “Rocky” Dennis lasciò una piccola poesia alla madre:
– Queste cose sono belle;
Un gelato, una torta,
Una corsa sull’Harley,
Le scimmie che giocano sugli alberi,
La pioggia sulla lingua,
E il sole che splende sul mio viso.

Queste cose invece non sono belle;
I buchi nei calzini,
La polvere nei capelli,
Niente soldi nelle tasche,
E il sole che splende sul mio viso. –

In uno dei momenti più emozionanti del film, il personaggio principale realmente esistito recita questi versi, realmente scritti, alla madre, in cui si tocca con mano tutto l’amore per il dono della vita e, al tempo stesso, la grande sofferenza per un’esistenza segnata da un handicap mostruoso, sottolineato dall’espressione “il sole che splende sul mio viso”, evento che cataloga sia tra le cose belle, sia tra le cose brutte.

I problemi del ragazzo col suo aspetto si sviluppano prevalentemente quando nasce il suo desiderio sentimentale-sessuale.
“Voglio parlare con un altro chirurgo plastico” dice alla madre.
“Non si può fare niente fino a quando non smettono di crescere le ossa. Mancano solo due anni, che vuoi che sia, hai aspettato per 17 anni” risponde.
“Ma possibile che non ti rendi conto mamma? Si tratta delle ragazze!”.

Anche per togliersi un po’ dall’ambiente, Rocky accetta un giorno di recarsi, in qualità di assistente, in un campeggio di adolescenti non vedenti di ambo i sessi.
Un tenero, puro sentimento si stabilisce tra il ragazzo e la giovane cieca Diana (interpretata dalla Lynchiana Laura Dern).
La cecità di lei le permette di non distrarre l’attenzione dalle parole di lui guardandolo in faccia, e quindi conoscere solo la sua vera essenza.

Spesso si usa la metafora “essere cieco”, che letteralmente indica una percezione ottico-visiva ridottissima o nulla (rispettivamente cecità parziale o totale), per indicare l’incapacità di vedere l’essenza della realtà, quando si dovrebbe invece sapere che non solo l’invisibile c’è, ma costituisce la parte preponderante della realtà stessa.

Infatti, ci sono moltissime cose della vita quotidiana che il senso della vista non permette di conoscere e che danno una dimostrazione di quest’affermazione. La mente delle persone, le emozioni, i loro valori, i loro gusti, sono un esempio tipico di ciò che non può essere percepito con la vista, ma deve essere mediato tramite un linguaggio.


rocky

In una scena del film Diana chiede a Rocky :
“Rocky, come sei fatto? Descriviti”.
“Io non assomiglio ad Adone…”.
Lei tocca il suo viso per capire com’è e gli dice “Sei molto carino secondo me”.
E poi si baciano.

Si tratta di un evento casuale e fortuito quello d’incontrare una persona cieca che possa apprezzare l’interiorità di una persona dal viso molto brutto. Tuttavia, anche un vedente può usare la ragione per poter apprezzare, contemplare quello che non vede dell’altra persona non facendosi influenzare da quello che vede dell’altra persona: la mente dell’altro. E di conseguenza provare desiderio di dare amore, anche se magari può non riuscire a farci sesso provando attrazione, ma semmai impegnandosi a farlo per il bene dell’altro.

In modo simile la favola della Bella e della Bestia, la famosa fiaba europea, nella quale Bella, perfetta in sé stessa, si dimostra capace di amare la bestia malgrado la sua estrema bruttezza esteriore. Bella non è cieca, come Diana.

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Solo davanti allo specchio deformante di un luna park Rocky vede per un attimo la persona normale che poteva essere, immaginare la vita normale che poteva avere, insomma evadere da sé stesso.

The Elephant Man, il film biografico del 1980 diretto da David Lynch.

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mostra il deforme Joseph Merrick che viene scoperto dal dottor Frederick Treves durante uno spettacolo di strada gestito dal malvagio Bytes. Merrick presenta numerose deformazioni in gran parte del corpo, soprattutto nel capo per via della sua Sindrome di Proteo, tanto da venire soprannominato L’uomo elefante.

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“Perché dobbiamo portare avanti l’idea che una persona sulla sedia a rotelle, disabile, debba essere per forza triste, poco curata o poco interessata all’estetica? Io non ci sto, sono una ragazza avvenente e voglio capovolgere il concetto di disabilità”.

