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Chirurgia estetica VS. Naturalità

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Analogamente ai problemi che si hanno nel fotoritocco, in cui il fotoritoccatore può essere accusato di mistificare il merito della modella nella realtà percettiva bidimensionale, o di eliminare la naturalità della sua bellezza, così accade nella realtà fisica e tridimensionale che un soggetto possa essere accusato di compiere gli stessi errori:
1. eliminare il merito della sua bellezza.
2. perdere la naturalità della bellezza.
3. perdere umanità.

Come in ogni giudizio, per sapere cosa farci, invece che crederci ciecamente e conformarsi passivamente è necessario, per chi vuole essere razionale, analizzare il giudizio per vedere se corrisponde alla realtà.

Per farlo è necessario comprendere cos’è il merito e cos’è la natura.
Poiché del merito ho già parlato nel post sul fotoritocco passo a parlare della naturalità.

C’è chi confonde possibilità e impossibilità con naturale e innaturale. Può essere psicologicamente affascinante, ma solo se non si è studiata l’etimologia delle parole e non si conosce la scienza. Natura e possibilità sono due concetti estremamente diversi. La physis in greco antico era la natura, e corrispondeva nella realtà con “tutto ciò che c’è”.
E dunque il suo contrario è “ciò che non c’è”.
La scienza studia la natura, la matematica con il calcolo delle probabilità studia il mondo del possibile. Credo che la sua battuta non andasse presa alla lettera, ma presa metaforicamente per comprendere che chi vuol far credere che l’omosessualità sia contro natura crede a cose ben meno credibili. Il problema di questo concetto è che non lo intendiamo come andrebbe inteso ma lo scambiamo con “normale”, ovvero “quello che accade più spesso” o “ciò che è accettato dalla maggioranza”.

Lo scienziato ricerca le leggi della natura e queste sono un’espressione dell’ordine, che – in pratica – è l’insieme di tutte le leggi.  Quelle regolarità nella natura, e queste regolarità fanno parte, tutte insieme, di quello che si può chiamare l’ordine. Ma non è necessario che l’essere umano intervenga nei casi non si seguano queste regole, perché non esistono comportamenti che non seguono regole, la natura non ha opposti. E quindi la nostra capacità di modificare la natura fa parte della natura.
Le nostre regole sono relative alla sofferenza e ai nostri bisogni, e non alla natura in sé.
Col termine naturale nel linguaggio parlato ci si riferisce a qualche fenomeno che è meglio di un altro fenomeno. Naturale è un termine a cui viene attribuita positività, e innaturale un termine a cui viene attribuita negatività.
Ma usando con questo significato il termine quando si lega questo aggettivo a un soggetto, un oggetto, o un’azione si dice x,y o z = è positivo o negativo. Senza spiegare il perché lo sia  ma credendo di star dicendo anche il perché, e cioè, perché è innaturale. E quindi agendo di conseguenza nel modo in cui si agisce quando qualcosa è negativo, fuggendo o attaccando. Esiste invece ciò che viene modificato dall’essere umano e ciò che invece viene modificato dagli altri esseri viventi mammiferi o vegetali, dall’atmosfera, vulcani. Si può fare questa differenziazione tra umano e non umano.

Si dovrebbe de-naturalizzare tutti i concetti. Cioè togliergli il concetto di naturale. Perché porta a contraddizioni, e a impedimenti nel miglioramento della vita umana.
Le contaddizioni sono che difendendo la natura a priori diventa un concetto inutile per stabilire se qualcosa è giusto o sbagliato, morale o immorale, dato che anche l’omicidio e la pedofilia sono naturali, eppure vengono puniti, e anche funghi velenosi sono naturali, eppure vengono evitati, così come le malattie, e tutto ciò che provoca sofferenza fisica e psicologica, e dunque non è il concetto di naturalità che influisce nel giudizio morale.
Infatti, ipocritamente, cioè quando più fa comodo, questo concetto viene usato per impedire relazioni o matrimoni omosessuali o poligamici ad esempio. E questo dimostra quanto poco interessi il vero significato di natura piuttosto che il suo valore psicologico per modificare l’andamento delle cose.

In ambito di estetica e chirurgia estetica, per quanto riguarda la naturalità, ci sono dei canoni istintivi che ci portano a farci piacere ciò che si avvicina di più al concetto di umano, ma questo non impedisce che a certe persone, o in certi momenti, ci piaccia qualcosa che è evidente non umano ma artificiale.
Tanté che il make up non fa parte della natura umana, così come gli accessori, gli orecchini, l’abbigliamento.
Sono estranei alla biologia umana, così come i profumi. Il radersi i peli. Il cambiarsi di colore ai capelli.

L’essere umano è tecnologico, e la tecnologia serve a modificare la natura. non c’è niente di strano. il problema sta nella percezione umana, che viene attirata da qualcosa di nuovo. Perché in quanto sconosciuto può essere pericoloso. Le cose che ho elencato sono quotidiane. la chirurgia molto di meno, perché è dolorosa, c’è il rischio che possano esserci errore nell’operazione, e costa. Perché se non avesse queste caratteristiche sarebbe quotidianamente usata, come quotidianamente gli uomini si fanno la barba e le donne si fanno il make-up.

L’uso improprio del concetto di “natura” accade anche con gli OGM.
Citando Piergiorgio Odifreddi: “Eppure, per informarsi non ci sarebbe bisogno di molto. Basterebbe, ad esempio, leggere L’origine delle specie di Darwin, per imparare che la natura e l’uomo procedono di pari passo nella selezione degli organismi, vegetali o animali. L’agricoltura e l’allevamento, cioè, non fanno che riprodurre in maniera intelligente, mirata e veloce ciò che l’evoluzione produce in maniera cieca, casuale e lenta.
Chi è contrario alla chirurgia estetica dovrebbe, per coerenza, essere contrario anche alle tinte per capelli, al make up, ai tautaggi, a tutto ciò che contribuisce a modificare il corpo.
Dopo Darwin, centocinquant’anni di studi biologici e genetici ci hanno insegnato che tutti gli organismi sono geneticamente modificati, dalla natura o dall’uomo. Le specie di oggi, non sono quelle di ieri. E, soprattutto, le specie di oggi e di ieri non sono mai state pure e immacolate, come se fossero uscite dalle mani di un Creatore.
Che ci piaccia o no, tutto ciò che mangiamo è già geneticamente modificato, spesso in maniera radicale. A partire dal frumento che usiamo per il pane quotidiano, che è un incrocio artificiale del farro (a sua volta un incrocio) con un egilope, e che ancora qualche secolo fa era alto un metro e mezzo: basta guardare I mietitori di Bruegel, per accorgersene.

Chi crede di essere contrario agli ogm, semplicemente non sa di cosa parla. E il suo atteggiamento non è più anacronistico, o meno fondamentalista, di quello di chi pretendesse di curarsi solo con le erbe. Tra l’altro, già gli antichi sapevano che anche i farmaci naturali possono far male, e pharmakos significava infatti sia “cura” e “veleno”. Ma sono stati proprio i farmaci artificiali e gli organismi geneticamente modificati a farci vivere più a lungo e meglio. Coloro che vi si oppongono meriterebbero di vivere meno e peggio. E, magari, di morire felici mangiando qualche fungo naturale, ma velenoso.”

Al concetto di naturalità si aggiungo tanti altri concetti che portano a impedire l’uso della chirurgia estetica. Quello più diffuso è il concetto di troia.  Il voler piacere può essere correlato con la ricerca di sessualità, e dunque ecco che arriva il concetto/cavallo di “troia” che serve a condannare il piacere sessuale.

Oltre a questo c’è il concetto che Lorella Zanardo ha esplicato e diffuso attraverso il documentario “il corpo delle donne” che Valeria Ottonelli ha criticato nel suo libro “La libertà delle donne”:
“Le donne rifatte non sono vere, secondo Zanardo, perché nascondono il loro vero volto. E il volto, nell’ontologia dell’autrice, a quanto pare, è fondamentale. “Nascondendo la nostra faccia, si chiede infatti Zanardo, stiamo rinunciando alla nostra unicità e dunque alla nostra anima?”. La risposta è senz’altro positiva: “Il volto esprime la nostra autenticità. Anzitutto, c’è la sua esposizione diretta senza difesa, nella quale appare la sua nudità dignitosa. è proprio il volto che inizia e rende possibile ogni discorso ed è il presupposto di tutte le relazioni umane”.[…]è strano, che Zanardo identifichi il carattere artefatto del volto delle donne che si sottopongono a chirurgia plastica con qualcosa che non è umano, e che per converso sembri vedere la vera autenticità e verità dell’umano nelle facce schiette di chi invecchia “naturalmente” e possibilmente non ricorre a maquillage e abbellimenti. Perché uno dei tratti distintivi dell’umano, in realtà, è proprio il fatto di sottoporre il proprio corpo a iscrizioni e modificazioni, anche drastiche, che ne plasmano i connotati secondo i canoni e paradigmi culturali.”

