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Regolamentazione della nudità e identificazione nel maschilismo

Alcune femministe vedono il tentativo di regolamentare la visione del corpo nudo delle donne, in particolare del seno nudo, tentativo che può essere fatto da persone comuni attraverso giudizi, critiche e insulti, ma anche attraverso repressioni compiute da autorità come la polizia, o attraversi leggi (come l’offesa al pudore) come un atto maschilista, se la regolamentazione e repressione della visione della nudità femminile avviene su esibizioni della nudità che hanno cause attinenti alla politica e all’influenza che essa, con le leggi, ha sul genere femminile.

Uno degli esempi dell’uso politico che alcune donne fanno del proprio corpo è il delle Femen, che a seno scoperto protestano su temi politici attinenti alle donne, spesso scrivendo parole e concetti sul proprio corpo.

In contemporanea al concetto che se c’è repressione nella visione del corpo femminile per fini politici allora c’è maschilismo, si arriva a pensare che se non c’è repressione della visione del corpo femminile quando non ci sono fini politi allora c’è maschilismo. Dunque, i fini politici inerenti alle donne fanno attivare il maschilismo attraverso la repressione.

Avendo creato questo insieme di deduzioni alcune femministe come il blog UGDC (Un altro genere di comunicazione) arrivando ad affermare che il mostrare nudità per guadagnare consensi è “l’unica modalità accettata quando il corpo femminile viene mostrato nudo” o in modo più specifico “le tette piacciono solo se non femministe” (come hanno affermato nel blog UGDC con il post “False Femen :Le tette piacciono solo se non femministe”). Ma ridurre il motivo per cui la nudità viene regolamentata e repressa in luoghi pubblici o eventi pubblici al fatto che non venga accettato il femminismo è falso, perché le cause sono molte di più, ed è anche una evidente mistificazione volta a vittimizzare la condizione delle donne che fanno lotte sociali e ottenere consensi nel credere che dietro a certe azioni rifiutate ci sia il maschilismo, e soltanto esso.

Il caso criticato da alcune femministe è quello di tre ragazze che sono comparse davanti all’istituto superiore di sanità per protestare contro il fumo. Le tre ragazze sono ricorse al topless imitando vagamente le gesta del movimento ucraino con strisce e scritte che presentavano slogan come “Seno sano se non fumo”. Le ragazze sono state reclutare dall’associazione Articolo 32.

Il blog UGDC ha scritto: ”
Le ragazze sono state accolte dai fotografi, nessuno che le arrestava, le copriva o le braccava come animali. Il perché? perché i loro slogan non erano femministi ma contro le donne che fumano come quello che recitava che se una madre fuma uccide il proprio bambino. Insomma, le tette usate per veicolare il messaggio che le donne devono abbandonare il fumo perché se no si rovinano il seno o perché uccidono il bambino. Nulla a che vedere con gli slogan femministi del movimento ucraino a favore dell’interruzione della gravidanza, contro lo sfruttamento della prostituzione e il femminicidio. Perché se la donna muore, qualsiasi fossero le cause, chi se ne frega, l’importante è che mantengano intatta la loro femminilità.
Al di là degli slogan le tre ragazze sono lì solo per accattivarsi manifestanti di sesso maschile con una modalità che conosciamo fin troppo nel nostro paese, l’unica che viene accettata quando il corpo femminile viene mostrato nudo. Abbiamo detto bene negli scorsi post quando dichiaravamo che questo paese soffre di moralismo ad intermittenza dove il corpo nudo di una donna fa paura quando viene usato come strumento politico o comunque diversamente dallo scopo a cui viene destinato dalla società: o oggetto sessuale o per la maternità. E sopratutto donne nude piacciono solo quando si mettono contro altre donne, un po’ come i canoni estetici che separano le donne belle da quelle brutte. ”

I casi sono almeno due: o è vero che che le ragazze a seno nudo sono state accolte dai fotografi, e nessuno che le arrestava, le copriva o le braccava come animali perché i loro slogan non erano femministi o non è vero. E se non è vero può non esserlo perché i motivi sono altri, ad esempio può anche essere vero che non sono state arrestate e coperte o braccate perché non hanno urlato, non hanno importunato, né aggredito, né se la sono presa con una persona specifica come invece hanno fatto abitualmente le Femen durante le loro proteste.
Due esempi:
Le Femen hanno interrotto uno spettacolo del Porn Forum Eropolis, spingendo a terra con forza la donna nuda che si stava esibendo e l’uomo accanto a lei, e poi hanno urlato “GO RAPE YOURSELF!” ininterrottamente. Una spinta a terra è una aggressione fisica, che oltre a essere un reato, comunica concettualmente un rifiuto, un disprezzo.


Le femen, dopo aver scaraventato a terra una pornostar che si stava esibendo, hanno occupato il palco di “Nex Topmodel” in Germania, il popolare show condotto da Heidi Klum. Sul petto di una la scritta “Heidi Horror Picture Show” per contestare l’uso dell’immagine donne in televisione. Heidi, ha mantenuto una calma imperturbabile, lasciando che i bodyguard portassero via le femministe. La finale del reality è poi continuata come se niente fosse. Scrivere il nome di una ragazza, e associargli un concetto “orrore” è evidentemente prendersela con lei.

Quindi le Femen hanno contrastato interessi economici in luoghi e momenti in cui non erano autorizzate a farlo, turbato persone, ferito psicologicamente e aggredito fisicamente, e hanno violato le regole di certi spettacoli. Se qualcuno fa un evento per guadagnare soldi e qualcun altro tenta di impedire o ridicolizzare l’evento chi è pagato per evitare tale interruzione come i bodyguard o la polizia deve fare il proprio lavoro indipendente dalla volontà delle protestanti. Di maschilismo non ci sono tracce evidenti nei bodyguard e nella polizia.

Dato che le Femen non si sono comportate come le ragazze di Articolo 32 si può dire che è falso che ci sia dietro il maschilismo nella repressione delle Femen e nella non repressione delle ragazze di Articolo 32, e che poiché l’identificazione sistematica e unica nel maschilismo delle cause di tantissimi eventi (violenze, uccisioni, insulti, fotografie pubblicitarie incentrate sulla sessualità) viene fatta dalle femministe, è probabile che ci sia un desiderio di vedere il maschilismo e il femminismo come nettamente contrapposti, e per soddisfare questo desiderio si finisca per creare interpretazioni dei fatti coerenti con questo desiderio. Il pericolo di creare teorie assolute e crederci sta in ogni tipo di interpretazione, soprattutto perché può dare piacere farlo, dato che semplifica le cose, evita tanta fatica, e poiché tutti gli elementi del problema sono conosciuti dato che ridotti a pochissimi elementi da la sicurezza di stare dalla parte del giusto. Ma allo stesso tempo impedisce di identificare le reali cause di ciò che disturba e agire su di esse. Dire se la vittimizzazione è fatta consapevolmente o consapevolmente è difficile. Ma non cambierebbe il fatto che è un errore.

 

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