Benedetta De Luca è una ragazza determinata, ha 30 anni ed è di Salerno. È nata con un’agenesia del sacro, una malformazione congenita rara dei segmenti spinali inferiori, associata ad aplasia o ipoplasia del sacro e della colonna lombare. Questo ha significato per lei doversi sottoporre a ben 18 interventi chirurgici, trascorrere più di dieci anni in ospedale e non poter più avvalersi dell’uso delle gambe.

Ma questa disabilità non l’ha fermata, Benedetta affronta i suoi limiti e si ripropone di capovolgere gli stereotipi. Non si è arresa di fronte alla malattia e pur aiutandosi con le stampelle e la carrozzina non ha mai rinunciato a vivere, a conquistare la felicità giorno per giorno, nelle piccole e grandi cose. Si è laureata in Legge e sta facendo pratica per diventare avvocato.

Benedetta ormai è diventata la paladina dei diversamente abili per i quali organizza manifestazioni ed eventi come gli affollatissimi défilé di moda con modelle in carrozzina.

“Siamo tutti uguali, non ci sono limiti, se la società non li pone. Capisco che badare all’estetica possa apparire superficiale, ma per me è l’esatto opposto: prendersi cura del proprio corpo significa abbattere un modo di pensare.  Io devo essere così perché il mondo mi vuole così. Chi lo ha deciso?”, dice Benedetta a TPI

La vita di Benedetta non è stata facile, ma con il tempo ha imparato ad affrontare anche quelle situazioni che nella loro banalità la rendevano insicura o più fragile degli altri:

“Prima se andavo in discoteca mi mettevo sulle poltroncine per non far vedere che ero sulla sedia a rotelle, ora no, ora la mostro senza problemi”, racconta.

“Da piccola non volevo stare con le altre persone disabili, crescendo ho cambiato idea. All’università ho cambiato visione del mondo. Non voglio dire che accetti ogni cosa, o che faccia della mia disabilità un vanto, però si può convivere con i propri limiti”.

Benedetta ha deciso di esaltare anche il suo aspetto estetico, esattamente come fanno tante ragazze della sua età: “magari la mia bellezza è racchiusa in altre cose, magari la gente non si concentra sui miei difetti. Mi metto scollata perché non posso portare la minigonna, cosa c’è di male? Ci vuole più leggerezza, autoironia. Bebe Vio per me è una grande icona in questo senso”, prosegue Benedetta.

Così, puntando all’idea che la bellezza può essere un nuovo riscatto per tutti, anche per coloro i quali hanno dovuto affrontare la disabilità in età più avanzata, Benedetta ha dato vita al progetto delle sfilate in carrozzina, insieme agli stilisti Antonio Mello e Lucia Fierro.

“Queste sfilate servono a dare un senso più profondo proprio alla parola bellezza, e lo faccio attraverso il mondo che celebra la bellezza e la perfezione, quello della moda appunto”.

“Ovviamente la sfilata di per sé è un pretesto, perché grazie ad essa tanti ragazzi e ragazze disabili hanno ritrovato la fiducia in loro stessi. Alcuni non accettavano la disabilità, magari per molti di loro è sopravvenuta successivamente e quindi è stato anche più difficile concepire un cambiamento così grande. La sfilata è un pretesto per farli sentire belli anche in carrozzina, senza limiti”.

Benedetta racconta della genesi del progetto: “Ne abbiamo fatte 5, la prima è stata nel 2012. La prima volta sono stata modella, ma io avendo già raggiunto un mio equilibrio, ho deciso di estendere questa possibilità ai miei tanti amici, con l’associazione Rotaract Campus Salerno”.

Sono stata anche rifiutata da qualche stilista che mi ha detto non mi sento di vestire persone con disabilità e questo mi ha motivata ancora di più, perché mi son detta ‘allora esistono ancora questi limiti!’”.

Benedetta ha raccontato a TPI anche il proprio modo di vivere la sessualità, un tema troppo spesso emarginato e visto come un tabù quando si parla di di disabili: “Ho aiutato Massimiliano Oliviero nella sua battaglia, sono favorevole all’assistente sessuale, di mio non ho problemi, certo sempre con dei limiti, però non è quello. Ci sono tante realtà di persone disabili che hanno bisogno di un assistente sessuale”.

E conclude: “Uno dice ‘Voi disabili avete tanti problemi e voi pensate a quello? Sì, è un bisogno, magari non primario, ma è un problema. Chi non sa deve solo tacere. Si tratta di vivere meglio’”.

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