Anne Dickens la donna più rifatta al mondo.
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Perché essere contro Miss Italia e i concorsi di bellezza

Nella pagina Fan di Miss Italia è comparsa una domanda: “Si è detto di tutto e di più negli ultimi giorni sulla possibile cancellazione della 74esima edizione del Concorso dai palinsesti Rai. E voi che cosa ne pensate?”

Se si vuole dare un giudizio in modo razionale, è necessario seguire dei passaggi logici:

  1. Conoscere ciò che si vuole giudicare.
  2. Fare confronti tra ciò che c’è e ciò che potrebbe esserci.
  3. Avere un metro di misura concettuale.
  4. Includere una spiegazione del giudizio che si fa.

COS’È?
Miss Italia è un concorso di bellezza che per 75 anni, una volta all’anno, durante il quale è stata eletta una ragazza a “più bella d’Italia”, aggiungendo all’elezione presentazioni delle ragazze, e sfilate, e rituali di premiazione.

I motivi per cui molte persone guardano questo tipo di eventi in TV  sono diversi:
Danno piacere guardarli, perché si guardano le ragazze, e perché si fa ragionare la mente su cose semplici come “chi è la più bella”, e questo porta a distrarsi da problemi stressanti, o a evadere la noia.

Il metro di misura da usare per un giudizio da positivo a negativo è l’impatto che un evento ha sulla popolazione in cui esso accade. Un impatto che produce sofferenza, in modo diretto o indiretto, è negativo. E quindi analizzare gli effetti culturali, psicologici, economici.


IL PREMIO

Tutta la nostra vita è condizionata, senza che ce ne accorgiamo, da premi e da punizioni date dall’ambiente.
Cioè da gratificazioni fisiche che ci danno l’energia per agire e sofferenze che ce la tolgono, regolando così ogni nostro comportamento, anche quando pensiamo di prendere decisioni in piena autonomia e indipendenza.

Nel nostro cervello infatti abbiamo memorizzato un’enorme quantità di esperienze, positive e negative, in base alle quali formuliamo dei giudizi su ciò che vediamo (agendo poi di conseguenza). Il nostro cervello registra automaticamente gli avvenimenti che provocano in noi particolari emozioni.

Ad esempio: nascite, funerali, matrimoni, incidenti, viaggi, amori, separazioni, vincite, malattie, successi e insuccessi (nella scuola, nel lavoro, nella vita familiare), figuracce, litigate, lutti, regali, esperienze sessuali, guadagni, pericoli corsi eccetera. Perché tutte queste cose riescono a imprimersi più facilmente nella memoria?

Perché il nostro cervello (attraverso una lunghissima storia evolutiva di centinaia di milioni di anni) si è man mano strutturato per rispondere nel migliore dei modi al problema numero uno di un organismo: sopravvivere. E sopravvive meglio chi impara (attraverso la memorizzazione e l’esperienza) a evitare le cose negative e a ottenere quelle positive. Ad esempio a procurarsi del cibo e a evitare un predatore.

Quando ci troviamo in una situazione emotiva, sia essa piacevole o spiacevole (del tipo di quelle elencate prima), scatta un allarme, e nella nostra corteccia cerebrale si diffondono delle particolari sostanze chimiche stimolate da una zona arcaica sottostante, il sistema limbico, che presiede alle emozioni e all’affettività. Sono queste sostanze, a permettere il fissaggio a lungo termine delle memorie, grazie a vere e proprie crescite di nuovi “rametti” nervosi.

Queste memorie rimangono ancor più impresse perché ogni tanto, ripensandoci, noi le riattiviamo e le rinforziamo (così come avviene per il ripasso di un testo di storia studiato).

Riempiendo man mano il nostro cervello di queste esperienze creiamo una griglia mentale attraverso la quale passano le nuove percezioni: esse vengono immediatamente confrontate con le esperienze precedenti e catalogate in utili/non utili, buone/cattive, gradevoli/sgradevoli, portatrici di premi o di punizioni.

Il premio sociale ha lo stesso processo psicologico del premio che l’ambiente da, è un riconoscimento di un’attività, di un gesto, di un’opera e comunque di qualcosa di eccezionale che produce piacere, e quindi un ricordo che agendo in un certo modo si può provare di nuovo piacere. Così esistono anche i premi per la bellezza.

Che differenza c’è tra un premio e un apprezzamento?

Il premio è qualcosa di cui vengono a conoscenza una quantità di persone elevata. L’apprezzamento può venirlo a sapere anche soltanto la singola persona apprezzata. Un apprezzamento individuale ha effetti diversi da un apprezzamento nello spazio pubblico. Mostrare che qualcosa ha potere in uno spazio pubblico può creare quel potere.

In che modo vengono premiate le miss?

  1. Simboli: Lo stesso termine inglese “Miss” è una onoreficenza. E una onoreficienza secondo il dizionario è “un riconoscimento di onore (titolo, carica, decorazioni ) che si concede pubblicamente a una persona a riconoscimento dei suoi meriti“. Poi ci sono simboli fisici come la fascia, e la corona, i fiori ricevuti dai fan.
  2. Video (delle miss che arrivano nel teatro, le interviste per sapere se sono preoccupate o no)
  3. Applausi da grandi quantità di persone, anche sotto casa della vincitrice,
  4. La possibilità di essere contattate direttamente al sito di miss italia,
  5. La consapevolezza di far parte di qualcosa a cui la rete pubblica ha dato tanta importanza da metterla in prima serata che si traduce in autostima.
  6. La consapevolezza di esser giudicata positivamente da una grande quantità di persone (giuria più spettatori).
  7. Gli articoli e le foto sulle riviste e i servizi in TV.
  8. Gli incontri e le foto col sindaco del proprio comune di nascita, gli assessorii presidenti (Obama).
  9. L’invito a programmi vari in tv.
  10. Ingaggi pubblicitari retribuiti.
  11. L’attenzione dei fan che fanno gli auguri per il compleanno in grandi quantità.

E poiché molte ragazze si commuovono, e piangono dalla felicità sicuramente tutto questo elenco di accadimenti in qualche modo provoca questa reazione positiva. <<“Un brivido sconvolgente e irripetibile”, è il parere di Anna Valle, Miss Italia 1995. Emozioni, sogni, amori, successi: tutto è racchiuso in questa manifestazione tra le più amate del nostro Paese.>>

Per alcune avere uno spazio al telegiornale in cui vengono trasmesse informazioni importanti le fa sentire importanti, e quindi felici. Chi è famoso/molto conosciuto/prestigioso/rinomato: gode di una stima positiva da parte di tante persone che gli procura vantaggi sociali, relazionali ed economici.

Poiché leggere un elenco di certe vantaggi può non essere sufficiente per comprendere il significato reale di certe parole si possono analizzare in modo più approfondito alcuni punti dell’elenco.

Dalila Pasquariello, Miss Deborah Milano nel 2011, è la nuova annunciatrice dei programmi di Rai 3. Quinta classificata a Montecatini Terme, ha dichiarato: “È una grande opportunità di lavoro. Sono grata a Miss Italia che mi ha portata fino a qui!”

Francesca Chillemi è la protagonista del primo Calendario Ufficiale del Concorso, realizzato per il 2004 e reso disponibile GRATIS sul sito ufficiale. Viene scaricato da 70 mila utenti.
Un’idea che ha fatto centro! (Foto ® Lorenzo Bringheli)

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Distribuito in tutte le edicole d’Italia (solo 1 euro) il nuovo numero di SI con l’inserto speciale dedicato al concorso di bellezza con in regalo il poster di Giusy Buscemi, Miss Italia 2012, e delle 100 finaliste.

Questi sono alcuni esempi di ingaggi pubblicitari dati alle miss:

Tania Zamparo è diventata giornalista per la rete televisiva Sky dopo aver vinto il concorso Miss Italia.

Alle miss è data anche la possibilità di poter esprimere il proprio pensiero su temi di importanza sociale, e chiedere alla società di agire in un certo modo. Possibilità che non viene data a molte altre persone.




IL SIMBOLO DELLA CORONA
“stanotte ho dormito soltanto un’ora ma avevo accanto a me la corona appoggiata sul cuscino che irradiava luce, era bellissima.” Era la corona che irradiava luce, o il significato attribuito alla corona che le faceva notare che irradia la luce, come qualsiasi altro materiale del genere di qualsiasi altra forma?

IL COMPLIMENTO

1. Di tipo emotivo“Che bella!” “Brava” “Stupenda!” “Che figa!” “Complimenti!”.

Un complimento è una espressione con cui un altro sottolinea il proprio piacere per una qualità estetica che il soggetto fotografato o visto possiede.

E perché sentirsi fare dei complimenti è un vantaggio?

Esistono persone che interpretano un complimento come una semplice informazione o descrizione della realtà causata dall’esistenza di certe caratteristiche nell’aspetto di una persona che non ha effetti positivi, o grandi vantaggi.

Ma pensare questo è un errore logico, perché una informazione è “Ogni notizia, ogni elemento conoscitivo comunicato o acquisito che sostituisce il noto all’ignoto, il certo all’incerto, che permette di sapere qualcosa che non si sapeva“.

E quindi se un complimento fosse un’informazione dire “Sei bella” “Che figa!” equivarrebbe a dire “Ti informo che sei bella. Potresti non saperlo” “Non so se lo sai, ma se non lo sai te lo dico io: sei bella“.

Ma che utilità avrebbe informare una ragazza del suo essere bella? Nessuna. E una ragazza di 20 anni, non avrebbe avuto il tempo necessario per scoprirlo da sola? Si, quindi non è necessario, e non può essere questo lo scopo del fare complimenti.

Per desiderare di descrivere qualcosa a qualcuno NON è sufficiente la semplice esistenza dell’oggetto descritto. Non accade che X esiste, e poiché esiste io scelgo di descrivere come X è.

E che non è sufficiente lo si può dedurre dal dato di fatto riscontrabile guardandosi attorno che nessuno descrive tutto ciò che esiste e percepisce nel proprio ambiente.

Si può sentire qualcuno che passeggiando in città insieme a qualcuno afferma “è una bella giornata oggi!” ma poi a questa descrizione non seguono “Gli alberi sono verdi” “L’asfalto della strada è grigio” “L’autobus che sta passando è arancione” “I palazzi su questa strada sono gialli“, anche se sarebbero affermazioni vere, cioè corrispondenti alla realtà.

Se qualcuno descrivesse tutto ciò che percepisce a qualcun altro per il semplice fatto che esiste l’altro lo troverebbe anomalo, e si stancherebbe di ascoltarlo e a un certo punto gli direbbe “ma sei impazzito/a?“.

Inoltre è un dato di fatto che si sta ben attenti a non descrivere alcune realtà esistenti, e invece si descrivono altre realtà con facilità e piacere come la bellezza. Ad esempio è molto improbabile anche se possibile che qualcuno parlando con qualcun altro dica “la caccola che ti esce dal naso mi fa schifo“, si tenterà di non farci caso, o si dirà “hai qualcosa sul naso” omettendo la descrizione specifica di cosa c’è sul naso e la descrizione di ciò che mi provoca. Perché in genere se si informa una ragazza che qualcosa del suo aspetto non ci piace questa si infastidisce.

Questo fenomeno quotidiano dimostra che c’è un motivo diverso dalla semplice esistenza di qualcosa che provoca un complimento, e dimostra anche che si seleziona qualche particolare percepito e si esclude il resto dai complimenti.

C’è un altro errore logico, e cioè che il semplice dire “Sei bella” non è una descrizione della realtà, perché l’essere o non essere bella dipende da chi osserva quella ragazza.

Il dire “Corrispondi al canone estetico dominante” o “Corrispondi ai miei canoni estetici” o “Mi da piacere guardarti” sarebbero invece descrizioni della realtà.

Ludovica Scarpa nel suo libro “Senza offesa, fai schifo” del 2011 scrive:

La realtà di -primo ordine- è quella misurabile, che non dipende da chi la osserva: la stanza che è larga metri 3,20, mettiamo, o il treno che è partito con 6 minuti di ritardo. Sono -dati di fatto- condivisibili, riscontrabili, se condividiamo il significato delle unità di misura -metro- e -minuto-. Se dico che la stanza che hai scelto per la riunione -è troppo stretta-, esprimo invece un giudizio, un’interpretazione, perchè sia compresa dovrò esporre le mie argomentazioni: in base a quali aspettative la ritengo -troppo stretta-?

Come poter capire qual’è il motivo reale per cui si fanno complimenti?

In genere le ragazze ringraziano chi dice così, quindi sicuramente non provano emozioni negative nel sentirsi dire certe cose.  Perciò c’è un effetto emotivo, ed è di un certo tipo e non di un altro, e quindi si ricerca un certo tipo di effetto dalla propria azione di fare complimenti.

Secondo il famoso psicologo Eric Berne, fondatore dell’“analisi transazionale” (una teoria della personalità, un approccio psicologico ai fini della  crescita e del cambiamento della persona, che si focalizza sia sulla sfera intrapsichica sia sulla relazione interpersonale), gli elogi sono “carezze verbali” necessarie per la nostra crescita fisica ed emotiva, perché sono l’unico mezzo attraverso cui ci sentiamo riconosciuti, vivi, certi che gli altri si accorgono di noi. Tutta la vita si gioca nel cercare e nel ricevere carezze positive, siano esse verbali (come appunto le lodi o i complimenti), non verbali (sorrisi, cenni affettuosi), o fisiche (abbracci, baci, gesti). Senza di esse, sostiene Berne, le persone avvizziscono, si spengono, si ripiegano in se stesse.

Eric Berne in “Games people game” tradotto in Italia con “A che gioco giochiamo” del 1964 scrive:

“Spitz ha notato che i neonati privati di cure manuali per un certo periodo di tempo alla lunga tendono a sprofondare in una irreversibile depressione per soccombere infine ai disturbi intercorrenti. In sostanza questo significa che la privazione emotiva, come la chiama Spitz, può avere un esito fatale. Queste osservazioni portarono alla formulazione del concetto di fame di stimolo e indicarono che le forme di stimoli particolarmente desiderate sono quelle generate dall’intimità fisica;[…]Si può dunque postulare l’esistenza di una catena biologica che va dalla privazione emotiva e sensoria all’apatia e di qui modifiche degenerative e alla morte. In questo senso la fame di stimolo ha con la sopravvivenza dell’organismo umano lo stesso rapporto della fame di cibo.[…]Finito il periodo di stretta intimità con la madre, l’individuo si trova per il resto della vita di fronte a un dilemma che mette in gioco il suo destino e la sua sopravvivenza. Un corno del dilemma è rappresentato dalle forze sociali, psicologiche e biologiche che si oppongono alla perpetuazione dell’intimità fisica di tipo infantile; l’altro dallo sforzo continuo che si fa per perpetuarla. L’individuo finisce col ricorrere quasi sempre ad un compromesso. Impara ad accontentarsi di forme di toccamento più sottili, simboliche perfino, al punto che un semplice cenno di saluto serve in qualche misura allo scopo, anche se non soddisfa la fame di contatto fisico originaria. Si possono dare più nomi al processo del compromesso: sublimazione, per esempio. Ma comunque lo si chiami, porterà ad una parziale trasformazione della fame di stimolo infantile in quella che si può chiamare fame di riconoscimento.”

Tuttavia il complimento fatto a una ragazza che desidera complimenti può essere una carezza verbale vuota, poiché uno può dire “sei bellissima” senza pensarlo realmente ma con lo scopo di rendere a sua volta la persona che ha ricevuto il complimento disponibile a ricambiare con altre “carezze verbali”, e finché l’altra persona non saprà la verità rimarrà un vantaggio per lei.

Ma nel caso in cui il complimento non pensato realmente venga utilizzato come strumento per fare fare a una ragazza ciò che non farebbe senza quelle emozioni è un vantaggio oppure no?

Può essere la tattica usata da un violentatore, e quell’emozione può portare la ragazza a non accorgersi della realtà, o di una persona che promette amore per aver sesso, senza il consenso dell’altro bisognoso di amore e non di sesso. Perciò in questo caso non è un vantaggio, anche se il guadagno dell’emozione c’è lo stesso.

Questi vantaggi sono sbagliati? Recano danni agli altri?

ANALISI DELL’IMPATTO DEI CONCORSI DI BELLEZZA

Per prima cosa bisogna comprendere come si misura e valuta la bellezza all’interno di questi concorsi, e inoltre, perché una ragazza dovrebbe ottenere certi premi per il fatto che è bella? (non basta il premio di essere bella?)
La bellezza viene valutata tramite voto.

Il voto ha delle limitazioni:

  1. si basa su opinioni personali che non si attengono a caratteristiche oggettive, 
  2. si può basare su amicizie, parentele, richiesta di favori ad amici di amici,
  3. si può basare voti comprati per interessi economici delle regioni di provenienza delle ragazze, 
  4. si basa sulla quantità casuale e variabile di anno in anno delle persone che seguono il programma.


A livello culturale:

  1. Svalutazione delle competenze e sopravvalutazione della bellezza con conseguente contributo all’ignoranza diffusa.
  2. Accettazione come normale della contraddizione e dell’inganno per vendere merci di lusso.
  3. Promozione del lusso e disinteresse per altri stili di vita o per le conseguenze del lusso.

Il fatto che vengano condivisi nel web, sulla TV video di Miss Italia, in cui le Miss parlano di temi sociali, da l’idea che per il fatto di essere bella, e che questa bellezza è stata riconosciuta dal voto di una grande quantità di persone allora è interessante ascoltare le sue opinioni, piuttosto che di una persona competente nella materia trattata. Questo atto consolida l’idea che sia necessaria l’esistenza di Star per veicolare messaggi di importanza sociale, e che le persone competenti in realtà abbiano meno valore delle Star o di chi è bella. Una confusione dannosa che contribuisce all’ignoranza su temi importanti e tecnici che non possono essere trattati con opinioni non verificate e superficiali.

Sulla pagina Fan ci sono post con scritti slogan con affermazioni false del tipo “Scopri in questo video il segreto per restare bella della Miss” in cui si riesce a capire palesemente che le Miss non hanno nessun segreto per restare belle, e infatti cliccando si arriva a un video promozionale in cui la Miss spiega le proprietà del gel all’aloe vera. Cioè una pubblicità a una merce. In questo si fa passare come normale l’inganno per vendere merci di lusso.

Nella pagina vengono sponsorizzati gioielli con concetti scollegati, pretestuosi e stupidi “Ogni donna è unica, come i gioielli che indossa! Con Miluna crei il tuo gioiello con gemme, perle, pendenti e braccialetti. Il nostro preferito è questo: scettro, fascia doppia, perla bianca e corona… per essere sempre una Miss!” quindi, in base all’affermazione “per essere sempre una Miss” se non li indossi non sei una Miss, e quindi l’unicità delle donne citata all’inizio viene contraddetta alla fine. Si lascia così passare come normale la contraddizione e l’inganno per vendere merci di lusso.

A livello psicologico: 

  1. Motivazione a dare importanza alla bellezza estetica e possedere ciò che serve per ricevere una premiazione.
  2. Incitamento a credere che chi possiede la bellezza si meriti certi vantaggi.

Questa esposizione educa le ragazze a pensare che una miss è necessaria, e ha un valore sociale, e quindi le stimola ad agire per diventarla.
C’è stata anche un’azione diretta a creare questo tipo di significato. Un esempio è la bambola Tanya Miss Italia. Nome creato sull’assonanza tra Tanya e Italia. E usato nello spot per dire “è la più bella d’Italia, è Tanya. è proprio lei Miss Italia, è Tanya. Fra tutte sei la regina più bella, sei tu. Sei la più preziosa amica che ho. Sei sempre più affascinante, elegante. D’argento, raso, tulle e oro. E tu lo sai che ti adoro.” Alla fine dello spot viene detto da una Miss: “Miss Italia è solo Tanya, e tu?”.
Il messaggio intero è collegato in modo abbastanza incomprensibile e rende il messaggio ambiguo e non comprensibile in modo automatico. Una tecnica tipica dei messaggi subliminali.

Per le bambine che può avere un effetto di modello. La pubblicità è costruita in modo da creare emozioni positive nei confronti del concetto di Miss.
Il messaggio che si può dedurre è: “è necessario essere delle Miss. Il lusso è una cosa buona (argento, raso, tulle e oro), e se sei una Miss hai anche il lusso. E tu che cosa sei?”.

Inoltre, si fa passare di meritarsi certi vantaggi , infatti alcune Miss hanno affermato:

“ce l’ho messa tutta a vincere” ma in che senso ce l’ha messa tutta? ad aspettare di essere votata, a stare in piedi per essere valutata, a recarsi nel posto in cui si facevano le selezioni“questo è l’inizio di un percorso. devo dimostrare di poter avere questo titolo, e quindi cercherò di impegnarmi al massimo.” è un titolo che si può avere? che si merita di avere dimostrando di meritarlo? e come si di mostra che lo si può avere?

Questa concezione è ulteriormente dimostrata dalla vicenda in cui ci furono delle polemiche per degli interventi chirurgici attribuite ad alcune concorrenti, paragonato al doping nello sport.  Patrizia Mirigiliani, ha detto che “è impossibile capire se un seno sia rifatto o meno”. Il regolamento non prevede un’esclusione perché quando è nato il concorso, la chirurgia estetica non era così diffusa. Ci si rifà però al buonsenso, quindi il problema non sussiste: “Se una ragazza evidenzia parti del corpo, seno o viso, decisamente ritoccati, non penso proprio che arriverebbe alle finali”. Come se meritasse di meno il premio. Un’assurdità illogica. Dato che non si ha merito di avere un corpo e che sia in un certo modo.

Dunque, poiché la bellezza, priva di interventi della tecnologia, è un risultato dei processi naturali (ormoni, DNA, influenza dell’ambiente), dovrebbero premiare la natura e non le ragazze, ma invece sono le ragazze che finiscono a fare film e spot. E automaticamente si creano classi di ragazze. Chi può e chi non può. La natura è infatti discriminatoria, la civiltà invece serve per modificare questa discriminazione. La scienza infatti è stata applicata in tutti i campi per modificare la natura.

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In realtà è più sensato usare il concetto di merito in gare come il Body Building, perché i concorrenti hanno sopportato dolore fisico per ingrandire e scolpire i muscoli, in anni di lavoro, escludendo il doping. Hanno dovuto studiare le tecniche di alimentazione, e di gonfiamento dei muscoli. Molto più senso ha il concorso di bellezza Miss Bum Bum del Brasile. In cui le miss vengono mascherate per non far distrarre gli osservatori dalla bellezza del sedere.

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A livello economico:

  1. Uso di soldi per azioni con effetti culturalmente e psicologicamente dannosi e sottrazione di soldi ad azioni utili al benessere e alla povertà economica della società.
  2. L’utilizzo del concorso per donare un’immagine positiva alle regioni, o migliorare la condizione economica delle regioni svaluta il ruolo degli assessori e di tutte le persone che lavorano nei comuni e nelle regioni che sono costretta ricorrere a questo tipo di cose.

Infatti, il costo del concorso viene pagato in prevalenza con le tasse dei cittadini di una Regione.

Nel 2011 il finanziamento è stato di 230 mila euro, nel 2012 l’acquisto di attrezzature ammonta a € 490.000 da cedere in comodato gratuito ai CEQ di Confindustria, attraverso l’utilizzo di un finanziamento della Regione.

Quindi si dovrebbero fare i concorsi di bellezza senza che siano pagati dai cittadini.

Nella pagina fan di facebook vengono poste domande retoriche inutili volte a stimolare la curiosità e i possibili ascolti che rivelano l’interpretazione da dare al programma “Riuscirà l’Abruzzo a prendersi la sua rivincita quest’anno?”. In pratica le ragazze rappresentano regioni in base alla loro nascita, il motivo per cui rappresentano le regioni è dovuto agli introiti economici e pubblicitari sottoforma di turismo o di premi.

Si fanno foto con presidenti di regioni, assessori. si parla dei menù delle miss. vengono postate citazioni delle miss “il segreto di vivere bene”

Impedimenti all’eliminazione dell’evento:
– Fedeltà alla tradizione (credenza di un’aspettativa e un bisogno diffusi)
– Il pensiero che sia un problema personale e che quindi attraverso il telecomando ci si liberi del problema
– Interessi economici (lavoro delle persone)
– Superficialità delle persone
– Ignoranza sui fatti
– Attenzione su altre cause come il fotoritocco
– La necessità dello svago


MOTIVI PER CUI NON ELIMINARE I CONCORSI DI BELLEZZA
SI DA IMPORTANZA A UN PROBLEMA PERSONALE

Se cambi canale il canone RAI lo devi pagare lo stesso, se spegni la tv e la regali le conseguenze del programma ci sono lo stesso. Un albero che cade nella foresta, fa rumore anche se non c’è nessuno a sentirlo. Poiché le conseguenze vanno al di là del gradire o non gradire la visione del programma.

SI ELIMINA UNA POSSIBILITà LO SVAGO
è  uno svago passivo e collettivo, che consiste nell’osservazione inattiva dell’attività di altri. Sarebbe più piacevole se la popolazione avesse una gamma di possibilità di interessi molto più intelligenti non connessi al lavoro.

ALTRE CAUSE DEI DISTURBI ESTETICI
Al fotoritocco è attribuito il potere e la responsabilità di far sentire frustrate le ragazze e provocare in loro disturbi psicologici, intervengono i politici per eliminarlo o tenerlo sotto controllo, ma questo non accade invece con i concorsi di bellezza, che sono molto più probabilmente la causa di certi disturbi.

NEGARE LA POSSIBILITà DELLA BELLEZZA
C’è chi crede che negativizzare un concorso di bellezza equivalga a negativizzare l’esistenza della bellezza.
Prima di tutto la bellezza, non è una qualità misurabile della realtà, ma una percezione soggettiva, che può avere delle somiglianze nella moltitudine degli esseri umani, a causa della somiglianza nella struttura mentale degli stessi. Per seconda cosa un concorso di bellezza non è semplicemente l’esposizione delle qualità fisiche giudicate belle di un essere umano. Ma, a questa esposizione vengono aggiunte moltissime altre cose inerenti al potere e non al piacere estetico. Come i premi (corona, fascia, applausi, fiori, apparizioni in tv, nel web, interviste, ingaggi in pubblicità, possibilità lavorative di vario tipo).

LIBERTà, AUTONOMIA, E POSSIBILITà DI LAVORO
C’è chi sostiene che censurare una possibilità lavorativa come un concorso di bellezza è sbagliato perché la libertà e l’autonomia devono essere preservate a priori. Ma se questo fosse giusto, allora nessuna legge dovrebbe limitare le possibilità umane. Ma invece le leggi esistono proprio per limitare le possibilità umane, al fine di risparmiare delle sofferenze, e raggiungere una maggiore efficienza nel ricercare la soddisfazione dei bisogni umani. Molte donne sono interessate ai soldi facili. bisognerbbe trovare il modo per rendere meno difficile guadagnare soldi, ad esempio assicurando il lavoro, in modo che certi espedienti di lavoro inutile, come i concorsi di bellezza, non sarebbero più necessari.
La macchina di Miss Italia fa lavorare circa 1300 persone in tutta Italia e non solo per le 3 serate che si vedono in tv, ma per 365 giorni l’anno. La RAI prima dell’interruzione del programma pagava circa 700 mila euro all’anno il marchio Miss Italia. Per questo c’è stato chi afferma che non si possono eliminare concorsi di bellezza come Miss Italia perché danno da lavorare a tante persone e offrono attraverso la notorietà possibilità lavorative a tante persone. Ma anche la mafia da lavoro a tante persone, la vendita di droga, di armi, il lavoro in nero. Tuttavia non sono lavori considerati legittimi né legali perché provocano effetti negativi. Quindi, per legittimare un lavoro non è sufficiente considerare se fa guadagnare e quante persone fa guadagnare oppure no, ma bisogna anche considerare se questo lavoro provoca degli effetti negativi. Infatti, se bastasse considerare il beneficio economico che ne traggono alcune persone, anche grandi quantità di persone, allora basterebbe inventarsi qualsiasi lavoro che faccia lavorare una quantità di persone per poter dire che è legittimo e che non può essere impedito. Il problema della disoccupazione di chi si occupa dei concorsi di bellezza si potrebbe risolvere attraverso aiuti dallo Stato a iniziare attività lavorative diverse. E invece la grande quantità di persone che lavora per i concorsi potrebbe convogliare il proprio lavoro per inventarsi altri lavori non dannosi per la società ma utili, contribuendo così ad eliminare l’idea che per sopravvivere e vivere guadagnando soldi sia necessario inventarsi lavori inutili è basati su false idee come che la bellezza meriti dei premi.

L’UTILITà DEL CONCORSO DI BELLEZZA

Alcune dichiarazioni della Vicepresidente del Senato Emma Bonino possono essere utili per comprendere cosa le persone vedono di utile in un corso del genere: le emozioni che provano.
La Bonino ha infatti dichiarato nel gennaio 2012 durante la presentazione della proposta di legge in materia di tutela delle donne lavoratrici e con disabilità contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali: «La mia è un’affermazione di impegno che intendo portare avanti sulla scia dell’emozione scaturita anche dallo straordinario Calendario che ho visto oggi realizzato dall’ANMIL insieme all’INAIL e a Miss Italia con le foto della Luxardo» ha proseguito la Vice Presidente del Senato aggiungendo che «È un miracolo per la politica quando si vivono questi rari momenti di vero e genuino pathos».
“Emozione” e “pathos” sono le due parole chiave usate dalla Bonino. Questo perché l’immagine unita alla notorietà può collegare a temi importanti emozioni positive. Ma usare questo processo mentale per giustificare qualsiasi attività è immorale se queste attività producono esiti ingiusti. Inoltre, questo non è un giudizio sul concorso di bellezza indipendentemente dall’uso che si fa della sua notorietà, ma appunto è un giudizio su cosa ci si può fare al di là del concorso. E quindi non elimina il giudizio sul concorso in sé, ma lo tralascia se esaltato, come è stato fatto dal concorso per veicolare un’immagine positiva e tentare di ottenere alcuni vantaggi di un eventuale giudizio positivo, come una eventuale non cancellazione del programma dal palinsesto RAI.

Calendario2012_EmmaBonino

STRUMENTALIZZAZIONE DI TEMI SOCIALI
I motivi per cui le Miss partecipano a eventi sociali sono a fine di lucro, e per giustificare l’utilità del programma. Si è creato un potere di intrattenimento che può giustificare la sua esistenza usandolo per qualcosa su cui le persone vorrebbero fosse focalizzata l’attenzione.

Miss Italia ha strumentalizzato molti temi sociali per far proseguire i propri guadagni attraverso il programma. Parlando di “valore sociale della bellezza”, e non di “valore economico della notorietà e della bellezza canonica” in un società dei consumi e del marketing in cui chi buca lo schermo finisce ai vertici della rappresentanza politica, indipendentemente dalle sue competenze o buone intenzioni.

Prima puntata di 'Striscia la Notizia'
Anche nel mondo dello spettacolo ci sono persone che affermano questa disparità di opportunità. Ad esempio la showgirl Hunziker ha scatenato polemiche nel web, ospite di Tessa Gelisio nella trasmissione “Cotto e mangiato”, parlando del piatto che aveva preparato, ha detto: “La mia creazione è una torta di laurea. E’ un biscotto secco. Uno che si laurea di ‘sti tempi è meglio che si abitui a far la fame”.  Detto da una che pur non essendo laureata gode di un successo inarrestabile dimostra come funzionano le cose e allo stesso tempo come non dovrebbero funzionare.

Il Vicepresidente del Senato, Valeria Fedeli, nel suo messaggio al convegno ” Miss Italia: Il valore sociale della bellezza” ha detto “sono state portate avanti importanti campagne sociali a partire da quella contro l’anoressia fino a quella a sostegno delle donne invalide del lavoro. Il Concorso è riuscito a far crescere, nelle piazze ove avvenivano le pre-selezioni, l’attenzione verso temi che ci stanno a cuore, un impegno che continua anche in quest’ultima edizione contro il femminicidio. Io penso che un evento come Miss Italia può avere un ruolo chiave perché ha la possibilità di lanciare un importante messaggio a tanti giovani, sia uomini che donne”.


Il calendario “Donne che vincono” è un paradosso per un concorso che esalta la bellezza priva di difetti estetici, e la premia in moltissimi modi. Poiché il calendario presenta donne che hanno subito infortuni sul lavoro, e quindi che hanno cicatrici e protesi. Donne che quindi non possono essere ammesse al concorso, ma possono partecipare a un calendario con applicato il logo “Miss Italia” e pubblicizzato da Miss Italia. Nella cui presentazione è scritto “questo calendario ha trovato la bellezza dove nessuno la va a cercare. Le foto in esso contenute ci insegnano che lungo il cammino si trovano solidarietà impensabili o forse solo impensate dai più”.
Soprattutto il fatto che nelle foto ci siano anche le miss, non infortunate nel lavoro, poiché il loro lavoro non è pericoloso, è un contrasto che è difficile comprendere perché non sia interpretato come una sottolineatura della differenza di trattamento tra donne e donne, ma venga interpretato come una esaltazione della forza delle donne hanno saputo resistere alla sofferenza di incidenti così gravi.

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Sul sito di Miss Italia si può constatare come questo evento venga interpretato come una esigenza dei cittadini, e quindi forse è per questo che viene legittimata la ricaduta dei costi su di loro:

Di certo Miss Italia è un “fatto sociale”, una manifestazione che da 72 anni corona il sogno delle ragazze italiane, trasformandole in regine e accompagnandole lungo un percorso di maturazione e crescita personale. E’ un appuntamento che fa parte dell’immaginario collettivo poiché riesce a raccontare in maniera semplice la storia di ragazze comuni che per qualche giorno diventano star: una favola di tanti anni fa, ora vissuta davanti ai riflettori della televisione, ma che, appunto come un gioco, regala le stesse emozioni. “Un brivido sconvolgente e irripetibile”, è il parere di Anna Valle, Miss Italia 1995. Emozioni, sogni, amori, successi: tutto è racchiuso in questa manifestazione tra le più amate del nostro Paese.[…]Miss Italia ha attraversato gran parte del XX secolo accompagnando le ragazze del nostro Paese fino ad oggi: dai primi tempi delle Miss Sorriso, al dopoguerra – quando aiutò a dimenticare le difficoltà quotidiane – al periodo del boom, agli anni della contestazione, fino a diventare un evento televisivo.

Questa descrizione dimostra come esistendo già dagli anni del dopoguerra uno stereotipo di aspetto estetico giudicabile “bello” viene portato avanti perché ritenuto un’aspettativa del pubblico “tra le più amate del nostro paese“.

Ma è vero che i cittadini italiani si aspettano questo evento? se non ci fosse più a cosa si rinuncerebbe?

Molti accettano semplicemente che ci sia, e assecondano la proposta, e che si aspettano continui semplicemente perché c’è stato in precedenza, ma non lo desiderano, né lo richiedano. Molti altri invece lo rifiutano, e vorrebbe che fosse impedito il realizzare un evento del genere con soldi pubblici in reti pubbliche. Infatti, a dimostrazione della falsità dell’affermazione che “fa parte dell’immaginario collettivo” e le persone “se lo aspettano” alla fine è stato tolto dal palinstesto RAI.

Perciò diventa utile capire perché interessa interessa a qualcuno un evento del genere.

Forse comprendendo cos’è un concorso di bellezza si possono capire le esigenze che tenta di soddisfare.

Su Wikipedia si legge:

Un concorso di bellezza è una competizione basata principalmente, sebbene non sempre del tutto, su un giudizio sulla bellezza fisica dei partecipanti. In alcuni casi i criteri di giudizio utilizzati possono essere altri, tra i quali la personalità, dimostrazioni di talento e risposte alle domande che vengono poste.[…]
Nei concorsi di bellezza riservati a partecipanti di sesso femminile, le vincitrici vengono spesso nominate “reginette di bellezza”.

Trovo necessario chiarire il termine “competizione” di questa definizione di “concorso di bellezza”, perché ha due significati diversi, e si possono confondere.

Nell’accezione originale, competere deriva dal verbo latino competere: da cum = con, assieme e petere = dirigersi verso, cercare; significa quindi andare insieme, convergere, incontrarsi, domandare insieme. Cum petere indica, più ampiamente, la capacità o la volontà di ricerca comune per approfondire la conoscenza, acquisire le capacità individuali al fine di migliorare la qualità del fare, condividendone i benefici; definisce quindi un percorso di riconoscimento e di crescita culturale. Competente è colui che ha autorità riconosciuta per capacità, cultura, ecc. e significa anche conveniente, congruo, appropriato.

Nell’accezione latina non è contemplato il significato di competizione e competitivo così come è inteso comunemente oggi, in ogni ambito sociale: nella politica, nell’economia, nell’ambiente di lavoro, nella cultura, nello spettacolo.

Oggi competere è inteso come sforzo per superare l’altro, la concorrenza; più che un confronto di merito, basato sulle capacità culturali e sul desiderio di migliorare la propria conoscenza, a beneficio proprio e dell’intera umanità, diventa sopraffare, con ogni mezzo, chi esercita capacità e conoscenze simili per acquisire posizioni economiche, di prestigio e di potere sempre maggiori.

Riporto dei commenti che dimostrano che tipo di aspettative hanno alcuni da un concorso del genere:

dovrebbe rappresentare la bellezza ideale, e non si è mai vista una miss con i denti da castoro.

ha tutte le caratteristiche di una futura top model ma non è così rappresentativa delle ragazze italiane“.

Tuttavia le due aspettative sono diverse. Una è “la bellezza ideale“, e una è “rappresentare le ragazze italiane“.

Il presentatore di Miss Italia Fabrizio Frizzi dice alle ragazze concorrenti: “voi siete le ambasciatrici della bellezza italiana“. Forse qualcuno ci crede.

Ma chi può rappresentare le ragazze italiane?

Infatti, le miss non sono il popolo femminile italiano su scala ridotta. Non sono un campione in piccolo in cui le rappresentanti vengono immaginate come le migliori rappresentanti. Non si può rappresentare un gruppo. Perché le italiane sono composte da donne che hanno tutti i difetti esclusi dal canone. Anoressiche oppure obese. Alte e basse. Bionde e more. Con le lentiggini o i brufoli. Le donne italiane hanno tratti somatici che si possono definire stranieri, possono avere la pelle scura come gli afroamericani. Ciò che è sbagliato è la rappresentazione dei generi, sia femminile che maschile. Non c’è nessuna necessità di posizionarsi davanti a uno schermo per vedere delle persone che rappresentano l’idea di genere femminile e maschile, l’insieme delle persone chiamate maschi e delle persone chiamate femmine. Tentare di farlo è perdere tempo in un fallimento sicuro, e in un prodotto non necessario. Possiamo rapportarci direttamente con maschi e femmine senza la rappresentazione di maschi e femmine, della loro bellezza, della loro intelligenza, della loro forza fisica.

C’è sempre qualche soggetto che dichiara oggettiva la bellezza, anche se ristretta a una nazione. Ma se ad altri soggetti piacciono le ragazze con pearcing, tatuaggi, smagliature, lentiggini, cicatrici e altre caratteristiche che non devono possedere le Miss?

Chi è in grado di valutare la bellezza ideale per tutti?

E se c’è il desiderio di fare una classifica della bellezza tra le ragazze e darle un voto, non sarebbe più appropriato che ognuno lo facesse per conto proprio? A casa sua si guarda centinaia e centinaia di foto, o di video, e si scrive la sua propria classifica. Che importa della classifica risultante dal voto dell’insieme delle persone?

Si scrive delle vincitrici “La più bella d’Italia” o di qualsiasi altro paese.

Ma come si possono attuare queste due cose? Chi è in grado di valutare la bellezza ideale, e chi può rappresentare le ragazze italiane?

Le miss non sono il popolo femminile italiano su scala ridotta. Non sono un campione in piccolo in cui le rappresentanti vengono immaginate come le migliori rappresentanti. Non si può rappresentare un gruppo. Perché le italiane sono composte da donne che hanno tutti i difetti esclusi dal canone. Anoressiche oppure obese. Alte e basse. Bionde e more. Con le lentiggini o i brufoli. Le donne italiane hanno tratti somatici che si possono definire stranieri, possono avere la pelle scura come gli afroamericani. Ciò che è sbagliato è la rappresentazione dei generi, sia femminile che maschile. Non c’è nessuna necessità di posizionarsi davanti a uno schermo per vedere delle persone che rappresentano l’idea di genere femminile e maschile, l’insieme delle persone chiamate maschi e delle persone chiamate femmine. Tentare di farlo è perdere tempo in un fallimento sicuro, e in un prodotto non necessario. Possiamo rapportarci direttamente con maschi e femmine senza la rappresentazione di maschi e femmine, della loro bellezza, della loro intelligenza, della loro forza fisica.

In due articoli del contratto di servizio 2010-2012 della RAI, viene spiegato come usare la TV nei confronti delle donne.

Vengono usate espressioni come “figura femminile” “rappresentazione della donna” “rappresentazione reale” e “rappresentazione stereotipata”

Ma che cos’e la rappresentazione?

Raffigurazione attraverso segni, simboli o parole di entita concrete o astratte.

Per rappresentazione nelle arti figurative si intende un’immagine nata dalla mente creativa che, tramite qualsiasi tipo di tecnica, architettonica, scultorea, pittorica o altro mezzo, si fa oggetto per essere comunicata a terzi. Come un pittore, un illustratore che fa ritratti di una donna sola che metaforicamente simbolizza tutte le donne. La rappresentazione in matematica è l’associazione ad una entità o a una struttura tendenzialmente astratta di un oggetto più specifico avente lo stesso comportamento formale.

Ma quindi è come una fiction? si rappresenta la vita reale? E se si, perché? Non si potrebbe non farlo risparmiando energie e tempo?

Come può una immagine video o fotografica provocare emozioni si possono provare solo se ci accade qualcosa fiscamente, direttamente, come il sentirsi offesi a una persona che non è presa in causa direttamente, perché non è l’impressione della luce sul sensore della fotocamera o della videocamera emessa da tale persona, ma da un’altra, e quindi non si riferisce a lei? Accade ciò che alcuni pensano che accada con le bambole voodoo?

Forse questo effetto dipende dal pensiero che il proprio aspetto esteriore non sia soltanto proprio, ma appartenente un po’ a tutti.

Fors esecondo questo pensiero l’aspetto di un essere umano di sesso femminile, quando e fuori di casa sua, appartiene anche agli altri esseri umani di sesso femminile secondo molte persone, soprattutto secondo quelle di sesso femminile. E quindi una immagine, fotografica o video, è anche l’impressione della luce sul sensore delle altre persone. Ma questo è irreale e metafisico.

Eppure gli si dà pure un nome: “l’identita della donna”.

Cos’e l’identita della donna?

Un concetto astratto, col quale una donna si immagina, e si da un senso nel mondo. Molte donne si sentono “rappresentate”, “dipinte” bene o male.

E vogliono protestare per poter essere rappresentate in modo diverso. Ma per vivere in modo razionale, e quindi etico, non si dovrebbe scambiare i simboli per gli oggetti reali, o si finisce a fare come i religiosi che adorano entità astratte come la trinità. Va quindi abbandonata l’interpretazione della visione di persone in tv come rappresentati di generi sessuali.

C’è chi propone di “rendere giustizia della moltitudine di figure femminili e reali che non vengono mai prese in considerazione nella società”.

Il servizio pubblico televisivo ha il dovere di riservare altrettanta visibilità anche ad altri tipi di persone di sesso femminile: quelle che vanno nello spazio, scendono in miniera, siedono in cattedra e nei tribunali, coordinano ricerche, operano negli ospedali, dirigono film e aziende, fanno politica, vanno in ufficio e contemporaneamente si occupano dell’organizzazione e del bilancio familiare.

E quindi va richiesto allo Stato Italiano questo dovere.

Ma non ha senso chiedere “trasmissioni idonee a comunicare al pubblico una più completa e realistica rappresentazione del ruolo che le donne svolgono nella vita sociale, culturale, economica del Paese, nelle istituzioni e nella famiglia”.

CONSEGUENZE SOCIALI NEGATIVE

L’altro tipo di conseguenza negativa è nei confronti di chi interpreta la visione di persone che sono in TV come rappresentanti di gruppi umani. Poiché vedendo certe donne e non vedendo altri tipi di esseri umani che non possono partecipare, cioè le ragazze non considerate belle, o gli uomini ai quali viene sottratta la possibilità di essere considerati belli esteticamente dalla maggior parte delle persone, ed essere premiati per la loro bellezza come accade con le donne, o nei confronti di chi potrebbe partecipare ma ancora non lo ha fatto che viene stimolato a iniziare questa competizione per ottenere i vantaggi connessi. Vengono rappresentate in una condizione di superiorità, nei confronti dei vantaggi che ottengono (visibilità, complimenti, attenzione, interviste, proposte pubblicitarie con un ricavo economico, l’amicizia, anche della patron “Patrizia Mirigliani”, opportunità, divertimento, inviti in vari locali, doni come album di foto scattatele durante i vari eventi) e automaticamente ma in modo implicito si creano rappresentazioni di minoranza nei confronti di femmine che non possono neanche partecipare a tali concorsi o di maschi, e di transessuali, che quindi non ottengono gli stessi vantaggi pubblicamente. Cosa che in una società democratica non dovrebbe accadere. Tutti dovrebbero avere lo stesso valore, anche se differenti di aspetto, e di intelligenza. Come afferma Valeria Ottonelli “La rappresentazione di potere è potere”. Slegando l’attività di ricercare una bellezza meno soggettiva di quella che può giudicare una singola persona attraverso la media del giudizio di più persone dall’unione col potere diventa una cosa fattibile. Fatta per gusto di farla, come giocare a dama. Una masturbazione mentale che può essere piacevole, ma non di certo sovvenzionata dallo stato, o unita al potere, e a vantaggi di vario tipo.

CRITICHE INFONDATE


Ci sono molti movimenti culturali che boicottano Miss Italia, ma lo fanno aggiungendo alle motivazioni per il boicottaggio delle motivazioni estranee e infondate, che provocano molte discussioni e confusione oltre che perdita di tempo.

Si aggiungono accadimenti storici passati al presente. Poiché viene divulgata frequentemente la storia del dominio maschile nei confronti delle donne avvenuto in passato.

Le femministe non si preoccupano delle conseguenze sulle sperimentazioni animali dei cosmetici.

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O dell’inquinamento ambientale per le sostanze usate, o delle spreco di risorse non rinnovabili per produrle, o per i pericolo di salute dall’usarle.

Alcune donne affermano di avere il diritto di rivendicare di essere considerate soggetti pensanti e non solo corpi da giudicare. Se le donne hanno il “diritto di essere considerate soggetti pensanti e non solo corpi da giudicare”, poiché ad ogni diritto corrisponde allora altre donne hanno il dovere di non produrre una “immagine non stereotipata della donna a prevenzione della violenza”. Dunque, nel caso i concorsi di bellezza producano ciò che le donne hanno il diritto di impedire di produrre ad altre donne, quelle donne che non rispettano tale diritto dovrebbero essere soggette alle penalità che ha il potere di infliggere la legge.
Dunque, poiché una punizione legale è un atto grave, richiede giustificazioni, e quindi va dimostrato che i concorsi di bellezza producano l’effetto incriminato.

PASSIVITà E ATTIVITà : ESSERE BELLE PER Sé STESSE O PER GLI ALTRI
Se le ragazze si autogestissero creando un concorso di bellezza da sole e non per il guadagno di qualche furbacchione, sarebbero in linea con quello che pensiamo, che non è “la copertura delle tette” a prescindere, ma la banalizzazione della donna, la stereotipizzazione della donna.
se le aspiranti miss avessero organizzato un concorso autogestito non avrebbero avuto ne ‘ la stessa visibilita’ ne’ i vari contratti assicurati dall’organizzazione e avrebbero dovuto ovviamente pagare di tasca loro.

CHE COSA SI GUADAGNA DAL PREMIARE LA BELLEZZA DI CERTE RAGAZZE?

E’ molto chiaro che dietro a cio’ ci sono degli interessi pubblicitari, dove aziende finanziano il concorso prestando il loro logo e facendosi pubblicità.

E in un concorso di bellezza cosa dovrebbe vendere? Trucchi, creme, cosmesi e tutti i prodotti per diventare più bella, assomigliando a quei modelli proposti e premiati.

Quali sono gli interessi che si nascondono dietro la proposta di un canone estetico sempre piu’ lontano da quello medio?

Con la proposta di  vedere la premiazione di ragazze che possiedono corpi canonici  si fa in modo che milioni di ragazze e ragazzine diventino consumatrici, rivolgendosi a chirurghi estetici o acquistando prodotti per assomigliare a chi è stata premiata.

Il mercato si rivolge a donne sempre più giovani, talvolta adolescenti bisognosi di affetto e spaventati dalla vita, e in crisi con il loro corpo perché non gli dona ciò che vogliono.


QUALI SONO INFATTI LE POSSIBILI CONSEGUENZE SULLE DESTINATARIE?

Esposta a messaggi di questo tipo ad ogni ora del giorno, la destinataria non fa che abbassare la propria autostima riducendo la propria identità e la propria possibilità di essere felice al successo sugli altri del proprio aspetto estetico, sviluppando spesso disturbi alimentari, sopratutto se non ha i soldi (data la giovane età) per acquistare quello che la pubblicità le fa vedere serve per ottenere vantaggi, promettendole che diventerà bella e potente come la Miss in copertina o in televisione.

Potete trovare una vasta varietà di telenovele, programmi di cucina, fiction destinate a casalinghe, accompagnate da una lunga serie di pubblicità che ti promettono che sarai bella come la protagonista delle fiction.

Accanto alle fiction, ci sono gli immancabili programmi televisivi come giochi a premi o programmi sportivi arredati da avvenenti signorine che ancheggiano vestite di ridotti bikini o minigonne seguite da una sfilza di pubblicità che ripetono che “la cellulite è una malattia” , “compra la crema per apparire giovane” e tantissime pubblicità rivolte a target maschile perché in quella fascia orario le donne stanno preparando la cena e il marito è seduto sul divano sognando di  acquistare l’auto di lusso per conquistare ragazze che hanno la metà dei suoi anni o di comprare la cremina per curare la cellulite della moglie o almeno è quello che ci fanno credere i tanti spot e programmi studiati per produrre quell’effetto.

Inoltre, attraverso il programma si può tentare e si è tentato di influenzare le coscienze. Ad esempio sul giudizio nei confronti delle foto di nudo.

E tentare di creare consenso su concetti come “l’avere dei figli è una ricchezza per una donna”. Per questo nel 1994 il Concorso apre alle madri e alle donne sposate. Coincidenza: vince Alessandra Meloni e Beatrice Bocci, mamma, si classifica seconda.

“(i miei genitori) mi hanno sempre seguita. fanno sempre il tifo per me. ho dedicato questa vittoria a loro” ha detto una Miss. E perché invece i genitori per tutte le altre cose della vita mettono quasi sempre i bastoni fra le ruote? perché se si fanno foto di nudo (vietate a Miss Italia) le si fanno di nascosto? perché se vengono a sapere ci si è dati al porno dicono “se entri ancora in casa ti spezzo le gambe” invece che seguire e fare il tifo per la figlia, la quale può dedicare le sue vittorie ai genitori?

LA STRATEGIA DELL’APERTURA ALLE TAGLIE FORTI E ALLA VERA BELLEZZA
C’è molta ipocrisia tra i/le mercanti di bellezza. Ora è di moda inneggiare alla “vera bellezza” alla “giusta bellezza” alla “sana bellezza” senza però dire niente in riguardo al potere legato alla bellezza. Il quale, finché rimarrà, non potrà che provocare ansie e sofferenza, qualunque sia il modello di moda di volta in volta. Stanno solo cambiando moda. Cercando di non perdere possibili acquirenti di prodotti o consumatori di spot pubblicitari. Che esista un modello e che questo modello sia assoggettato al sistema economico sono il problema reale.

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Marshall B. Rosenberg scrive: “Nel suo libro, How to make you miserable, Dan Greenberg illustra in maniera umoristica il potere insidioso che un modo di pensare basato su paragoni può esercitare su di noi. Egli sostiene che, se i lettori hanno un sincero desiderio di rendere la propria vita infelice, allora possono imparare a paragonarsi agli altri. Per chi non ha familiarità con questa pratica, egli propone anche alcuni esercizi. Il primo mostra fotografie a grandezza naturale di un uomo e di una donna che incarnano i canoni ideali di bellezza fisica secondo gli standards contemporanei diffusi dai mass media. Ai lettori si suggerisce di prendere le proprie misure fisiche, confrontarle con quelle dei due attraenti esemplari indicate sulle fotografie e soffermarsi a riflettere sulle differenze. Questo esercizio produce il risultato che promette: cominciamo a sentirci infelice non appena iniziamo a fare questi paragoni.”

DISINTERESSE PER IL POTERE DATO AI CONCORSI DI BELLEZZA PER CONCENTRARSI SULLE DISCRIMINAZIONI DELLE TENDENZE SESSUALI NEI CONCORSI DI BELLEZZA

 

C’è chi vede la possibilità di partecipare a concorsi di bellezza ai trans come un miglioramento. Si è svolta a Kathmandu, in Nepal, la prima gara di bellezza tra transessuali intitolata Miss Pink Nepal: hanno partecipato quattordici transessuali provenienti dalle varie regioni del paese. La giuria ha incoronato vincitrice Purnima: sarà lei a rappresentare il Nepal a Miss Pink 2013 in Tailandia. Sempre a Kathmandu si è svolto anche il primo torneo di sport gay dell’Asia del Sud. Vi hanno preso parte oltre 300 atleti GLBT provenienti da 30 paesi.

E infatti, un evento del genere è un miglioramento dal punto di vista dell’accettazione delle inclinazioni sessuali altrui. Ma non lo è dal punto di vista della parificazioni dei poteri. L’eleggere qualcuna/o a Miss attraverso i media in una società in cui la bellezza non è solo un piacere estetico ma è sinonimo di potere economico, sociale e affettivo, equivale a creare gerarchie. Dunque, aggiungere altri tipi di persone, equivale ad estendere certi privilegi ad altre persone. E non a democratizzare il mondo. Quando si darà la notizia che nessuno farà più concorsi di bellezza premiati e sponsorizzati e mediatizzati, allora sarà una grande conquista.

Per dare una valutazione definitiva si può fare un confronto tra i pro e i contro dei concorsi di bellezza.

I motivi per essere a favore dei concorsi di bellezza sono:

  1. Distraggono dai problemi, fanno evadere dalla noia, provocano piacere visivo.
  2. Fanno guadagnare chi lavora nei concorsi di bellezza.
  3. Fanno guadagnare indirettamente chi li promuove (gli assessori).

Un concorso di bellezza non si limita a valutare l’estetica di ragazze secondo dei canoni o dei parametri soggettivi. I motivi per essere contro ai concorsi di bellezza sono:

  1. I premi aggiunti al concorso svalutano le competenze di chi non ha le caratteristiche estetiche premiate (attraverso l’esposizione delle opinioni delle Miss in TV o al telegiornale) e sopravvalutano la bellezza valutandola come un bene sociale contribuendo così all’ignoranza diffusa.
  2. Induce ad accettare come normale l’uso della contraddizione e dell’inganno negli spot per vendere merci di lusso.
  3. Promuove il lusso, aggiungendo la pubblicità di merci come gioielli e abiti, e induce al disinteresse per altri stili di vita o per le conseguenze negative del lusso.
  4. Motiva a dare importanza alla bellezza estetica e possedere ciò che serve per ricevere una premiazione e disincentiva ad altro, contribuendo all’esistenza di disturbi psicologici di inadeguatezza in base alla pressione economica.
  5. Crea una disparità di genere con gli uomini, i quali sono esclusi dai concorsi di bellezza, o per lo meno da quelli pubblicizzati da canali televisivi nazionali.
  6. Usa soldi (ottenuti sia con introiti pubblicitari che con finanziamenti pubblici) per azioni con effetti culturalmente e psicologicamente dannosi e sottrae quindi questi soldi ad azioni utili al benessere o al contrasto della povertà economica nella società.
  7. Promuove il concetto illusorio che si possa rappresentare la bellezza migliore di una nazione.

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